Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@gmail.com)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

venerdì 10 luglio 2009

F.a.q. - Parte Terza

Parlando di signoraggio è tipico ritrovarsi a discutere con persone che, pur dandoci ragione, vedono il sistema economico come impossibile da modificare. Semplicemente non riescono ad immaginare come risolvere il problema. Frasi come “Si va bene, ma tanto la situazione non potrà mai cambiare” o domande tipo “Ok, ma cosa si può fare?” sono destinate a diventare in breve tempo il pane quotidiano di chiunque cerchi di diffondere questi argomenti.

Una prima soluzione molto semplice e alla portata di tutti consiste nello studiare e divulgare. Non è possibile risolvere un problema che non si sa di avere. Aumentare il livello di consapevolezza della comunità è indubbiamente il primo passo da compiere lungo la strada che porta al cambiamento. Nonostante la centralità di questo punto è chiaro che la diffusione della conoscenza da sola non basta.

E' per questo motivo che può essere utile elencare quelli che, a grandi linee, dovrebbero essere i punti chiave di un'ipotetica riforma monetaria.


1. La Banca Centrale


Il fatto che le quote della Banca d'Italia siano per il 95% in mano a privati ha comportato che in molti si chiedessero se un eventuale nazionalizzazione di questo ente potesse bastare a risolvere il problema. E' sicuramente vero che la situazione italiana (come quella americana) rappresenta un paradosso, ma rendere statale la Banca Centrale sarebbe un provvedimento che, da solo, risulterebbe essere assolutamente insufficiente.


In effetti gli stati in cui la Banca Centrale è di proprietà pubblica sono la stragrande maggioranza. A parte l'Italia tutti gli altri paesi europei hanno nazionalizzato già da diverse decadi i loro istituti di emissione. La controversia riguardante l'assetto proprietario della Banca d'Italia è solo un'aggravante e non il punto centrale della questione che, in realtà, affonda le radici nei meccanismi alla base dell'emissione monetaria.


Anche la Banca di Francia o la Banca d'Inghilterra, infatti, acquistano titoli di debito in cambio di base monetaria (cartacea o elettronica) e godono di un'indipendenza decisionale pressoché totale nei confronti del potere politico. E' convinzione comune dell'economia ortodossa il fatto che il potere di emissione non debba essere affidato al governo e che sia preferibile affidarlo ad un ente di fatto autonomo.


La Banca Centrale, pubblica o meno che sia, resta sempre qualcosa di separato rispetto agli organi rappresentativi della collettività e, in Italia come in Francia o in Inghilterra, lo Stato è costretto ad indebitarsi per avere denaro. La sua nazionalizzazione resta, quindi, un elemento auspicabile e necessario, ma sarebbe solo uno dei punti da realizzare in vista di una riforma monetaria.

Inoltre quanto detto fino ad adesso non tiene conto del fatto che il 90% del denaro circolante non viene emesso dalle Banche Centrali, ma dalle banche commerciali. Comunque, per i motivi appena esposti, appare chiaro che, fino a quando l'unico modo per ottenere nuovo denaro resterà l'indebitamento, anche la nazionalizzazione dell'intero sistema bancario rimarrebbe una misura insufficiente.


2. Debito ed interesse


L'elemento peggiore della questione signoraggio, oltre all'appropriazione da parte di privati di un valore creato collettivamente, è l'applicazione al debito di un interesse che, per sua natura, non potrà mai essere restituito. Se gli enti che hanno il monopolio sull'emissione del denaro (capitale) richiedono un valore maggiore di quello che hanno creato (capitale + interesse) è conseguenziale che la comunità non sarà mai in grado di estinguere i propri debiti. Si tratta di un principio molto semplice ed è possibile trovarlo esposto in diversi video e documenti.


E' necessario trovare un nuovo modo per emettere il denaro, un sistema che permetta di avere moneta libera dal debito. Nei libri di testo l'interesse sul debito viene presentato come l'elemento necessario a regolare la richiesta di liquidità del mercato. In sua mancanza non ci sarebbe nulla a frenare la domanda di moneta e sarebbe impossibile evitare fenomeni di iperinflazione. Allo stesso tempo, però, l'applicazione di un tasso di interesse (non importa quanto basso) comporta l'impossibilità di estinguere il debito iniziale facendo sì che, nel tentativo di saldarlo, la domanda di moneta della comunità cresca comunque in modo incontrollato. Tale incremento della domanda è assolutamente slegato dalla crescita della produzione e, nella pratica, comporta comunque il verificarsi di fenomeni inflattivi fuori controllo.


Ecco perché è necessario eliminare il debito ad interesse come unica forma di garanzia per l'emissione di denaro e, contemporaneamente, bisogna trovare un altro modo per regolare le variazioni della massa monetaria.


3. Denaro e produzione


Il denaro svolge la funzione di misura del valore dei beni e dei servizi offerti dal mercato. Non è possibile pensare che l'ammontare della massa monetaria possa essere definito da scelte di politica economica prese discrezionalmente da un sistema bancario di natura privata senza che questo non faccia saltare il delicato equilibrio tra unità di misura ed oggetto misurato. Quando le variazioni della quantità di moneta non sono in linea con i movimenti della produzione economica si verificano fenomeni di inflazione o di deflazione. E' quindi necessario legare l'emissione ed il ritiro di denaro dal mercato alle variazioni del valore di beni e servizi effettivamente esistenti ed offerti dal sistema economico.


Si tratta di un passaggio più semplice di quanto non possa sembrare. Basterebbe individuare un indice che misuri la produzione del mercato, stabilire arbitrariamente una parità con la moneta presente in un dato momento e, in seguito, modificare la quantità di denaro seguendo le variazioni percentuali di tale indice. L'economia reale cresce o si contrae del 10%? La massa monetaria deve aumentare o diminuire della stessa percentuale.


Auriti suggeriva di utilizzare il PIL, ma nulla impedisce di trovare un nuovo indice più appropriato allo scopo.


4. Moneta statale


In uno scenario di questo tipo sarebbe lo Stato a gestire la moneta e la politica monetaria come la intendiamo oggi perderebbe di senso. La creazione o la distruzione di moneta, infatti, sarebbero semplici operazioni contabili dovute a movimenti effettivi della produzione.


In molti ritengono che concedere ai politici la possibilità di creare denaro sarebbe troppo rischioso, ma il timore sparisce se si comprende che il politico non avrebbe modo di sfruttare questo potere a suo vantaggio. L'esercizio di tale facoltà sarebbe, di fatto, pesantemente vincolato. Non solo, un sistema di questo genere sarebbe assolutamente trasparente. Fenomeni limitati di inflazione e di deflazione avverrebbero comunque con la differenza che tenderebbero a compensarsi nel lungo periodo (sarebbero dovuti alla “vischiosità” del mercato). Se si dovessero prolungare nel tempo sarebbe immediatamente esposta la cattiva gestione della moneta da parte del pubblico. In due parole: spazio praticamente nullo per manovre “illecite” e possibilità di individuarle subito e senza errore. Per capire meglio basta realizzare che in un sistema di questo genere inflazione e deflazione prolungate potrebbero essere dovute solo alla mala gestione del politico e non sarebbe possibile attribuirne l'origine a misteriose congiunture del mercato.


Il sistema attuale gestito da privati, al contrario, è talmente opaco nei suoi meccanismi che la comunità percepisce l'innalzamento costante dei prezzi (e quindi il suo continuo impoverimento) come un fenomeno “naturale”. Ovviamente fino al verificarsi dell'inevitabile crack.


5. Burocrazia


L'emissione da parte dello Stato presenta un ulteriore vantaggio: la possibilità di esercitare un prelievo fiscale “a monte” invece di ricorrere a quello “a valle” con cui abbiamo a che fare oggi. Non avrebbe senso, infatti, tassare il reddito quando sarebbe possibile tassare direttamente la moneta. Invece di chiedere denaro a chi lo ha ricevuto questo potrebbe essere trattenuto al momento stesso della sua creazione. Non si tratterebbe di guadagnare di più, il livello di remunerazione del singolo resterebbe invariato. La differenza sarebbe nel fatto che i pesanti apparati burocratici che gravano sulla società, e per i quali noi Italiani siamo tristemente famosi, diventerebbero improvvisamente inutili ed obsoleti.


Si potrebbe ipotizzare, ad esempio, che lo Stato trattenga una percentuale del denaro che emette (per chi è più dentro a certi argomenti qualcosa di molto simile al reddito da signoraggio del signore feudale). Teoricamente potrebbe bastare una quota molto bassa (attorno al 10%) dato che il venire meno di un debito inestinguibile gravante sulle spalle della comunità abbasserebbe in modo molto significativo le necessità economiche dello Stato finalmente libero di impiegare il denaro nella produzione di beni e servizi e non nella copertura degli interessi sul debito pubblico.


Parte di questi introiti potrebbero essere utilizzati per concedere ad ogni singola persona un reddito minimo da cittadinanza in grado di garantire la sussistenza ed il diritto alla vita. Questo tema merita uno studio a parte e gli dedicherò uno spazio maggiore in futuro.


Conclusioni

Scopo di questo articolo (che, chiaramente, non ha nessuna pretesa di completezza) è di dimostrare che le soluzioni esistono e, attualmente, sono al vaglio di personaggi molto più preparati di me. Certo, resta il problema riguardante il passaggio dal sistema attuale ad uno migliore. E' lecito aspettarsi forti opposizioni da parte delle lobbies esistenti. Sappiamo che chi ha provato a cambiare le cose in passato ha pagato carissime conseguenze. Nonostante ciò si tratta di miglioramenti fattibili ed auspicabili e la sola consapevolezza di questo fatto dovrebbe bastare a darci lo stimolo per impegnarci nella loro realizzazione. Il rischio, altrimenti, è di ritrovarci a pronunciare discorsi che non caratterizzano di certo gli uomini liberi.


Tra il dire ed il fare non c'è il mare, ma la volontà di agire. Credo che in questo caso valga la pena di rimboccarsi le maniche.


A tutti un saluto,

Alessandro Bono.

23 commenti:

chicco ha detto...

I miei complimenti! Ottimo lavoro!

ErSandro ha detto...

Grazie Chicco, gli apprezzamenti sono sempre graditi.

Alessandro

maurizio ghignatti ha detto...

Volevo unirmi nei complimenti.
E' tempo che mi interesso di questi argomenti, ma così chiari e ben esposti non ne avevo mai visti.
Ti chiedo il permesso di utilizzare i tuoi testi per comunicare ad altri l'argomento, di meglio io non saprei fare!

ErSandro ha detto...

Grazie anche a te Maurizio.

I miei articoli sono tutti coperti dalla licenza Crative Commons (trovi il link in fondo al blog).

Puoi farne ciò che vuoi purché non li modifichi, ne citi sempre la fonte e non ne faccia un uso commerciale.

Se li pubblichi su di un forum (o più in generale su Internet) mi farebbe piacere che me lo comunicassi in modo da poter seguire eventuali commenti.

Un saluto e a presto,
Alessandro

Manuel ha detto...

Tanto di cappello!!!

dmonax ha detto...

il link al "Paese dell'Utopia" contiene un piccolo errore..

saluti!

ErSandro ha detto...

Ops...Corretto.

Grazie ancora a tutti per i complimenti e per la segnalazione.

Alessandro

Sonic Young ha detto...

già.... la volontà di agire!

emanuele ha detto...

Sandro, (abbi pazienza se le domande te le pongo preoprio in maniera volgare, e stavolta anche smunta, non sono bravo a scrivere)

l'inflazione, vale a dire l'aumento dei prezzi, pesa sol in un sistema-debito?

ErSandro ha detto...

emanuele: L'inflazione intesa come aumento costante e continuo del livello dei prezzi è dovuta ad un emissione monetaria eccessiva rispetto alla produzione dei beni (hai presente l'esempio di Auriti della penna e della lira?).

Nel nostro sistema questo è dovuto al fatto che se produco un bene che vale 100 e chiedo in prestito altrettanto alla banca ad un tasso del (supponiamo) 5% per rappresentarlo sul mercato, prima o poi sarò costretto chiedere in prestito anche i 5 necessari a saldare il debito. Una volta immessi nel mercato salta la parità tra beni prodotti e moneta circolate. L'eccesso di moneta causerà inflazione.

Nell'archivio del blog (novembre 2008) trovi due post dedicati all'argomento.

Non farti problemi a porre domande, ho aperto il blog proprio per avere la possibilità (nel mio piccolo) di dare risposte.

Saluti,
Alessandro.

emanuele ha detto...

sei stato gentile a rispondermi anche se più che alla mia domanda, hai risposto alla domanda "che cos'è l'inflazione" che io non ho fatto perchè credo di averlo capito più o meno. Forse è anche colpa mia che non mi sono spiegato.
Io volevo sapere se l'inflazione pesa sulla vita della gente proprio per via del sistema-debito; perchè, secondo quello che ho capito io, in un sistema col reddito di cittadinanza, quindi senza moneta-debito, uno può stampare moneta quanto vuole, ma questo non comporterà problemi alla popolazione.
Oppure non è così ?

ErSandro ha detto...

Non è mai possibile emettere denaro a volontà senza subire effetti negativi.

Anche in un sistema libero dal debito bisogna controllare l'ammontare di circolante legandolo alla quantità di beni e servizi prodotti. Il reddito da cittadinanza consiste in una parte di questo denaro che viene immessa nel mercato distribuendola equamente tra gli individui.

Si tratta di un argomento particolare, come ho già scritto mi riprometto di approfondirlo meglio in futuro.

A presto,
Alessandro

menohopiusono ha detto...

Ciao ErSandro, grazie per il lavoro che fai con questo blog e complimenti.

Oggi ho letto un articolo sul social lending (scusa, non c'entra molto con questo post specifico) da cui ho preso questo estratto:

''I prestiti peer-to-peer - commenta Munari - mi sembrano più adatti a soddisfare esigenze finanziarie di importo limitato. Difficilmente un'impresa che ha bisogno di finanziamenti di elevato importo potrebbe soddisfare le sue esigenze attraverso questi sistemi, non fosse altro che per il tempo necessario per raccogliere i capitali con il contributo di un numero molto elevato di piccoli importi provenienti da singoli risparmiatori''.

Giustamente tu hai detto in passato che il principale potere delle banche è la discrezionalità sul credito. Credo che il social lending potrà essere una risposta a questo, riconsegnandoci il potere di "dirigere" l'economia dal basso (alcune imprese (le aziende considerate "corrette" e "utili" per la società) non faranno fatica a trovare molti piccoli finanziatori, mentre per altre sarà difficilissimo (forniture militari e simili)!!!) Potrebbe essere una rivoluzione! Che ne pensi?

Filippo

ErSandro ha detto...

Come sempre ringrazio per i comliemnti.

Quello che dici è vero, potrebbe essere un buon inizio. Infatti il sistema non se ne sta con le mani in mano.

http://tiny.cc/CIcxF

Un rattristato saluto,
Alessandro

menohopiusono ha detto...

Grazie per l'informazione che mi era sfuggita.

Ancora una volta mi cascano le palle (scusa per la pretesa brutalità).

Ciao


Filippo

Paolone ha detto...

hai mai pensato ad arrivare alla punta della piramide??chi ha messo in piedi sta gigantesca truffa?utilizzano la sinistra x appesantire ancora di + il debito pubblico...ma chi è che li utilizza?come si è arrivati a questa situazione?e la destra chi è??xchè gli inglesi ce l'hanno tanto con berlusca??forse davvero è perseguitato?cmq ti lascio un link di un articolo molto interessante di un pentito che spiega come è organizzata "la destra" italiana

ErSandro ha detto...

Opinioni su questi argomenti ne ho tante. Cerco di condividere coi lettori quelle poche cose che so per certo sul sistema di modo che ognuno possa costruirsi le proprie.

Con il blog non voglio dare risposte a tutte le domande (sarebbe impossibile) ma solo dimostrare che i meccanismi economici che diamo per scontati non sono necessariamente i migliori e potrebbero funzionare meglio.

Capire che c'è qualcuno che ci guadagna sopra è il passo successivo.

Saluti,
Alessandro

P.S. = non hai messo il link di cui parlavi.

Paolone ha detto...

http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=422:lettere-e-memoriali-di-vincenzo-calcara-parte-4&catid=2:editoriali&Itemid=4 eccolo il link...il pentito è vincenzo calcara, parla di 5 entità che in un modo o nell'altro influenzano pesantemente tuttal'italia...e conferma il legame tra politica malavita e vaticano, ovvero gli storici esponenti della "destra", che in un modo o nell'altro cercano di opporsi (o sostituirsi) ai banchieri della bce, che grazie a sto sistema economico malato, arriverebbero ad impossessarsi dell'europa...e ovviamente i burattini della BCE sono quelli che militano nella "sinistra"...questa è la mia visione...xò volevo farti una domanda...è possibile che con la destra si possano riciclare nelle casse dello stato (in modo diretto o indiretto) i soldi sporchi provenienti dalla malavita??
magari è x questo che sti giornali dei banchieri inglesi ce l'hanno tanto con noi...

-=Tanner ha detto...

Una domanda che mi son sempre posto, Sandro, parlando e ragionando di debito pubblico e banche centrali.

Non ci facciamo scrupoli denigrando il fatto che i nostri politici nascondono una delle cause principali del debito pubblico, il signoraggio.

Ma chi dice che dobbiamo pagare questo debito? E se una particolare nazione decidesse di punto in bianco di fottersene del debito che ha con una determinata banca centrale, legiferando un azzeramento o ufficialmente rifiutando di adempiere?

Chi farebbe da garante per la banca? Chi ne prenderebbe le difese? Chi ne farebbe valere i diritti? Mica possono bombardarci o farci guerra.. quindi..

ErSandro ha detto...

Tanner, il problema è che se uno Stato legiferasse in quel modo perderebbe ogni credibilità a livello internazionale.

Sarebbe come ammettere implicitamente (neanche tanto poi...) di non essere in grado di ripagare i propri debiti. L'ultimo paese che si è ritrovato in questa condizione è stata l'Argentina. Nel momento in cui ha smesso di ripagare i propri titoli di debito la nazione ha "fatto il botto" (default).

Considera anche che il debito pubblico nasce in buona parte nei confronti della bancha centrale, ma spesso una fetta consistente è detenuta da altri soggetti.

Immagina cosa succederebbe se gli USA, il cui debito pubblico è detenuto al 30% dalla Cina, decidessero di non ripagare i propri creditori.

Interessante era la proposta fatta nella parte finale di "The Money Masters": pagare il debito acquisito con una nuova moneta nazionale e compensare la potenziale inflazione causata dalla sua emissione aumentando i requisiti di riserva frazionaria (facendo, cioé, emettere meno denaro alle banche commerciali).

Comunque, qualunque soluzione è inapplicabile se prima la gente non capisce il problema.

Grazie dello spunto di riflessione e a presto,
Alessandro

Anonimo ha detto...

Semplicemente bravo. Esponi in maniera molto chiara e non è poco.

Quando fonderò il mio Stato, ti proporrò la carica di Ministro dell'Economia e del Tesoro. :D (previa mazzetta ovviamente)

Scherzi a parte, per guardare molto molto lontano, se un giorno tutti stessimo bene bisognerebbe introdurre il controllo delle nascite, oppure trovare nuovi "nidi"... Forse è anche per questo se la vita è resa da qualcuno così difficile. Se la vita fosse facile metteremmo al mondo un'infinità di figli, tanto da mangiare ce l'avrebbero. Crescita esponenziale della popolazione="implosione" del pianeta, il quale già probabilmente sta annaspando (a meno che anche questa non sia una fandonia per instillare incertezza).

andrea ha detto...

grande lavoro !se vuoi postare il tuo lavoro sui blog della radio i forum sono a disposizione! grazie !radio savona web

Anonimo ha detto...

"E' quindi necessario legare l'emissione ed il ritiro di denaro dal mercato alle variazioni del valore di beni e servizi effettivamente esistenti ed offerti dal sistema economico.


Si tratta di un passaggio più semplice di quanto non possa sembrare. Basterebbe individuare un indice che misuri la produzione del mercato, stabilire arbitrariamente una parità con la moneta presente in un dato momento e, in seguito, modificare la quantità di denaro seguendo le variazioni percentuali di tale indice. L'economia reale cresce o si contrae del 10%? La massa monetaria deve aumentare o diminuire della stessa percentuale"

Questa idea è valida, dal momento in cui il debito viene ripianato. Per ripianare questo lo stato deve vendere qualcosa a questi banchieri? Io proporrei una cosa romantica la vendita della luna! Un giorno tanto saremo tanti e ci si dovrà trasferire è un investimento per il futuro! C'è il problema della valutazione però quanto gliela mettiamo?