Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@gmail.com)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

domenica 23 dicembre 2007

sabato 22 dicembre 2007

Lo sapevate...?

...che in realtà la banca d'Italia è una società per azioni che va sotto il nome di Bankitalia S.p.a.?

...che all'origine il debito pubblico è nei confronti di privati e che per sua natura non può essere estinto?

...che ormai la quasi totalità degli investimenti viene finanziata con soldi ottenuti tramite l'indebitamento degli imprenditori, e non con i loro risparmi?

...che nel momento in cui vi concede un mutuo la banca diventa più ricca perché crea soldi dal nulla?

...che Lincoln e Kennedy prima di morire avevano stampato banconote dello stato?

...che la proprietà della moneta all'atto di emissione è attribuita alla Banca Centrale non dalla legge, ma solo dalle procedure?

...che il signoraggio non è un argomento nuovo, ma ne parlano da centinaia di anni?

...che un tempo qualunque prestito ad interesse era assimilabile all'usura?

...che la deflazione e l'inflazione potrebbero sparire domani se la moneta venisse gestita in modo oculato?



Ovviamente non vi chiedo di credermi sulla parola e vi invito a verificare quello che ho scritto. Ma non chiedete all'amico economista o allo zio che lavora in banca. Controllatele da soli le fonti, anche se pensate che stia dicendo la verità. Un'idea viene accettata integralmente solo quando ci si arriva da soli. Allora potrete parlare con chi avete di fronte convinti di quello che dite, e non perché "...ci sono su Internet dei tipi che dicono delle cose strane". Possiamo scegliere, facciamolo da soli.



mercoledì 19 dicembre 2007

Il Signoraggio secondario

Quello di cui abbiamo parlato fino adesso è il signoraggio primario. Si tratta, nello specifico, del guadagno conseguito dalla banca centrale di emissione grazie al fatto che stampa denaro a costo zero.

Esiste, però un'altra forma di signoraggio (detto secondario) da cui ne traggono guadagni le banche private, quelle in cui teniamo i nostri risparmi. Cercherò di spiegarlo nel modo più semplice possibile.

Sappiamo che dal 1971 le banche non hanno più l'obbligo di tenere una riserva d'oro proporzionale ai prestiti in denaro emessi. Questo obbligo è stato sostituito dalla riserva frazionaria. Ciò vuol dire che una banca deve mantenere in cassa una quantità di contante pari ad una frazione dei prestiti emessi. Dato che questa riserva è fissata tra il 2,5 ed il 12 per cento delle emissioni, nei prossimi esempi prenderemo in considerazione un valore approssimativo del 10%.

Facciamo un esempio. Ipotizziamo l'esistenza di un paese in cui esiste una sola banca. Dopo pochi giorni la banca (che quindi non ha ancora denaro in cassa) riceve un deposito da parte di un nuovo cliente di 100€. Se la riserva che la legge impone è del 10% vuol dire che di questi 100€ solo 10 devono essere trattenuti e 90 possono essere prestati.
Supponiamo che i 90€ vengano prestati ad un imprenditore che li userà per comprare materie prime. Alla fine della transazione il fornitore aprirà un conto per depositare i soldi guadagnati.

La banca si ritrova, dunque, un secondo conto su cui vengono depositati i 90€. Di questi solo 9 devono essere trattenuti per legge, mentre i restanti 81 possono essere prestati.

Si parte con un nuovo giro della giostra, alla fine della quale gli 81€ prestati finiranno inevitabilmente nella solita banca. Sappiamo infatti che di tutti i soldi circolanti, solo il 2% è composto dalla cartamoneta, mentre il restante 98% è costituito da conti bancari. La tendenza è quella di non tenere i soldi in tasca se non nelle quantità minime necessarie. Ci sentiamo più sicuri se mettiamo i nostri risparmi in un conto.

Torniamo all'esempio. Si nota subito che il procedimento andrà avanti per un bel po', ad ogni passaggio la banca tratterrà il 10% e presterà il restante 90.

abbiamo quindi che il totale dei conti per la banca ammonterà a:

100+90+81+.....=1000

Quindi a fronte di un deposito iniziale di 100€ la banca, attraverso il meccanismo del credito, crea dal nulla 900€ che chi ha ricevuto il prestito dovrà restituire con denaro reale garantito dal frutto del suo lavoro.

Cosa succederebbe, però, se tutti andassero allo sportello per chiedere i propri soldi indietro? Chiaramente la banca non potrebbe restituirli per il semplice fatto che non li ha. E' il motivo per cui la "corsa agli sportelli" è il più grande terrore di ogni banchiere.

Il meccanismo sopra descritto si ripete ogni volta che la banca concede un prestito (ma quale prestito se in realtà non si priva di nulla?) o uno di noi utilizza la carta di credito.

Vi rimando ai link per ulteriori approfondimenti, anche perché la realtà è molto peggiore di come l'ho descritta e le banche nella pratica possono prestare quantità quasi illimitate di denaro senza garantirle in nessun modo.

giovedì 13 dicembre 2007

Perché la truffa di Matrix

Vi siete mai chiesti cosa sia la censura? Molti di noi pensano che sia quella subita da Luttazzi, da Biagi e da Santoro. Crediamo che quando qualcuno esce fuori con delle verità scomode il censore si faccia avanti per farlo tacere. 

In realtà la censura consiste nell'evitare di discutere un certo argomento a priori e zittire all'istante chiunque provi a sollevarlo. Se so di avere torto non  voglio affrontare la discussione, perché sarei costretto a mentire. La menzogna spudorata, però, è pericolosa. Potrebbe compromettere la copertura di chi se ne serve. E nel caso del signoraggio è l'intero sistema economico che non vuole che si sappiano certe cose. 

La vera censura è fatta anche da chi sembra combattere dalla parte giusta della barricata. Perché non esistono puntate di Report sulla questione della sovranità monetaria? Perché Beppe Grillo parlava di signoraggio nel vecchio spettacolo "Apocalisse morbida" ed oggi zittisce e appella come "rompicoglioni" (cit.) quelli che sollevano la questione nel suo blog? Perché Marco Travaglio si accanisce tanto sullo stalliere di Berlusconi e non dice a chi dobbiamo il Debito Pubblico?

Perché....?

Troppe domande senza risposta. Per carità, anche loro scovano il marcio, e dicono cose sacrosante, però certi argomenti non li sfiorano neanche.

Questa è la nostra Matrix, una realtà alternativa, che ci fa credere che certe cose non esistano. Ma allo stesso momento trasforma in realtà l'illusione. Crediamo che il male dell'Italia siano le Wanna Marchi o le Franzoni, e non ci rendiamo conto che ci concentriamo sui sintomi e non sulla patologia. E' come curare un tumore al cervello con le pillole per il mal di testa.

Ecco il perché della tuffa di Matrix. Depistare per non far vedere.

Nel film, cosa avrebbe fatto Neo senza Morpheus? Il  sistema lo avrebbe inghiottito, confinandolo nel suo lavoro squallido e condannandolo ad una vita da schiavo.

Ma Morpheus esiste. Si chiama Internet. Ci mostra la strada. Ci fa vedere che l'alternativa è possibile. E ci dà la scelta. Pillola rossa o pillola blù?

Ma se in mezzo a tante bugie, che sono la causa del malessere che tutti avvertiamo, qualcuno ci offrisse un po' di verità, mi volete veramente far credere che la rifiutereste per paura?

L'uomo cerca la conoscenza, non la fugge. E' la sua natura.

Sappiate che se qualcosa cambierà sarà grazie a qualcuno di cui oggi non sapete ancora il nome, ma che in questo stesso momento lavora per voi. Ovviamente non parlo di me, anzi, a tal proposito, vi consiglio di fare visita ai siti che ho messo tra i link.

Non fidatevi di chi ha visibilità, sebbene possa dire cose giuste, se lo vedete in TV è perché chi la TV la gestisce non si sente minacciato dalla sua presenza. 

Non è utopia. Possiamo cambiare domani. Ma se non mandiamo giù la pillola non potremo biasimare nessuno. Diceva il saggio: "Chi è causa del suo mal pianga se stesso". Apriamo gli occhi e capiremo bene di chi è la colpa.


martedì 11 dicembre 2007

Due piccoli spunti di riflessione....

Vi consiglio di vedere questi due video nell'ordine in cui ve li propongo. In effetti il secondo è una vera e propria risposta al primo.

Non vi porteranno via troppo tempo, durano 5 minuti il primo e 10 il secondo.

Buona visione.







mercoledì 5 dicembre 2007

La nascita della moneta-debito

Faccio un ragionamento. Abbiamo visto che le banche non sono più obbligate a mantenere una riserva d'oro per coprire le banconote emesse. Di conseguenza chiunque vi dica che il valore delle banconote è garantito dalla riserva o è male informato o mente consapevole di mentire. Sebbene, infatti, molte banche possiedano una riserva di oro, non sono obbligate a darvelo in cambio delle banconote.

Ma allora, cosa dà valore ai soldi? La legge ci dice che la banconota esce dalla tipografia con un valore intrinseco pari al suo valore nominale. Con valore intrinseco si intende un valore che deriva dai costi necessari per la produzione di un bene (per esempio, se per produrre una penna comune ci vuole un'ora di lavoro, e per produrne una di lusso ce ne vogliono due, è accettabile che la seconda costi di più poiché ha un valore intrinseco più alto). E' come dire che la carta, l'inchiostro e la lavorazione necessarie per fabbricare una banconota da 100 euro sono sufficienti a darle un valore di 100 euro.

E' ovvio però che non sia così, dato che il costo per la banconota che ho appena citato si aggira in realtà sui trenta centesimi di euro. Da dove arrivano i restanti 99,70 euro di valore?

In realtà siamo noi in quanto Stato a dare valore ai soldi. Una banconota vale 100 euro perché sappiamo che chiunque ci darà questo valore di beni o di servizi in cambio di quel pezzetto di carta. Le banconote hanno valore perché glielo diamo noi. Il ragionamento è talmente semplice da sembrare banale. La prova di quanto detto sta nel fatto che se il governatore della Banca d'Italia si mette a stampare soldi su di un'isola deserta questi non avranno valore dato che manca la gente che glielo attribuisce.

Signori miei, a questo punto vi faccio una domanda: chi controlla la Banca d'Italia? Sono sicuro che quasi tutti avete risposto lo Stato. In effetti il nome potrebbe trarre in inganno, ma vi assicuro (e vi invito a verificarlo personalmente) che la Banca d'Italia è controllata da privati. Casualmente questi privati sono i principali gruppi bancari nazionali.

Sappiamo quindi che la Banca d'Italia stampa le banconote e che (anche se la legge non lo riconosce) noi gli attribuiamo un valore. Ma come vengono messe in circolazione? E soprattutto, di chi è la proprietà dei soldi?

Quando lo Stato ha bisogno di moneta la chiede in prestito alla banca centrale. In cambio emette titoli di stato che, ovviamente, hanno un tasso d'interesse (sempre deciso dalla banca centrale). Questo è il cosiddetto debito pubblico. Proprio così, il famoso debito pubblico di cui sentiamo tanto parlare e che non capiamo mai cosa sia, è in realtà il debito che lo Stato ha nei confronti della banca centrale (privata) per i soldi che ha avuto in prestito. Tirando le somme, anche se non viene detto esplicitamente da nessuna parte, la proprietà dei soldi viene attribuita alla banca centrale che ce li presta e poi ce li richiede indietro con un interesse.

Ma se, come abbiamo detto prima, il valore dei soldi lo creiamo noi in quanto Stato, perché ce li prestano?

Vi sia ben chiaro, ad ogni banconota corrisponde un debito pari al suo valore nominale verso la Banca d'Italia. Al giorno d'oggi i soldi non sono più un simbolo di ricchezza, ma l'espressione di un debito.

Ricapitolando la Banca d'Italia (privata, non mi stancherò mai di ripeterlo) stampa banconote da 100 euro ad un prezzo di 30 cent e ce le presta per il loro valore nominale più interessi. Che affarone!!! Per fare un esempio, se ipotizziamo che gli interessi siano del 3%, quando la banca mette in circolo una banconota da 100 euro guadagna (100 + 3%) - 0,30 = 102,70.

Nei prossimi post vedremo cosa questo voglia dire per l'economia, e quali effetti disastrosi abbia comportato.

lunedì 3 dicembre 2007

Cominciamo dall'inizio....

Durante i miei studi di economia mi è capitato di imbattermi nel concetto di diritto di signoraggio. Nel caso specifico il professore lo spiegava come il guadagno che il signore feudale faceva spendendo, per coniare una moneta, meno del suo valore nominale. Faccio un esempio: se una moneta d'oro incorpora 7 lire di oro e 2 lire di mano d'opera ma il suo valore nominale è 10, chi la produce guadagna una lira nel momento in cui la mette sul mercato. Fin qui nulla di strano, la moneta ha comunque un suo valore intrinseco che viene espresso dall'oro ed il concetto di pagare al signore il servizio di conio è più che legittimo.

Visto in questi termini il signoraggio sembra un fenomeno del passato, qualcosa che non trova più posto nei nostri giorni.

Sbagliato.

Cerchiamo di capire qual è stato il processo che ha portato alla nascita della cartamoneta. In particolare vi rimando ai link che inserirò alla fine di questo post. In questa sede mi limiterò a fare un breve riassunto.
Tra tutti i cittadini possessori di moneta-oro ce ne era uno più ricco degli altri. Dato che possedeva un gran quantitativo di oro questi decise di metterlo al sicuro in un struttura fortificata con tanto di guardie che proteggessero il deposito. Le altre persone, che non si potevano permettere di affittare un locale fortificato, chiesero al cittadino ricco se potevano usufruire del sua fortezza (ovviamente dietro pagamento). Chiaramente i soldi dei singoli cittadini non venivano depositati separatamente. L'oro veniva ammucchiato tutto insieme e al momento del deposito il cittadino ricco (ormai banchiere) rilasciava una nota di credito che dava il diritto di ritirare la somma corrispondente.

E' in questo momento che nasce un fenomeno curioso. La gente non passava più al banco per ritirare l'oro, ma preferiva utilizzare direttamente le note di credito per effettuare gli scambi. Queste, infatti, erano più semplici e leggere da trasportare rispetto all'oro e, poiché erano di proprietà del portatore e davano diritto a prelevare l'oro, mantenevano le caratteristiche di valore che la moneta deve avere. Diciamo che le prime banconote non erano altro che un simbolo dell'oro depositato, e da questo traevano valore. Questo è il senso della frase "pagabile a vista al portatore" che compariva sulle vecchie lire. Presentarsi in banca con la carta moneta dava il diritto (per il solo fatto di possederla) ad essere pagati con il corrispettivo quantitativo d'oro.

Oggi la convertibilità aurea della moneta (cioè la possibilità di cambiarla in oro) non esiste più. I banchieri, infatti, hanno iniziato fin da subito a effettuare operazioni creditizie prestando il loro oro depositato presso i banchi, ma con il passare degli anni hanno proseguito prima prestando anche l'oro che avevano in deposito (pur non essendo di loro proprietà), poi dando in prestito direttamente la carta moneta senza che questa fosse coperta da una riserva aurea. Ovviamente un abuso di questa pratica ha portato alla stampa di un quantitativo tale di banconote che le riserve non erano più in grado di coprirne neanche un decimo. Fu così che nel 1971 Nixon annunciò la fine della convertibilità aurea del dollaro. Se già vi girano, sappiate fin da subito che la storia dell'economia è contraddistinta da un potere governativo che si limita a prendere atto delle scelleratezze compiute dalle banche e a renderle legali invece di combatterle.

Ma se non c'è più l'oro, che cos'è che dà valore alle banconote? Cominciate a sentire la puzza di bruciato? Bene, perché il meglio deve ancora venire.

Per adesso vi rimando ad alcuni documenti che possono aiutare a comprendere l'argomento. Non abbiate paura se vi sembra di non capirli o non avete voglia di leggerli tutti insieme, ho intenzione di trattare tutti gli argomenti un po' alla volta in modo da separarli e renderli più semplici da capire.



Cominciamo con un fumetto molto semplice ma allo stesso tempo ben realizzato


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