Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@autistici.org)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

venerdì 28 novembre 2008

Inflazione - Parte Seconda

Un incendio distrugge la metà delle riserve di petrolio disponibili sul mercato, il prezzo della benzina sale. Cambiano le tendenze della moda, le collezioni dell'anno precedente vengono vendute con forti sconti. Un nuovo macchinario rende meno costosa la produzione dei microprocessori, i computer diventano più convenienti. Gli shock nella domanda o nell'offerta di un determinato bene comportano variazioni del suo prezzo, si tratta di un fenomeno logico e semplice da comprendere. Si chiamano fluttuazioni dei prezzi e, a seconda dei casi, possono essere al rialzo o al ribasso. 

L'inflazione, però, è un'altra cosa. A prescindere dalle fluttuazioni e dagli shock il livello generale dei prezzi cresce costantemente nel tempo. Cosa spinge i prezzi ad aumentare anche in assenza di eventi che modificano la domanda o l'offerta dei beni sul mercato? Nel post precedente è stato sottolineato che, oltre agli elementi appena elencati, a causare inflazione può essere solo la presenza di un'eccessiva quantità di moneta. Se i prezzi salgono di anno in anno vuol dire che il valore nominale della massa monetaria cresce in ogni dato momento più velocemente di quello dei beni e dei servizi che vengono scambiati nell'economia. Come è possibile? Pensare che i responsabili dell'emissione di moneta siano così miopi da sbagliare le loro previsioni tutti gli anni non è credibile. Deve esserci un'altra ragione.

Prendiamo il caso di un'economia in crescita. Se da un anno all'altro la produzione cresce ed il fine del Governo è di mantenere la stabilità dei prezzi esso dovrà assicurare un aumento della moneta circolante. Nel caso in cui ciò non succedesse si verificherebbero fenomeni di deflazione (calo dei prezzi dovuto all'insufficienza di moneta) con tutte le conseguenze negative che ne deriverebbero.

Torniamo all'esempio. L'economia è cresciuta e si è resa necessaria l'emissione di nuova moneta. Ripassiamo come avviene questa procedura. Il Governo non ha la possibilità di stampare direttamente denaro, l'unica cosa che può fare è emettere titoli di debito e venderli all'asta agli operatori abilitati. Parte di questi titoli saranno poi venduti alla Banca Centrale attraverso operazioni di mercato. Il processo è stato descritto del dettaglio qui. Quello che è importante capire è che per ogni banconota presente sul mercato esiste un corrispondente titolo di debito. In pratica ogni volta che l'economia cresce e viene stampato nuovo denaro il Governo si indebita per un valore maggiore di quello appena creato. Per esempio se l'economia produce un nuovo bene dal valore di 100€ (è bene usare sempre cifre tonde per rendere più semplice la comprensione) per avere l'equivalente in moneta il Governo dovrà emettere un titolo di debito da 100€ più interesse. Ipotizziamo che il tasso di interesse sia fissato al 2% annuo e che il titolo vada rimborsato dopo dodici mesi, risulterà un debito di 102€.

E' bene riflettere un momento sull'assurdità della cosa. Per avere a disposizione il simbolo monetario che rappresenta il valore di un nuovo bene il Governo si deve indebitare per un ammontare maggiore del valore del bene stesso. Prendendo come riferimento i dati ipotizzati precedentemente, ogni volta che il mercato produce beni o servizi per un valore di 100€ per mantenere la stabilità dei prezzi ed evitare deflazione viene creato un debito da 102€. Il discorso resta il medesimo anche nel caso in cui la nuova moneta non è emessa dalla Banca Centrale, ma da un istituto di credito attraverso la concessione di un prestito. Anche in questo caso, infatti, viene applicato un interesse al capitale. 

Se la massa monetaria crescesse esattamente nello stesso modo in cui cresce il valore dei beni e servizi prodotti, nell'attuale sistema della Banca Centrale, il fallimento avverrebbe nel giro di pochissimi anni. Gli interessi, infatti, non verrebbero mai rimborsati e, come visto nel post precedente, il debito aumenterebbe talmente velocemente da fagocitare tutto il prodotto in tempi molto brevi. 

Il mercato ha solo un mezzo per rimandare l'inevitabile: estendere la rete del debito in modo da poter produrre un quantitativo maggiore di moneta e rimborsare, almeno in parte, gli interessi sul debito. Nell'esempio riportato in questo post le banche avrebbero potuto rimandare il loro fallimento acquisendo nuovi clienti ed estendendo, quindi, il debito ad un maggior numero di soggetti. Ovviamente si tratta di una soluzione per il breve periodo. Il debito totale continua a crescere a causa dell'applicazione di un interesse ed il problema è solo rimandato. I soldi utilizzati per coprire gli interessi, infatti, sono a loro volta bilanciati da un altro debito. Ricordate sempre, nel sistema attuale non esiste ricchezza senza che gli corrisponda un debito del medesimo valore più gli interessi.

Torniamo alla domanda iniziale: come è possibile che venga emessa sempre più moneta del necessario? A questo punto la risposta è scontata: oltre al denaro necessario a misurare il valore dei nuovi prodotti bisogna creare quello che serve a coprire gli interessi sul debito che, nella pratica, non corrispondono a nessun bene materiale. Ecco perché i movimenti della massa monetaria generano costantemente e necessariamente inflazione.

Questa constatazione è valida per quanto riguarda il livello generale dei prezzi, ma ovviamente non ci dice nulla sull'andamento del prezzo di un singolo bene. E' come al casinò. Tutti sappiamo che il banco vince sempre e che alla chiusura le vincite totali dei clienti saranno sempre minori delle loro perdite, ciò non toglie che alcuni giocatori concluderanno in positivo. Un discorso simile è applicabile anche ai mercati finanziari ed alle borse, il fatto che qualcuno guadagni non compensa le perdite della collettività.

Abbiamo visto con che ritmo crescono i prezzi, il loro andamento è esponenziale perché l'economia è costretta ad inseguire un debito che aumenta con lo stesso andamento.

In questi giorni si parla molto di recessione e di conseguente abbassamento del livello dei prezzi. Anche se può sembrare una buona notizia non lo è. Nei periodi di deflazione la differenza tra debito e valore della produzione cresce ancora più rapidamente che nel caso di inflazione. In nessuno dei due casi le condizioni migliorano, semplicemente peggiorano a ritmi differenti. In un sistema di regole fallimentari non esiste soluzione. Il primo passo per risolvere un problema strutturale è comprenderlo attraverso lo spirito critico. La cosa peggiore che possiamo fare è affidarci ad una delle opzioni che ci vengono proposte dallo stesso sistema che ci ha portato al collasso.

Nel 1600 Giordano Bruno diceva: "Che mortificazione...chiedere a chi ha il potere di riformare il potere! Che ingenuità!".

Come non essere d'accordo?

ErSandro 

mercoledì 19 novembre 2008

Inflazione - Parte Prima

Con inflazione viene identificato il continuo aumento del livello generale dei prezzi. Si tratta di un fenomeno a cui siamo abituati, ne sentiamo parlare tutti i giorni al telegiornale e lo vediamo costantemente in atto sui cartellini dei centri commerciali. Il fatto che il costo della vita debba aumentare è un concetto ormai profondamente radicato nella nostra idea di società e mercato. Proprio perché è considerata una cosa "normale" in pochi si interrogano sulle cause e sulla natura dell'inflazione. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su di un concetto che influenza in modo tanto determinante la nostra quotidianità. Innanzitutto è bene definire le cause dell'inflazione. Se non avvengono eventi imprevisti che diminuiscono la disponibilità di una certa tipologia di bene (es. una ghiacciata distrugge parte del raccolto di grano) sarebbe lecito attendersi un livello costante dei prezzi. Eppure sappiamo che l'inflazione non è un evento sporadico dettato da particolari congiunture del mercato, ma una costante, al punto che la stessa BCE, pur sostenendo che il suo compito consiste nel preservare il potere d'acquisto dell'euro e perseguire la stabilità dei prezzi, ha deciso che i prezzi sono da considerare stabili quando l'inflazione è inferiore, ma vicina, al 2% annuo (chi volesse approfondire può farlo guardando questo video). Cosa genera questo fenomeno?

In realtà se la quantità di beni e servizi presenti sul mercato e la massa monetaria si muovessero di pari passo non ci sarebbe inflazione. Si tratta di un concetto semplice, espresso in modo chiaro dal prof. Auriti in un video che avevo riportato in un mio vecchio post. Avere un'inflazione costante vuol dire che, costantemente, viene creata moneta in eccesso rispetto all'incremento della produzione.

Come si traduce nella realtà un'inflazione fissa al 2%? In molti hanno difficoltà a figurarsi una crescita basata su di una percentuale fissa. Quasi tutti, infatti, si immaginano un trend lineare, in cui i prezzi aumentano sempre nella stessa misura.





La realtà, però, è ben diversa. Se ho un bene che oggi vale 100€ e l'inflazione è del 2% dopo due anni il suo prezzo non sarà 104€, ma qualcosa di più, per essere precisi 104,04€. L'incremento per il secondo anno non è più di due euro, ma di 2,04. Questo accade perché il 2% viene ricalcolato sul prezzo dopo il primo anno di aumento, quindi su 102€ e non più su 100€. Se ipotizziamo che l'inflazione resti fissa il terzo anno l'aumento sarà ancora più alto, nel caso specifico il 2% di 104,04 è 2,0808. Ogni anno l'incremento sarà maggiore rispetto a quello del periodo precedente.

In effetti la crescita secondo una percentuale fissa si configura come una vera e propria funzione esponenziale. Cercherò di spiegare quanto detto con qualche passaggio matematico. Secondo il modello della BCE, sappiamo che il prezzo di domani (P1) è uguale al prezzo di oggi (P0) più il 2% circa. Possiamo quindi dire che:

P1 = P0 + (P0 x 2/100)

Facendo le dovute semplificazioni si ottiene:

P1 = 1,02 x P0

Analogamente il prezzo del periodo successivo (P2) sarà:

P2 = 1,02 x P1

Vediamo cosa succede se sostituiamo P1 nell'ultima equazione:

P2 = (1,02 x 1,02) x P0

Quindi;

P2 = (1,02)^2 x P0

Secondo lo stesso principio si può dire che:

P3 = (1,02)^3 x P0

E via dicendo. Sintetizziamo quanto detto elaborando una funzione:

Pt = (1+ r)^t x P0

Il prezzo al passaggio t (Pt) è uguale ad 1 più il tasso di interesse r (nel caso specifico 2%, quindi 0,02) elevato al numero di passaggi t, il tutto moltiplicato per il prezzo iniziale (P0). Sapendo il prezzo di partenza ed il tasso di interesse possiamo tranquillamente affermare che si tratta di una funzione esponenziale del tipo y=e^x. Vediamo allora come si comporta una funzione di questo genere.







Le implicazioni di questo modello sono inquietanti, i prezzi infatti crescono ad un ritmo sempre più serrato accelerando verso l'infinito. Cerchiamo di farci un'idea della velocità a cui si svalutano gli euro. Se i prezzi crescono del 2% annuo nel giro di 35 anni raddoppieranno per cui ci vorranno 200€ per comprare quello che oggi costa 100. In 55 anni i prezzi saranno il triplo, in 70 il quadruplo, in 81 il quintuplo e via così. Tutto a partire da un misero 2% fisso.

Quanto detto fino adesso parte dal presupposto che la BCE riesca nel suo intento, cioè mantenere l'inflazione prossima al 2%, ma sappiamo che spesso questa quota viene sforata, soprattutto in Italia. Le conseguenza sono molto più grandi di quanto si possa immaginare. Se l'inflazione fosse, per esempio del 2,5% la quintuplicazione dei prezzi avverrebbe in 65 anni, in 54 se fosse del 3%. La magagna sta nel fatto che il processo, non essendo lineare, è difficile da individuare nei primi tempi e si presenta con tutta la sua forza solo negli ultimi anni.

L'unico strumento con cui le banche fronteggiano la perdita del potere d'acquisto della moneta è l'emissione di nuova moneta. Ovviamente questo non fa altro che velocizzare un processo già di per sé distruttivo.

Con questo post ho cercato di spiegare l'andamento di una funzione che cresce secondo una percentuale fissa. Nel prossimo articolo cercherò di capire perché viene costantemente stampato più denaro di quello necessario a misurare il valore dei nuovi beni prodotti in un'economia in crescita e quale sia il ruolo del signoraggio bancario in tutta questa faccenda.

Nel frattempo un consiglio: la prossima volta rifletteteci bene prima di chiedere un prestito al 6%.

ErSandro

venerdì 7 novembre 2008

Libero Arbitrio

Negli ultimi tempi studio moltissimo, più di quanto non abbia mai fatto in venti anni di scuola e università. Leggo, guardo video, faccio ricerche. La testa è talmente piena che, a volte, perdo il filo dei miei pensieri, al punto che certe notti mi è difficile dormire. Le idee si inseguono, si scontrano, in alcuni casi si fortificano l'una con l'altra nella perenne ricerca della verità che, in varie misure, caratterizza la mia vita come quella di ognuno di noi.

Stranamente il subbuglio e la confusione che sento dentro non si traducono in irrequietezza. All'atto pratico sono molto più tranquillo e sereno oggi di quanto non fossi qualche anno fa, quando l'ignoranza mi permetteva di sorvolare su molte questioni. La mia condizione è dovuta al fatto che oggi mi sento libero quando faccio le mie scelte. Non che ragioni in modo differente, fondamentalmente io sono sempre lo stesso. Ho solo cambiato punto di vista.

Oggi sono libero dal dover accettare le alternative che mi vengono poste davanti limitando il mio spettro decisionale. Se mi chiedono di scegliere tra bianco e nero risponderò che voglio vedere i colori mentre creo una nuova strada che sia allo stesso tempo solo mia e comune a tutta l'umanità. Posso ascoltare un fascista, un comunista, un prete ed un ateo dando ragione a tutti ed a nessuno mentre faccio tesoro di ciò che apprendo. Ogni più piccolo dettaglio, che sia d'accordo o meno, diventa parte di me e mi arricchisce offrendomi la possibilità di riflettere, di capire, di decidere in autonomia.

In molti si relazionano alla vita in modo acritico, decidono da che parte stare in un dibattito basandosi su di una scelta casuale limitandosi a mantenere il punto. Non si pongono mai problemi ma attendono solo le risposte. Per queste persone ogni confronto diventa una limitazione di libertà. Ogni volta che a parlare è qualcuno del loro schieramento sono d'accordo, quando viene espressa un'idea differente automaticamente si oppongono. Se viviamo secondo questo criterio, cioè decidendo a priori cosa è giusto e cosa è sbagliato, ogni nuova opinione diventa un ulteriore paletto al nostro libero arbitrio.

In molti scelgono la schiavitù, spesso crogiolandosi nell'illusione auto-imposta di essere liberi, perché la ritengono una condizione più comoda, in cui lo stress della responsabilità è scaricato su di un altro soggetto. Ritengono che discernere tra giusto e sbagliato sia un compito difficile, qualcosa che solo in pochi possono fare. Ne consegue che, in un impeto di egoismo, preferiscono passare questo onere ad un altro. E', paradossalmente, proprio il loro egoismo a trasformarli in una massa spersonalizzata. Ne nasce un senso di impotenza e frustrazione. Il modo prescelto per combattere lo stress ne diventa, a sua volta, la causa.

L'uomo libero ha realizzato che tutte le voci sono importanti ma, allo stesso tempo, nessuna è indispensabile. Al contrario di quanto accade per lo schiavo ogni nuova opinione è per lui la base di una crescita. Non si tratta di un processo automatico, richiede uno sforzo intellettuale che, per motivi sociali e culturali, non siamo abituati a fare. Al contrario di quanto si possa credere si tratta di un'attività benefica che asseconda la natura dell'animo e della ragione umana il cui compito è proprio quello di riflettere, ponderare, decidere.

Un'automobile lasciata ferma in un garage è destinata a perdere la funzionalità per cui era stata creata. Dopo alcuni anni sarà ridotta ad un rottame e non sarà più in grado di muoversi. La stessa cosa accade con il nostro potere decisionale, se lo lasciamo sopito per troppo tempo finirà con l'intorpidirsi e diventerà sempre più difficile rimetterlo in moto.

Qualcuno più saggio di me diceva che la verità ci avrebbe reso liberi. Se è vero che ogni relazione può essere letta in ambo i versi allora mi sento di dire che la libertà ci renderà veri, rispondenti alla nostra più intima natura.

ErSandro

martedì 28 ottobre 2008

Dolore

Esistono poche cose al mondo in grado di spaventare e paralizzare l'essere umano come la somministrazione o la minaccia del dolore fisico. Quando prova questo tipo di sensazione in quantità eccessiva il corpo prende il sopravvento spodestando la mente dal controllo della volontà.

A tutti è capitato almeno una volta di poggiare la mano su di una superficie tanto calda da bruciare. Quando succede una cosa del genere l'istinto naturale è di allontanarsi dalla fonte del dolore. E' stato scientificamente provato che tale istinto non nasce dalla mente ma dallo stesso corpo. Nel caso della bruciatura i recettori della mano inviano, sotto forma di impulso elettrico che corre lungo i nervi, uno stimolo termico alla colonna vertebrale. Da qui il segnale viene smistato alla corretta zona del cervello nella quale sarà analizzato ed infine rimandato al punto di origine (la mano) dove prenderà forma il fenomeno che comunemente chiamiamo sensazione. Se lo stimolo è molto forte (dolore) nel momento in cui arriva al midollo spinale si sdoppia. Mentre da un lato prosegue il suo normale iter, dall'altro parte un segnale speculare che è quello che ci fa ritirare la mano. Si chiama agire di riflesso, prima ancora che la mente abbia capito cosa stia succedendo. Nel caso della bruciatura non è raro che la mano venga ritirata quando ancora non abbiamo sentito il dolore, mentre questo continua ad aumentare anche dopo che è finito il contatto con la superficie ustionante. Si tratta di un meccanismo di difesa, serve ad impedire che un prolungato contatto con la fonte del dolore possa causare danni eccessivi.

Si potrebbe affermare che il dolore che tanto spesso è utilizzato come arma di offesa è anche il nostro migliore strumento di difesa. Proprio per questo motivo si tratta di una sensazione che va evitata, e non annullata. Se ci facciamo male ad un ginocchio prima di andare in settimana bianca ci si pone una doppia possibilità: evitare gli sforzi ed attendere che l'infiammazione si plachi o assumere degli antidolorifici che ci permettano di sciare senza provare fastidi. Sebbene la seconda opzione sia più invitante è chiaramente la meno saggia. L'antidolorifico, infatti, non fa guarire l'articolazione, ma si limita ad eliminare un sintomo spiacevole. Sono molte le probabilità che proseguire con l'attività fisica comporti il superamento del limite di sopportazione del ginocchio e quindi un danno superiore a quello iniziale.

Il dolore, in quanto campanella d'allarme, deve essere ascoltato, non temuto.

Un ragionamento analogo può essere fatto per un grandissimo numero di malattie. Il raffreddore non è forse il modo in cui il nostro corpo ci avverte che abbiamo preso troppo freddo? E quante volte il mal di testa è semplicemente il modo in cui ci dice che sopportiamo uno stress eccessivo? Dobbiamo capire che il dolore è utile. In sua assenza subiremmo conseguenza ben peggiori.

Le banche sono malate. Il sintomo di questa malattia è l'insolvenza. Nel post precedente ho cercato di sottolineare che si tratta di una malattia "genetica", causata dalle stesse regole che danno vita al sistema. E' un male particolarmente pericoloso dato che, finché continua a crescere, i sintomi sono poco visibili. L'antidolorifico per l'insolvenza è l'aumento del debito. Nell'esempio riportato nell'articolo precedente almeno una banca fallisce. Nella pratica ciò non avviene subito. La sopravvivenza è garantita finché esiste altra gente che si indebita aumentando la liquidità circolante. Il risultato finale, però, non è la guarigione, ma un'espansione virale della patologia.

I mutui subprime, cioè prestiti concessi a soggetti che non fornivano le sufficienti garanzie, sono stati additati come causa principale dell'attuale crisi finanziaria. Vero, ma allo stesso tempo si trattava di uno strumento che ha, nella pratica, allungato la vita del sistema bancario. Il crollo del mercato è voluto ed è stato deliberatamente causato. Ma non oggi. E neanche ieri. E' stato deciso da diversi secoli nel momento in cui il mondo ha scelto di basare la propria economia su di una moneta debito.

Negli ultimi giorni il dolore si è affacciato prepotentemente. Il livello di indebitamento è talmente alto da essere insopportabile. Nella nostra cecità non ci siamo interessati alla natura del male ma, gonfi di spocchia ed ignoranza, abbiamo chiesto a gran voce una nuova dose di antidolorifico che è puntualmente arrivata sotto forma di un intervento statale. Se ho un tumore al cervello e prendo una pillola per il mal di testa forse mi sentirò sollevato nell'immediato ma se non indago sulla natura del male ed intervengo per arginarlo non farò altro che peggiorare.

Lo stato si fa garante dei prestiti interbancari? Decide di togliere i titoli spazzatura dal mercato comprandoli? Bene, le persone avranno modo di contrarre ancora più debiti di quelli che già sopportano e che stavano per soffocarli.

Siamo come un malato terminale che imbottito di morfina non comprende di essere in fin di vita. Poco male. Da sempre sappiamo che la fenice deve morire per poter risorgere.

ErSandro

giovedì 23 ottobre 2008

Perché le banche falliscono

Durante la crisi finanziaria che stiamo vivendo abbiamo avuto modo di assistere al fallimento di diverse banche, fenomeno che si ripeterà sicuramente entro la fine dell'anno. Si tratta di qualcosa a cui non siamo abituati, un evento che mostra tutta la fragilità del sistema economico che abbiamo costruito. Come è possibile che, nonostante tutti i privilegi derivanti dalla possibilità di emettere moneta, un istituto creditizio possa crollare? Questa eventualità pare così remota che l'unica spiegazione che riusciamo a dare consiste nell'attribuire la responsabilità dell'accaduto ad una cattiva gestione, all'eccesso di avidità dimostrato da chi ha avuto il potere ed ha dimostrato di non saperlo gestire.

Non è così.

Il collasso del sistema bancario è una conseguenza logica ed inevitabile delle regole che sono alla base del mercato. Certo, anche la cattiva gestione ha contribuito, ma ha solo reso più rapido il raggiungimento di un punto di arrivo già stabilito. Vediamo di spiegare perché.

Supponiamo di trovarci in un'economia dove non esiste ancora denaro ed in cui sono presenti due banche (per comodità banca A e banca B). Tre cittadini hanno bisogno di liquidità, due si recheno alla banca A mentre il terzo va alla banca B. Tutti e tre gli individui richiedono 100€ da restituire nell'arco di un anno. Le banche concedono prestiti al medesimo tasso di interesse, supponiamo il 20%.

Contabilmente la banca A, avendo concesso due prestiti, è più ricca. I crediti che può vantare sono per lei delle attività sulla base delle quali può effettuare altre transazioni impegnandosi per il futuro. Quello che non viene considerato è che il debito contratto dai tre cittadini è inestinguibile nella sua totalità. A fronte di una circolazione di 100€ a testa, infatti, c'è da saldare un debito di 120€. La truffa risiede nel fatto che i 20€ di interesse non sono mai stati creati ma vengono ugualmente richiesti.

Nell'arco di un anno i tre cittadini hanno lavorato per guadagnare qualcosa ed essere in grado di saldare il debito contratto alla sua scadenza. Il meccanismo richiede che se qualcuno riesce a pagare lo potrà fare solo attingendo alla liquidità derivante dai prestiti contratti dagli altri. E' quindi impossibile che tutti restituiscano il dovuto. Guardatela da questo punto di vista, il debito totale è di 360€ mentre l'ammontare del denaro circolante è 300€. E' chiaro che c'è un problema.

Mettiamo che il cittadino che si era rivolto alla banca B sia stato più bravo e sia riuscito a far fruttare i 100€ che gli erano stati prestati. Supponiamo che alla fine dell'anno, grazie a degli investimenti oculati, sia riuscito a raggiungere la cifra di 120€. Alla restituzione del debito non avrà guadagnato nulla, ma la sua situazione è comunque più rosea di quella dei due clienti della banca A. Per amore di semplicità immaginiamo una distribuzione equa delle perdite. Per far sì che il cliente della banca B ottenga i 20€ di interessi devono aver entrambe perso 10€ del prestito originale. Questo è dovuto al fatto che solo le banche hanno la possibilità di immettere nuovo denaro in circolazione. Non esiste altro modo.

Torniamo all'esempio. Finito l'anno la situazione è la seguente: la banca B ha ottenuto la restituzione del prestito, mentre la banca A si ritrova con due clienti che a fronte di un debito di 120€ oggi ne hanno solo 90 e che quindi sono insolventi. Se, come era stato ipotizzato, la banca A aveva stretto altri patti sulla base dei prestiti stipulati, l'insolvenza dei clienti diventa quella dell'istituto.

Ecco come fallisce una banca. Non è stata colpa di una cattiva gestione. Era l'unico risultato possibile. Nella migliore delle ipotesi, supponendo che tutti e tre i clienti siano riusciti a difendere il loro capitale, nessuno sarebbe riuscito a ripagare gli interessi e l'insolvenza sarebbe stata un problema di entrambe gli istituti. Il risultato finale è la centralizzazione (attraverso fusioni o nazionalizzazioni) del sistema bancario.

Ci hanno detto che una delle cause della crisi in Italia è il fatto che si è bloccato il credito interbancario, cioè le banche non prendono più soldi in prestito da altri istituti bancari. Questo avviene perché non ritengono che tali enti possano onorare il debito.

Non si fidano più. Ora sapete perché.

La soluzione è stata trovata nell'intervento dello Stato che si è fatto garante di questo tipo di debito, assumendosene il rischio. Mi sorge una domanda: è lecito parlare di rischio insolvenza o sarebbe più adeguato constatare che di certezza si tratta?

Nei prossimi post darò la mia opinione sulle conseguenze che scaturiranno dalla scelta di intervento pubblico che tutti i paesi occidentali hanno deciso di adottare.

ErSandro

mercoledì 22 ottobre 2008

Bibliografia essenziale

In molti mi hanno scritto chiedendomi dove potessero trovare materiale riguardante il signoraggio. Vorrei utilizzare questo post per riunire in un unico luogo i link ed i riferimenti per raccogliere una piccola bibliografia sul tema. Nella quasi totalità dei casi si tratta di materiale gratuito e liberamente consultabile via internet.

Il paese dell'utopia - si tratta di quello che considero il testo di base per comprendere qualunque questione monetaria.

La Crisi Mondiale dei Giorni Nostri - articolo del premio Nobel per l'economia Maurice Allais

Bibliografia del Sito www.signoraggio.com - molte fonti le ho già citate ma altre non le avevo ancora segnalate. Tanta bella roba.

The Money Masters - breve storia della FED.

Giustizia sociale - testo del 1944 ancora decisamente attuale.

€uroschiavi- testo non disponibile online che potete acquistare qui.

L'isola dei naufraghi e Bankenstein - due fumetti molto chiari che spiegano come è nato il moderno sistema economico.

Psicologia delle folle - Si tratta di un testo fondamentale per comprendere le reazioni delle masse. Incredibilmente moderno se pensiamo che è stato scritto nel 1895. Lo potete comprare, consultare on-line, o procurarvi il pdf tramite un qualunque programma di file sharing.

Webbe Grillo
- Quello che tutti dovrebbero sapere prima di affidarsi al comico genovese.

Oltre ai testi segnalati (che comunque rappresentano solo una piccola parte del materiale disponibile su internet) esiste anche un grande quantitativo di video interessanti. Eccone alcuni.

Money as Debt - Completo, chiaro ed interessante. Cosa volete di più?

The Money Masters - Il Video - Dalla visione di questo documentario si capiscono molte cose. Si tratta della storia (quasi) completa del moderno sistema monetario.

Zeitgeist - documentario che, tra le altre cose, ha un capitolo dedicato alla FED.

Zeitgeist Addendum - seguito di zeitgeist che tratta la questione della creazione della moneta nel dettaglio. Sia Zeitgeist che Zeitgeist Addendum possono essere scaricati gratuitamente dal sito ufficiale.

Genius Seculi - adattamento di Zeitgeist Addendum alla realtà italo/europea. In italiano.

El Concursante - film spagnolo disponibile su youtube.

La Grande Truffa - documentario in tre parti che analizza i meccanismi alla base del signoraggio primario e secondario.

Endgame - Alex Jones ci spiega un paio di cose sul Gruppo Bilderberg.

Per concludere vorrei anche segnalare alcune fonti che sostengono l'infodatezza di quanto affermato dai "signoraggisti".

Le frottole sul signoraggio - si tratta di un pdf che risponde alle varie questioni riguardanti il signoraggio.

Politicaweb video1 e video2 - un paio di video che sostengono la validità della definizione dottrinale del signoraggio.

E basta con il signoraggio...
- articolo in cui si parla del reddito da signoraggio primario secondo la definizione ortodossa e quindi come equivalente ai soli interessi maturati sui titoli di debito.

Questa lista è, ovviamente, limitata ed incompleta, però ritengo che possa rappresentare un buon punto di partenza. Buono studio.

ErSandro

p.s.= un grazie al sito www.signoraggio.com che rende disponibile gratuitamente buona parte del materiale citato.

martedì 21 ottobre 2008

L'emissione di moneta

La finalità di questo articolo è quella di mostrare come avviene contabilmente l'emissione di nuova moneta in un sistema economico basato sul modello della banca centrale e della riserva frazionaria.

Durante lo studio del signoraggio ho sentito dire diverse inesattezze che, seppure non influiscono sulla validità dell'argomento, fanno sì che chi le dice possa essere facilmente contrastato da persone che, anche se non hanno compreso il problema, hanno una maggiore conoscenza della parte tecnico/legale del sistema economico.

Quando si parla di questioni di questo calibro, per essere convincenti, bisogna essere inattaccabili. L'unico modo per ottenere tale risultato è di attenersi ai fatti. Spesso leggiamo che la Banca Centrale compra i titoli di nuova emissione in cambio del denaro appena creato. Questa è una semplificazione della realtà che, nonostante sia facile da capire e rappresenti in modo abbastanza preciso l'effetto finale della procedura attuale, non corrisponde a verità. Qualunque economista potrebbe smontare un'affermazione di questo tipo con poche battute. Per essere credibili bisogna essere precisi.

La Banca Centrale Nazionale (da ora in poi BCN) svolge la funzione di banca delle banche in un determinato paese. Nel nostro caso tutte le banche commerciali italiane hanno un conto corrente aperto presso la Banca d'Italia. Questi conti rappresentano la riserva obbligatoria che le banche devono tenere in funzione dei loro depositi.

La BCN agisce solo tramite le banche commerciali e non interviene mai direttamente nel mercato. Quando lo Stato ha bisogno di nuova liquidità ed emette titoli del debito pubblico la BCN non può, per legge, acquistarli alle aste. A comprare saranno quindi gli operatori privati abilitati. Avvenuta tale transazione il nuovo denaro non è ancora stato creato, ma si è verificata solo una ridistribuzione di parte della liquidità preesistente.

Mettiamo che lo Stato, avendo bisogno di 100€ di nuova liquidità, emetta un bot dal valore corrispondete e che questo titolo venga comprato da un privato. Vediamo come, partendo da questa situazione, avviene la creazione di nuova moneta.

Il primo passo è illustrato nella fig.1. Il privato, tramite la banca commerciale, nell'esempio chiamata banca A, vende il suo bot alla BCN (nel caso specifico nulla vieta che il privato sia un'altra banca o una società di investimenti). La BCN, quindi, segnerà una attività corrispondente al nuovo titolo.

Fig. 1


La BCN equilibrerà questa attività tramite la creazione di una passività equivalente aumentando di 100€ i depositi della banca A. Questo è il momento in cui la nuova moneta viene creata. La liquidità accreditata alla banca A, infatti, non esisteva precedentemente. La moneta di nuova emissione, quindi, nasce contabilmente come una passività. Da qui l'espressione moneta-debito tanto cara al prof. Auriti. Le banconote, infatti, sono la rappresentazione fisica di un debito contabile.

Fig. 2


La banca A registra questo procedimento tramite una scrittura nelle attività che rispecchia l'aumento del denaro depositato nel suo conto presso la BCN.

Fig. 3


L'ultimo passo consiste nel versamento che la banca A effettua a favore del cliente che ha venduto il titolo. Ovviamente per la banca questo rappresenta una passività.

Fig. 4


A questo punto il procedimento è concluso e la nuova moneta è stata messa in circolazione. La BCN percepirà gli interessi generati dal suo nuovo bot, la banca A si è vista aumentare il valore della riserva e potrà quindi emettere nuova moneta creditizia mentre il privato ha incassato i 100€.

Vi propongo un paio di video per farvi capire quali siano le conseguenze di quanto descritto.
Il primo video mostra come la BCN rastrelli ricchezza tramite il tasso di interesse costringendo la comunità ad uno stato di insolvenza cronica.



Il secondo video invece analizza il meccanismo attraverso cui la banca A moltiplica i 100€ dell'esempio grazie al concetto di riserva frazionaria.




L'idea per questo articolo mi è venuta visionando le prime parti del film "Zeitgeist Addendum" reperibile su youtube. Anche se non condivido per intero quello che viene detto in questo lungometraggio ne consiglio a tutti la visione. Mi sono procurato una copia del documento "Modern Money Mechanics" citato nei video (e reperibile qui) e l'ho utilizzato come base per i miei ragionamenti. Si tratta di un documento ufficiale della FED, la banca centrale americana.

Spero che questo materiale possa servire a qualcuno di voi al fine di dare forza alle tesi dei "signoraggisti" nel confronto con coloro che negano l'esistenza di tale fenomeno.

ErSandro