Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@gmail.com)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

venerdì 13 novembre 2009

Comunicazione di Servizio (9)

25ma Fiera delle Verità

Ragusa - venerdì 20 novembre 2009

c/o Auditorium Camera di Commercio P.zza Libertà Ragusa(Rg)

ore 19:00

relatore Alessandro Bono [PRIMIT]


26ma Fiera delle Verità

Vittoria (RG) - sabato 21 novembre 2009

via bixio, 34 - c/o Palazzo Iacono(Palazzo di città) - ore 18:00

relatore Alessandro Bono [PRIMIT]


Per ulteriori informazioni: Azioni PRIMIT

Un saluto e a presto,
Alessandro Bono

sabato 31 ottobre 2009

Facebook

Ormai da diverso tempo una fetta significativa della popolazione mondiale dedica giornalmente alcune ore alla navigazione delle pagine di Facebook. E' un male? E' un bene? Lungi da me dare giudizi, l'unico elemento certo è che quando ci troviamo ad avere a che fare con qualcosa di cui non conosciamo la natura ci esponiamo a potenziali truffe o fregature messe in atto da chi, invece, ha più informazioni di noi. Si tratta di un concetto economico molto semplice da comprendere che prende il nome di "asimmetria informativa".

L'esempio classico è quello del meccanico: l'ignoranza riguardo al funzionamento del motore di un'automobile fa si che il cliente del carrozziere si trovi automaticamente in una posizione di svantaggio. E' pur sempre possibile che il meccanico con cui si ha a che fare sia un esempio di onestà, ma se prendiamo in considerazione quella porzione del mercato costituita dall'insieme di tutti i meccanici non potremmo fare a meno di constatare che, nel complesso, la clientela viene fregata.

Per farla breve, nessun meccanico fa pagare meno del dovuto mentre alcuni (e voglio essere ottimista) sfruttano l'ignoranza del cliente per farlo pagare di più. La conclusione è che nel settore dei meccanici non viene mai raggiunto il tanto agognato equilibrio costituito dal perfetto incontro tra domanda ed offerta dato che il cliente non ha modo di capire se il prezzo che gli viene proposto è equo o meno. Tecnicamente parlando le asimmetrie informative sono per loro natura dei fallimenti del mercato.

E' chiaro che il problema non si porrebbe se l'eventuale cliente avesse delle conoscenze che gli permettessero di comprendere il lavoro che il meccanico andrà a svolgere, così come è più difficile (ma non impossibile) che un informatico venga fregato dal tecnico a cui si è rivolto per far riparare il PC guasto.

Attualmente chi gestisce e sfrutta Facebook ottiene grandi vantaggi grazie all'ignoranza dei suoi utenti. Capire come ciò avvenga permette di difendersi o, se non altro, di limitare i danni.

Facebook, come ogni social network, si basa sul principio della condivisione delle informazioni personali. Ovviamente per essere condivisa un'informazione deve preventivamente essere registrata sulla propria pagina in modo tale da permetterne l'accesso agli utenti autorizzati.

Diciamoci la verità, viviamo nella società dello spettacolo e ci piace sentirci protagonisti. La nostra vanità fa sì che spesso condividiamo informazioni assolutamente inutili o superflue, solo perché farlo ci sembra divertente o perché non resistiamo a mettere sotto ai riflettori qualcosa che consideriamo "nostro" o "personale". Il mio non è un giudizio ma la semplice osservazione della realtà. Questo fenomeno è vecchio come il mondo e viene costantemente messo in pratica anche al di fuori della rete.

E' per questo meccanismo mentale che madri a cui sono morti i figli concedono interviste strappalacrime a giornalisti che già pregustano l'impennata degli ascolti. La nostra voglia di mettere i panni sporchi in piazza è comparabile solo a quella di farci gli affari altrui. Si potrebbe quasi affermare che avere molta gente che vuole impicciarsi dei propri affari è attualmente considerato segno di prestigio. Se tanti guardano pochi che stanno sotto i riflettori è solo perché essi stessi vorrebbero trovarsi al loro posto. Da questo punto di vista Facebook rappresenta il palcoscenico ideale: è gratuito, alla portata di tutti e permette di raggiungere un pubblico molto ampio con uno sforzo minimo.

Risultato: partendo dalla pagina personale di Facebook è possibile quasi sempre costruire un profilo psicologico molto accurato dell'utente a cui essa fa riferimento.

Fate una prova. Quasi tutti abbiamo tra i nostri contatti una persona che non conosciamo fisicamente, qualcuno a cui siamo arrivati tramite altri contatti e di cui il nome non ci dice nulla. Aprite la pagina di questo contatto "sconosciuto", cliccate su "Info" e date un'occhiata.

Nella maggior parte dei casi sarà possibile sapere la città di appartenenza, la posizione politica e quella religiosa dell'utente, i film ed i libri preferiti, i contatti email, Skype ed Msn, in alcuni rari casi addirittura il numero di telefono. Le "Pagine" ed i "Gruppi" a cui l'utente è iscritto aggiungono molti dettagli mentre le foto ci permetteranno di conoscerne i lineamenti e, eventualmente, i posti dove ha passato le vacanze.

Se volessimo farci un'idea delle attività attuali dell'utente basterebbe andare sulla pagina principale del suo profilo. Qui, è possibile sapere quali filmati ha visto di recente, con quali persone ha stretto amicizia, se è felice della vittoria della sua squadra del cuore, cosa ne pensa dei link che altri utenti hanno condiviso con lui e via dicendo.

In meno di un quarto d'ora è possibile conoscere di una persona elementi che, con una frequentazione diretta, potrebbero emergere dopo molti mesi o, addirittura, mai.

Di quanti dei vostri amici conoscete l'attore preferito? E di quanti sapete quali programmi guardano abitualmente in televisione? E il gruppo del cuore? Magari quel collega che non considerate minimamente è un grande appassionato di filosofie orientali. Voi non lo sapete, il signor Feisbuck (amico intimo del signor Iutub) sì.

E' chiaro che fare ricerche di questo genere è solo un esercizio di stile, quello che è importante è rendersi conto di quante informazioni che ci riguardano vengano registrate dentro gli archivi di Facebook solo per soddisfare una nostra mania di protagonismo repressa.

Bene, sappiamo quindi che il signor Feisbuck ha l'accesso diretto a tutti questi dati ma ci riteniamo al sicuro da eventuali "sbirciatine" indesiderate grazie al fatto che possono accedervi solo gli utenti a cui concediamo l'amicizia, cioè solo coloro a cui avremo dato preventivamente il permesso di visualizzarle (in questo scritto voglio partire dal presupposto che il signor Feisbuck sia onesto e che, quindi, non avvengano accessi non autorizzati ai dati personali degli utenti. Quanto questa ipotesi sia verosimile sta a voi deciderlo).

Esiste una branca dell'economia detta marketing il cui scopo è quello di raccogliere e catalogare informazioni sul pubblico di modo da poter creare prodotti e campagne pubblicitarie che vadano incontro ai gusti del mercato. E' chiaro che l'enorme database di Facebook rappresenta per ogni società che si occupa di questo settore una sorta di El Dorado, ma come le è possibile recuperare i dati di, supponiamo, 10.000 utenti senza stringere altrettante amicizie?

Questo è il vero scopo delle applicazioni di Facebook. Ogni volta che ne utilizzate una, infatti, dovete preventivamente darle il permesso di accedere alle vostre informazioni personali. Grazie alla programmazione di insulsi giochetti o di quiz al limite del ridicolo chi è interessato ha la possibilità di recuperare ed archiviare un numero incredibile di dati. Attenzione, non di dati generici ma con nome e cognome, che è possibile attribuire a singoli individui, per dirla in gergo tecnico, "segmentati".

Pensate: grazie alla diffusione di un simulatore di fattoria o di guerriglia urbana ci sono persone che in pochi click possono interrogare il database del più grande social network del mondo con criteri del tipo: "quante ragazze liceali di Roma sono fan di almeno un film di Moccia?" (chi ha familiarità con il concetto di "query" sa di cosa sto parlando). Come se non bastasse le stesse persone avranno a disposizione anche tutti i dati necessari per contattare gli utenti interessati dalla ricerca e di mettere quindi in atto campagne marketing mirate.

Avete presente quella volta in cui vi è arrivata per posta la pubblicità del cibo per gatti in offerta presso il supermercato dietro casa vostra e vi siete chiesti come facessero a sapere che ne avete uno? E avete presente il momento di illuminazione in cui avete fatto 2+2 ed avete realizzato che siete titolari di una tessera sconto di quel supermercato e proprio lì il mese prima avete comprato un'abbondante scorta di cibo per il vostro felino domestico? Non è stato bello realizzare che il supermercato ha venduto i vostri dati personali, ma se non altro vi hanno fatto lo sconto.

In effetti non c'è da scandalizzarsi, la compravendita di dati personali (o delle opinioni sui prodotti di consumo) è un pratica comunissima e vecchia come il mercato. Io stesso all'epoca del liceo ho fatto parte di un gruppo di indagine messo in piedi per raccogliere le impressioni su di un succo di frutta che sarebbe stato commercializzato di lì a poco, ma per sapere come la penavo la società di marketing che mi aveva contattato mi pagò con alcuni buoni benzina.

Quanti dati sensibili avete gettato in pasto al signor Feisbuck ed alle sue applicazioni? E quanto vi hanno pagato per averle? Insomma, queste persone cosa vi hanno dato in cambio di una vita digitalizzata e compilata nella vostra pagina Facebook se non quattro stupidi giochini e la possibilità di sentirvi falsamente protagonisti?

Ecco l'asimmetria informativa: il meccanico si fa pagare molto per fare poco, il signor Feisbuck (o chi per lui) paga poco per avere molto. In poche parole ci stanno fregando, qualcuno si sta appropriando di informazioni per lui preziose ad un costo prossimo allo zero. E noi acconsentiamo per avere il privilegio di fare un test che ci dirà qual è la nostra posizione del kamasutra preferita.

Anche io uso Facebook, ma se non altro lo faccio solo ed esclusivamente per parlare di signoraggio (a proposito, lo sapevate che i soldi che pensate siano depositati sul vostro conto corrente in realtà non esistono? E che le banche commerciali creano moneta dal nulla tramite emissioni di credito non garantite da denaro reale? Forse è il caso di informarsi anche sulla natura del denaro...) e non presto il fianco a questi signori per cui lo spreco ed il profitto sono l'unico obiettivo.

Almeno ora sapete uno dei motivi per cui vi arrivano tante email di spam....

E' assurdo che uno strumento potente come Facebook venga utilizzato per scopi tanto triviali. Come al solito, purtroppo, la colpa è per la maggior parte degli stessi utenti.

Concludo con una provocazione: provate a fare il test dell'utente sconosciuto con la pagina del vostro account e guardate cosa viene fuori. Questa è l'immagine che date di voi. Ne siete soddisfatti?

A tutti un saluto,

Alessandro Bono

P.S. = Rivolto a tutti i meccanici: lo so che esistono anche degli esemplari di cui fidarsi ciecamente, il mio scopo non era quello di offendere la categoria. Se ve la siete presa forse non avete la coscienza pulitissima....

venerdì 23 ottobre 2009

Thomas Sankara

Oggi vi propongo un discorso di Thomas Sankara.

Di lui non si parla praticamente più poiché Blaise Campaorè, l'ex compagno che lo ha tradito e che attualmente è presidente del Burkina Faso, ha messo in atto una campagna di damnatio memoriae.

Per sapere di chi stiamo parlando: http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Sankara







Altre informazioni su come Banca Mondiale e Fondo Monetario agiscono ed hanno agito in passato le potete trovare nel libro "Confessioni di un sicario dell'economia" di John Perkins.

Un saluto,
Alessandro Bono

martedì 20 ottobre 2009

Schiavi

In questo post voglio commentare quanto è stato scritto in un articolo apparso sul web e, nello specifico, in uno dei commenti che sono stati postati a suo seguito. Per prima cosa vi consiglio di dare un'occhiata alla fonte originale.

L'articolo riporta le dichiarazioni di Luca Aubert e Lorenzo Santonocito, rispettivamente capogruppo e membro del PdL presso il XVII municipio di Roma, riguardo alla possibilità di trasmettere Zeitgeist: Addendum nelle scuole.

Non sono un particolare fan di Zeitgeist. Ad essere sincero penso che faccia un gran minestrone e non sono d'accordo con molte delle cose che dice. Una cosa, però, gli va riconosciuta: la parte riguardante il sistema monetario è ineccepibile e riesce a condensare in poco più di venti minuti i punti essenziali della questione. Personalmente preferisco "Money as Debt" e "Money as Debt II" (quest'ultimo, per adesso, solo in Inglese) ma, poiché sono parecchio più lunghi e si tratta di produzioni più povere e meno accattivanti esteticamente quando dovevo consigliare a qualcuno un video per mettergli la pulce nell'orecchio la mia scelta ricadeva su Zeitgeist. E' per questo motivo che ho collaborato molto volentieri alla realizzazione di "Genius Seculi", trasposizione italiana della prima parte di "Zeitgeist: Addendum" contenente diversi contenuti originali.

Dopo questa dovuta precisazione possiamo ritornare all'articolo.

Come ho premesso l'opinione dei due esponenti del PdL mi interessa poco, giusto per la cronaca si tratta delle solite posizioni canzonatorie e derisorie. Quello che mi ha colpito è stata la discussione (a cui io stesso ho partecipato) nata tra i commentatori dell'articolo ed in particolare tra Sandro Pascucci e un utente che si firma marco (notare come chi lotta per la Causa usi sempre nome e cognome mentre i vari fotogian, jak rothschild e compagnia bella preferiscono rimanere nell'anonimato).

Riporto di seguito il commento che più di tutti mi ha scosso:

Semplice semplice

Scritto da Marco, il 20-10-2009 15:00

Io lavoro, mi danno dei soldi, con quelli ci compro il pane.
Al panettiere non frega assolutamente nulla se quel pezzo di carta vale o non vale, non frega assolutamente nulla del sig. sandro pascucci e di tutte le sue teorie del signoraggio.
Si prende il pezzo di carta e mi dà il pane. Con quel pezzo di carta si paga le scarpe.
Per me non è un problema, per lui nemmeno: per noi IL SISTEMA FUNZIONA.
A te non piace? Il problema è solo tuo. Inutile che scassi le scatole al mondo, sei tu fuori posto, renditene conto. Sei tu che non accetti il sistema in cui vivi, e che però ti permette di vivere e campare e cazzeggiare.
Quindi, carissimo signoraggista, io sto messo non bene, ma benissimo, perché ci vivo proprio bene in questo sistema.
Chi ci vive male, e sta messo malissimo, sei proprio tu.
Non solo perché sei costretto a vivere tuo malgrado in un sistema che non ti piace e sei costretto a vivere bofonchiando e schiumando rabbia e rancore, ma anche perché ti manca il coraggio di abbandonare questo sistema e andare a vivere da eremita in qualche posto in cui non esiste il denaro.
E questa, ti piaccia o no, è la tua realtà.E puoi continuare a sbraitare fino alla notte dei tempi, profetizzando un giorno del giudizio che esiste solo nei tuoi sogni.

Ciò che mi sconvolge è che, con atteggiamenti e parole diverse, molte persone reagiscono in questo modo. Come giustamente dice Agosti il vero schiavo difende il padrone.

Evitando tutte le considerazioni sul fatto che questo nostro benessere costa un prezzo enorme in vite umane (per quanto possa sembrare assurdo lo stile di vita italiano alza la media mondiale) resto sempre basito quando una persona, pur vedendo come stanno le cose, decide di mettersi contro chi prova a fare qualcosa per cambiarle.

Se ciò accada per paura, per mancanza di uno studio approfondito o solo per testardaggine non sta a me dirlo, purtroppo non sono in grado di entrare nella testa delle persone.

Certo è che a leggere o sentir dire cose di questo genere mi assale lo sconforto. Si tratta di momenti duri da affrontare perché vieni colpito al viso proprio dalle persone che stai cercando di aiutare. A schiaffggiarti non è un banchiere, ma una persona come te.

Da quando mi occupo di signoraggio mi hanno detto di tutto. Mi hanno chiamato fascista, comunista, anarchico e terrorista. A tal proposito mi consolo nel pensare che quando ti affibbiano tante etichette diverse, in realtà, è perché non ti si adatta nessuna. Avere a che fare con una visione nuova, non definibile secondo i vecchi criteri, mette paura anche alle menti più salde.

Le banche private creano denaro dal nulla e ce lo addebitano. Questa affermazione può essere negata solo da un ignorante o da una persona in malafede. Le fonti sono innumerevoli e, come se non bastasse, è sufficiente leggere il bilancio di una qualunque banca per rendersene conto. Chi nega la realtà non mi fa neanche rabbia, semmai per lui provo pena.

E' vero, per colpa sua anche io sono costretto a vivere nell'attuale sistema, ma non importa. C'è differenza tra uno schiavo ed un uomo libero con la catena al piede ed io la mia dignità la continuo a conquistare tutti i giorni cercando di scardinare l'anello di ferro che mi tiene legato.

Non esistono mezze misure, non esistono compromessi, non esistono giustificazioni. Quando la lotta è mortale la scelta può essere solo tra il subire e l'alzare la testa. Non è facile confrontarsi con chi decide di continuare a guardarsi i piedi, ma la consapevolezza di non aver ceduto non ha prezzo.

A tutti un saluto,
Alessandro Bono

giovedì 15 ottobre 2009

Sistema

Sinceramente mi infastidiscono quelle persone che, messe di fronte ai fallimenti della società moderna, rispondono con un "è colpa del sistema" e, scrollando le spalle in modo rassegnato, pensano di aver messo un punto alla questione.

E' vero, il sistema è perverso, bacato, pieno di difetti, ma pensare che sia un'entità sulla quale non abbiamo influenza in grado, al contrario, di trasformare gli individui al punto da poterne fare ciò che vuole rendendoli di fatto automi senza cervello è un'assurdità, un altro modo per scaricare le responsabilità su qualcuno o qualcosa che sia al di fuori di noi ed evitare di fare i conti con la nostra coscienza.

Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta del solito enigma insolubile, del classico circolo vizioso in cui si cade quando si cerca di stabilire se sia nato prima l'uovo o la gallina. E' il sistema che ci fa il lavaggio del cervello o siamo noi a dare vita alle diaboliche strutture sociali in cui ci troviamo a vivere?

Anche se sembra un indovinello a cui è impossibile rispondere basta fare una piccola riflessione per comprendere che, almeno in questo caso, è facile trovare il bandolo della matassa.

Ponetevi questa domanda: può esistere un "sistema" senza gli elementi individuali che lo compongono?

Mentre l'essere umano può vivere senza il sistema non è vero il contrario. E' un dato di fatto, se il genere umano sparisse scomparirebbero anche tutte le strutture sociali che esso ha costruito. Improvvisamente verrebbero meno i paesi, la scuola, la giustizia, la religione, la moneta. Che cos'è in fondo una nazione se non un'astrazione della mente umana? L'oggetto a cui ci riferiamo quando usiamo la parola "Italia" (o Europa, o Cristianesimo, o Dollaro) esiste realmente o è solo una proiezione astratta che il pensiero ha deciso di chiamare con tale nome?

Vedo tante persone sostenere che l'umanità si comporta così come la vediamo fare perché è stata condizionata ad acquisire comportamenti ed atteggiamenti che non le appartengono. Se così fosse, perché la gente che subisce questo "sopruso" non lo vive come una violenza? Perché le persone non alzano la testa e protestano contro un'imposizione che le porta ad agire contro quello che sarebbe il loro naturale modo di sentire?

Ci guardiamo allo specchio e pensiamo di vedere un altro individuo senza capire che il movimento dell'immagine che osserviamo è solo un riflesso del nostro. Ed ecco che la gente che manifesta per la libertà di informazione è la prime a non esercitare la libertà di informarsi.

Questa è la natura del sistema, si tratta di un'immagine, una proiezione di ciò che l'essere umano è. Krishnamurti diceva che noi siamo il mondo. Se nella società vediamo avidità, brutalità e volgarità è perché noi stessi siamo avidi, brutali, volgari.

Viene da sé che il sistema potrà cambiare solo quando cambieranno le persone che lo compongono.

Non esiste redenzione senza pentimento e non esiste pentimento senza umiltà. Nel voler attribuire la colpa delle atrocità che ci circondano a quelli che Auriti avrebbe chiamato "fantasmi giuridici" ci rifiutiamo di vedere e riconoscere le nostre responsabilità peccando, quindi, di superbia.

Non si può imporre all'essere umano qualcosa che sia contro la sua natura senza che questi ne soffra. Osservare il modo in cui la gente difende l'attuale sistema è un chiaro segno di quanto esso ne rifletta la profonda intimità.

Questo non vuol dire che siamo senza speranza. Se guardiamo tali comportamenti da vicino è possibile vedere come non siano fondati sulla ragione, ma su di elementi irrazionali. Nel momento in cui vengono osservati per ciò che sono, cioè azioni dettate da costrutti mentali assolutamente arbitrari, essi smettono semplicemente di esistere è diventa possibile mettere in pratica un cambiamento.

Era sempre Krishnamurti a dire che comprendere vuol dire trasformare ciò che è. Nel momento in cui ci si rende conto dell'illusorietà di un qualcosa che ci ha condizionato il cambiamento è già avvenuto, non è necessario nessuno sforzo ulteriore. Quello che emerge è che, sorprendentemente, la gente si sforza per non capire quando, in verità, l'intelligenza e la capacità di comprendere sono il risultato di una mente quieta, tranquilla, vuota. Solo quando il pensiero tace è possibile osservare un evento per ciò che è senza attribuirgli valenze illusorie che non hanno fondamento alcuno.

Io parlo di moneta eppure i soldi non mi interessano. E' vero, non ho particolari problemi, ma non sono ricco e probabilmente non lo sarò mai. Quando parlo del sistema monetario sto ponendo chi mi ascolta di fronte ad uno specchio. Sarà lui a dover capire che ciò che vede è solo il suo riflesso e la comprensione andrà dimostrata con le azioni e non con le parole. Queste infatti sono solo un ulteriore costrutto che a nulla serve se non viene sostenuto dalla volontà di agire.

Tale è la differenza tra conoscenza e consapevolezza: chi sa parla, chi è consapevole agisce.

Avete intenzione di continuare a parlar male dei banchieri o volete rimboccarvi le maniche? Come sempre nella vita, la scelta spetta solo a voi.

Alessandro Bono

giovedì 1 ottobre 2009

Tremonti vs. Banche

Oggi faccio un piccolo strappo alla regola e vi propongo un articolo pubblicato ieri dal sito http://www.corriere.it/.

DOPO LA DECISIONE DI UNICREDIT E INTESA SANPAOLO
Tremonti attacca ancora le banche
«Soldi con finanza? Prepara alla crisi»

Sulla mancata richiesta dei bond: non è uno sgarbo a me ma alle imprese, meglio per governo non emettere debito

MILANO - «Non è una questione di sgarbo a me o al governo, quegli strumenti farebbero molto comodo alle imprese». Giulio Tremonti commenta così la mancata richiesta da parte di Unicredit e Intesa Sanpaolo dei bond. «Per il governo non emettere debito va anche meglio».

PROSSIMA CRISI - «Fare soldi con la finanza sta tornando molto conveniente - ha aggiunto - e sono capaci tutti. Ma se le banche continuano a fare i soldi con la finanza si prepara la prossima crisi. Pensate che sia giusto che il mondo sia governato dai banchieri?» ha chiesto ai giornalisti convocati a Milano all'indomani della scelta dei due maggiori gruppi bancari italiani di rafforzare il patrimonio senza ricorrere agli aiuti di Stato. Tremonti ha poi sottolineato che le obbligazioni governative, i cosiddetti bond, «sono stati chiesti e anzi invocati con pressione enorme dalle banche». Con l'inizio della crisi «abbiamo iniziato a gestire una partita molto delicata e alla fine è venuto fuori questo strumento», ha detto, ricordando che lo schema prevedeva che lo Stato emettesse titoli di debito pubblico e con i soldi così raccolti sottoscrivesse titoli delle banche che a quel punto danno i soldi alle imprese. Tremonti ha poi obiettato all'idea che i bond costino troppo: «Come debito sì ma come soglia di patrimonio no. Sono competitivi sul mercato. Dal lato del governo egoisticamente è meglio così, è meglio non emettere titoli di debito».

http://www.corriere.it/economia/09_settembre_30/tremonti-bond-sgarbo-imprese_3cd59e26-adaf-11de-a90c-00144f02aabc.shtml



Il commento sulla prossima crisi imminente mi fa venire in mente la favola del topo e dello scorpione.

C'era una volta uno scorpione che voleva attraversare il fiume ma, non essendo in grado di nuotare, era bloccato sulla sua sponda. Mentre si arrovellava alla ricerca di una soluzione al suo problema vide avvicinarsi un topo.

"Amico topo," disse, "meno male che sei arrivato! Tu che sei un gran nuotatore mi aiuteresti ad attraversare il fiume?"
"Fossi matto!" Rispose il topo. "Hai già ucciso tanti miei simili con il tuo pungiglione velenoso, cosa mi garantisce che non lo userai contro di me?"
"Pensaci bene, se ti pungessi mentre mi porti dall'altra parte del fiume affogherei. Che vantaggio ne avrei?"

Convinto dal ragionamento dello scorpione il topo decise di aiutarlo e lo fece salire sulla sua schiena. A metà della traversata sentì una fitta all'altezza del collo e, con orrore, si rese conto di essere stato punto.

"Perché lo hai fatto? Ora morirai anche tu!" Gridò con le ultime forze che gli rimanevano.
"Hai ragione, ma non ho potuto farci nulla. Pungere è nella mia natura."


Morale della favola: non si può pretendere che un sistema bancario ideato e strutturato con l'unico scopo di fare profitto possa improvvisamente cambiare il suo modo di agire. Sarebbe come cercare di cavare sangue da una rapa.

In passato Tremonti ha parlato di "pazzi illuminati", di "moneta non sovrana" e ieri ha sostenuto che il mondo sia "governato dai banchieri" (viene da chiedersi cosa ci stiano a fare i politici...ah già, il padrone ha bisogno di camerieri). Perché nessuno gli ha ancora dato del cospirazionista?

Lungi da me provare simpatia nei suoi confronti, pretendo solo parità di trattamento. O siamo cospirazionisti in due o non lo è nessuno. A voi la scelta.

A tutti un saluto,
Alessandro Bono

mercoledì 30 settembre 2009

Edison e Ford

(Oggi vi propongo la traduzione dell'articolo contente la famosissima citazione di Edison sull'emissione di moneta. A parlare è anche Henry Ford che, come ben sappiamo, più volte si era pronunciato riguardo al meccanismo di emissione a debito. Buona Lettura).

Perché il Governo dovrebbe pagare gli interessi ad un sistema bancario privato per l'uso della sua stessa moneta, che potrebbe emettere da solo senza interesse? Questo è esattamente ciò che i sostenitori del Credito Sociale del "Micheal" Journal si chiedono quando fanno pressione al Governo Federale affinché il nostro paese si riprenda il potere di emissione. Anche due famosi Americani, l'industriale Henry Ford (pioniere dell'industria automobilistica americana) e l'inventore Thomas A. Edson (che, nonostante abbia frequentato la scuola per soli tre mesi, è riuscito a brevettare più di 1000 invenzioni) erano d'accordo con la proposta. L'elemento che aiutò Ford ed Edison, due grandi amici, a raggiungere questa conclusione fu la loro tendenza a ragionare come ingegneri, che considerano solo i fatti e le leggi fisiche della natura, al contrario della maggior parte degli economisti, che hanno a che fare con nozioni arbitrarie che molte volte non si adattano alla realtà dei fatti.

Ford ed Edison nel 1920 (nel testo originale è riportato come data il 1928, ma si tratta di un errore che ho corretto dopo aver effettuato alcune ricerche n.d.t.) ispezionavano la centrale elettrica di Muscle Shoals, costruita sul fiume Tennessee. Furono intervistati dal New York Times che ha pubblicato queste interviste nei numeri del 4 e del 6 dicembre 1921. Queste interviste sono di seguito riportate in forma abbreviata e la lezione che insegnano è valida ancora oggi.

Senza il controllo dei Banchieri non ci sarebbero guerre

"Grazie al funzionamento di questa centrale," disse Ford, "sono possibili molte cose grandiose, una produzione di energia maggiore di quella che questo paese abbia mai conosciuto...L'elemento più importante che vedo in Muscle Shoals è la possibilità di eliminare la guerra dal mondo."

Mr. Ford fu interrogato su come ciò fosse possibile.

"In questo modo," rispose. "E' molto semplice quando si fa un'analisi. La causa di tutte le guerre è l'oro. Grazie a Muscle Shoals dobbiamo dimostrare al mondo la praticabilità e desiderabilità dell'eliminazione dell'oro come base della valuta e la sua sostituzione con il naturale ed imperituro benessere del mondo...
"L'intrinseca malignità dell'oro, in relazione alla guerra, sta nel fatto che può essere controllato. Interrompi il controllo e fermerai la guerra. L'unico modo per interrompere il controllo di questi banchieri internazionali, la strada per porre fine per sempre al loro sfruttamento dell'umanità, è di abolire l'oro come base della valuta mondiale..."

"Con cosa lo si potrebbe sostituire?" gli fu chiesto.

"Questo è il punto in cui entra in ballo Muscle Shoals," disse Mr. Ford: "guardi che spettacolo abbiamo di fronte. Un esercito di ingegneri dice che ci vorranno $40,000,000 per completare la diga. Ma il Congresso in questo periodo è di manica stretta e non è dell'umore giusto per aumentare la tassazione. L'alternativa sono titoli al 4 per cento a scadenza trentennale. L'America, il più importante Governo del mondo, quando desidera $40,000,000 per portare a termine una grande opera pubblica è obbligata a recarsi dai venditori di moneta per comprare la sua stessa valuta. Alla fine dei 30 anni non solo deve ripagare i $40,000,000 ma anche il 120 per cento di interessi, letteralmente deve pagare $88,000,000 per poter utilizzare $40,000,000 per 30 anni...Pensateci bene. Potrebbe esserci qualcosa di più infantile e antieconomico?"

Denaro governativo libero da debito

"Ora, io vedo un modo in cui il nostro Governo può completare questa grande opera senza pagare un nichelino ai venditori di moneta. E' solido come il granito e non comporta nulla di difficile. E' così semplice che, forse, le persone comuni non riescono a vederlo.
"Il Governo ha bisogno di $40,000,000. Cioè 2 milioni di banconote da 20 dollari. Il Governo dovrebbe emettere quelle banconote e con esse pagare tutte le spese collegate al completamento della diga. Con la diga completata questa potrebbe essere messa in funzione e, in un periodo di tempo più breve di quello che potreste immaginare, l'intera somma di $40,000,000 emessa potrebbe essere ritirata dal mercato grazie agli introiti generati dalla centrale."

"Ma supponiamo che un imprenditore non voglia accettare questo tipo di valuta in pagamento" gli fu obiettato.

"Non è una situazione possibile," disse Mr. Ford sorridendo. "In questo modo si arrogherebbe il diritto di governare.
"Emettere moneta nazionale, $30,000,000 per finanziare Muscle Shoals, sarebbe la cosa giusta da fare. Una volta che il metodo dell'emissione monetaria per finanziare i miglioramenti pubblici verrà provato il paese non vorrà più tornare indietro al metodo dei titoli..."

"Quindi ecco (Henry) Ford che ci propone di finanziare Muscle Shoals con un'emissione di valuta invece che di titoli. Molto bene, supponiamo che il Congresso segua la sua proposta. Personalmente non ritengo che il Congresso abbia immaginazione a sufficienza per farlo, ma supponiamo che lo faccia. La somma necessaria viene autorizzata - diciamo $30 milioni. Le banconote vengono emesse direttamente dal Governo, come dovrebbe accadere per tutta la moneta.
"Al momento del pagamento gli operai ricevono queste banconote degli Stati Uniti. A parte il fatto che le banconote potrebbero riportare il simbolo di una diga invece che di una ferrovia ed una nave, come accade per alcune banconote della Federal Reserve, sarebbero uguali a qualunque altra valuta messa in circolazione dal Governo; sarebbero moneta a tutti gli effetti.
"Si baserebbero sul benessere pubblico già presente in Muscle Shoals; verrebbero ritirate attraverso gli incassi della diga. E' così, la popolazione degli Stati Uniti avrebbe a disposizione tutto quello che immette dentro Muscle Shoals e tutto quello che può trarne per secoli...l'infinita energia produttrice di benessere del fiume Tennessee...senza tasse e senza aumento del debito pubblico."

"Ma supponiamo che il Congresso non se ne renda conto, cosa succederebbe allora?" Fu chiesto ad Edison.

"Il Congresso dovrebbe tornare al vecchio modo di fare affari. Dovrebbe autorizzare un'emissione di titoli. Dovrebbe recarsi dai mercanti di moneta per chiedere un quantitativo di valuta nazionale sufficiente a portare a termine un'opera che è una grande risorsa per il paese, e noi saremmo costretti a pagare l'interesse ai mercanti di moneta per l'utilizzo del nostro stesso denaro.
"Con il vecchio metodo ogni volta che desideriamo aumentare il benessere nazionale siamo costretti ad aumentare il debito nazionale.
"Questo è ciò che Henry Ford vuole prevenire. Lui pensa che sia stupido, e lo penso anche io, che per un prestito di 30 milioni della sua stessa moneta, la popolazione degli Stati Uniti debba essere costretta a pagare 66 milioni - questa è la cifra contando anche l'interesse. Persone che non scaveranno neanche una palata di terra né contribuiranno per un'oncia di materiale raccoglieranno dagli Stati Uniti più denaro di quanto raccoglieranno le persone che forniscono materie prime e lavoro.
"Questa è la cosa terribile degli interessi. In tutte le nostre grandi emissioni di titoli l'interesse è sempre maggiore del capitale. Tutte le nostre grandi opere pubbliche costano più del doppio del loro costo effettivo. Ma il punto è questo.
"Se la nostra nazione può emettere un titolo di debito da un dollaro allora può emettere una banconota da un dollaro. Ciò che rende valido il titolo rende valida anche la banconota. La differenza tra il titolo di debito e la banconota è che il titolo permette ai mercanti di moneta di raccogliere il doppio dell'ammontare del titolo più un 20 per cento addizionale, mentre la valuta paga solo quelli che contribuiscono direttamente a Muscle Shoals in modo utile...
"E' assurdo dire che il nostro paese può emettere $30 milioni in titoli e non $30 milioni in valuta. Entrambe sono promesse di pagamento, ma una ingrassa gli usurai e l'altra aiuta la popolazione. Se la valuta emessa dal Governo non fosse valida allora non sarebbero validi neanche i titoli di debito. Quando il Governo, per incrementare il benessere dalla nazione, si deve indebitare e sopportare il rovinoso pagamento di interessi a vantaggio di uomini che controllano il valore fittizio dell'oro si viene a creare una situazione terribile."

sabato 26 settembre 2009

Comunicazione di Servizio (7)

24a Fiera delle Verità

3 ottobre 2009 - San Vito al Tagliamento (PN)
Piazza del Popolo, portico della Loggia.

Informazioni

Vi aspetto numerosi.

Un saluto,
Alessandro Bono

martedì 15 settembre 2009

Comunicazione di Servizio (6)

23ma Fiera delle Verità

26 settembre 2009 - Frascati (RM)
presso centro culturale spazio ZIP in via Mamiani, 6

Informazioni

Come sempre siete tutti invitati a partecipare.

Saluti,
Alessandro Bono

lunedì 14 settembre 2009

Sì, però...

Tipiche obiezioni di chi non vuole capire e le risposte di chi ha studiato.

...la Banca d'Italia non è una S.p.a.
Vero. Chiunque affermi il contrario sbaglia. La Banca d'Italia è definita dal suo statuto come istituto di diritto pubblico ed il suo capitale sociale non è suddiviso in azioni ma in quote. Il problema è che queste quote sono possedute al 95% circa da società private, nello specifico banche ed assicurazioni.

...l'identità di chi possiede le quote della BdI è irrilevante.
I titolari delle quote della BdI ne costituiscono l'assemblea ed hanno la possibilità di esprimere un numero di voti proporzionale al numero di quote possedute. Tra le altre cose l'assemblea ratifica il bilancio ed elegge il consiglio superiore. Questo, a sua volta, è il primo organo a pronunciarsi sull'identità dei governatori. Contrariamente a quanto si pensa comunemente, infatti, il presidente della repubblica si limita ad accettare o rifiutare il nominativo che, dopo diversi passaggi, gli viene proposto per tale carica. Se l'assetto proprietario della BdI fosse veramente irrilevante non si capirebbe perché l'art. 3 del suo statuto, inizialmente, prescrivesse che la maggioranza delle quote dovesse rimanere in mano ad enti pubblici e, dopo decenni in cui questa norma fu regolarmente ignorata, si sentì il bisogno di modificarlo. Questo provvedimento venne preso dopo che furono resi pubblici i nomi dei veri proprietari della BdI e regolarizzò di fatto la condizione illecita che si era venuta a creare. Invece di far rispettare la regola si preferì cambiarla.

...la BdI non può comprare titoli del debito pubblico alla loro emissione.
Si tratta di una precisazione inutile. E' vero che la BdI può acquistare i titoli solo in un secondo momento tramite operazioni di mercato aperto, ma questo non fa alcuna differenza. Vediamo cosa succede in entrambe i casi:

1) la BdI compra titoli contestualmente alla loro emissione. Il governo ha in mano un bot da 100€, la BdI lo acquista con una nuova banconota da 100€. Alla fine del giro il governo avrà 100€ in più e la BdI il bot.

2) la BdI può comprare titoli solo sul mercato aperto. Il governo ha in mano un bot da 100€, un privato lo acquista con 100€ che già esistevano sul mercato, la BdI compra il titolo dal privato con una nuova banconota da 100€. Alla fine del giro il governo avrà in mano 100€ in più, la BdI il bot mentre per il privato non cambia nulla (o quasi) visto che prima compra e poi vende. La differenza sta nel fatto che all'emissione i titoli vengono venduti tramite asta per cui il privato potrà acquistarli ad un prezzo vantaggioso. Supponiamo che un operatore acquisti all'asta il bot dell'esempio a 99.7€ invece che a 100€ e che, quindi, ottenga un ricavo dalla sua vendita. Nella sostanza non cambia nulla se non che dei nuovi 100€ in circolazione al governo ne vanno solo 99.7 e 0.30 andranno a privati.

Da notare che questa regola cambia da nazione a nazione ad ulteriore dimostrazione del suo carattere puramente formale.

...la BdI non può spendere i soldi che incassa.
Ma noi li abbiamo comunque dovuti pagare. Nell'equilibrio dei poteri non importa essere più ricco, ma poter tenere il "rivale" in debito. Immaginate un negoziante tiranneggiato da uno strozzino senza scrupoli. Cambierebbe forse qualcosa se quest'ultimo invece di spendere i soldi che gli vengono consegnati a restituzione del debito decidesse di bruciarli?

...i titoli di debito servono a dare valore al denaro. Senza sarebbe solo carta straccia.
Assolutamente falso. Il denaro ha valore perché viene convenzionalmente accettato. Si tratta di un principio economico enunciato in tutti i testi accademici. Per averne la prova basta guardarsi attorno: la gente dà valore al denaro pur non sapendo nulla delle meccaniche monetarie ed ignorando che a garantirlo ci sono titoli del debito pubblico.

...non è vero che le banche commerciali possono emettere moneta.
Pare assurdo, ma questa la sentirete molto spesso. Assurdo perché è smentita dai dati (il 90% circa del denaro esistente esiste solo sotto forma di numero su di un conto corrente) e va contro ciò che dicono gli stessi libri testo. Insomma, quando un opuscolo edito dalla Federal Reserve nel paragrafo "Who creates money?" ci dice che la maggior parte del denaro viene emesso dal sistema bancario non capisco come si possa ancora obiettare. La chiamerei "l'obiezione dell'ignorante".

...che dovremmo fare? Tornare al baratto?
E' la tipica domanda, fatta con tono derisorio, di chi proprio non vuole ascoltare. Se il vostro interlocutore dovesse uscirsene con queste parole il mio consiglio è di perdere le speranze e lasciarlo cuocere nel suo brodo. Si tratta in realtà di una resa: poiché non riesce a rispondere alle vostre argomentazioni la persona con cui state parlando cerca di cambiare discorso buttandolo sul grottesco.

...comunque è impossibile cambiare le cose.
Da notare che chi vi dice una cosa del genere vi sta, in realtà, dando ragione. Se poi di fronte ad un problema si preferisce fregarsene e girarsi dall'altra parte ciò dimostra solo la propria inconsistenza.

E per finire un classico, costantemente riproposto sotto diverse forme ed infinite varianti tutte riconducibili a...

...comunque il sistema funziona.
Vero. Funziona male.


A tutti un saluto,
Alessandro Bono

P.S.=ovviamente in questo post ho riportato solo una piccolissima selezione delle obiezioni che vi muoveranno. Non escludo di ampliarlo in futuro, magari anche con la collaborazione di voi lettori.

mercoledì 9 settembre 2009

Non credo capirete questo video...

Un viaggio onirico verso un mondo migliore.



E voi, lo avete capito?

P.S.= l'autore del video non sono io, ma un altro associato del PRIMIT. Lo potete trovare/contattare tramite il suo canale youtube

martedì 8 settembre 2009

Moneta

Visto che quando si parla di signoraggio si parla di moneta penso che possa essere utile comprendere cosa si intende con questa parola. Spesso infatti, cadendo in un errore formale molto comune, si identifica erronaemente il concetto di moneta con quello più riduttivo di moneta fisica intesa nella forma di monete metalliche e banconote.

Partiamo dalla definizione di "moneta" che è possibile reperire nel dizionario economico online della casa editrice "simone". Cito testualmente:

"Bene comunemente accettato come unità di misura del valore, mezzo di scambio e di pagamento.
In teoria, la funzione di intermediario degli scambi potrebbe essere svolta da una qualunque merce convenzionalmente accettata da tutti (la moneta è, appunto, accettata per convenzione da tutti gli operatori del sistema economico)."


Leggendo queste poche righe è già possibile trarre due considerazioni: (1) la moneta è accettata per convenzione e (2) il ruolo monetario può essere svolto, potenzialmente, da qualunque bene. Il secondo punto è particolarmente importante poiché nel sistema economico attuale esistono diversi "beni" che ricoprono la funzione di moneta.

Nei testi la massa monetaria è indicata dalla lettera maiuscola M. Tale valore non è costituito, come si potrebbe istintivamente pensare, dal conteggio delle banconote in circolazione (grandezza che ne costituisce solo una parte) ma viene ricavato sommando diverse grandezze dette "aggregati monetari". Vediamo cosa dice in proposito il dizionario economico:

"Insieme delle forme di attività finanziarie che hanno un certo grado di liquidità (v. Quasi-moneta) e che quindi possono assolvere le diverse funzioni normalmente attribuite alla moneta. Gli aggregati monetari sono generalmente indicati con i simboli M1, M2 ed M3."

E' possibile, quindi, individuare almeno tre sottocategorie di "attività finanziarie" che nel nostro sistema economico ricoprono il ruolo di moneta. Tale suddivisione segue il criterio della "liquidità", concetto che si riferisce alla facilità con cui è possibile "spendere" le varie tipologie di moneta. Continuando nella lettura M1 viene definito come l'aggregato monetario più liquido (più facilmente spendibile):

"Nel primo caso l'attenzione è posta sulla funzione di intermediaria negli scambi svolta dalla moneta; per questo motivo la sigla M1 comprenderà tutti i mezzi di pagamento che hanno la caratteristica di essere immediatamente spendibili (liquidità primaria).
Tali mezzi sono: i biglietti emessi dalla banca centrale (v. Banconota) e da depositi in conto corrente trasferibili a vista mediante assegno.
M2 (o liquidità secondaria) è ottenuto aggiungendo ad M1 tutte le altre attività altamente liquide con valore certo a qualsiasi data futura (ovvero i depositi a risparmio, bancari e postali, ed i buoni fruttiferi postali detenuti dal pubblico).
Quanto più si prendono in considerazione attività finanziarie che fruttano un interesse e che sono meno liquide, tanto più si pone l'accento sulla funzione di fondo di valore della moneta. Così se a M2 si aggiungono i buoni ordinari del tesoro (v. BOT) detenuti dal pubblico, si ottiene l'aggregato M3. "

L'aggregato M2 include quindi anche i conti correnti. I depositi bancari, quindi, svolgono a tutti gli effetti la funzione di moneta perché sono convenzionalmente accettati come mezzo di scambio.

Sempre dal Simone riporto la definizione di "deposito bancario":

"Deposito di denaro presso una banca regolamentato dagli artt. 1834 e segg. del codice civile.
È un deposito irregolare in quanto il denaro depositato passa in proprietà alla banca e questa si impegna a restituire al depositante la medesima somma nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto, ovvero a richiesta del depositante, con l'osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi (art. 1834 c.c.)."


L'estratto conto del signor X indica, quindi, la quantità di denaro che la banca promette di restituirgli nel momento in cui egli dovesse richiederla indietro e non quanto fisicamente essa tiene in cassa a suo nome. A ciò bisogna aggiungere che il denaro depositato diventa proprietà della banca (che ne può disporre come più le aggrada) fino a quando esso non viene prelevato. Già questo elemento dovrebbe sfatare l'idea comunemente accetta di banca come "salvadanaio" atto solo a conservare dei valori in nome del cliente. Nel momento in cui il signor X deposita del denaro sul suo conto corrente ne perde la proprietà e diventa titolare di un estratto conto, cioè di una promessa di restituzione della moneta depositata.

E' lecito domandarsi perché, a livello convenzionale, delle promesse di pagamento in denaro fisico vengano accettate come mezzo di scambio. La risposta, a dire il vero scontata, è che tali promesse sono comunemente considerate credibili. Per renderla più semplice: Il signor Y accetta in pagamento un bonifico bancario del signor X poiché ritiene che la sua banca, nel momento in cui andrà ad effettuare un prelievo, manterrà l'impegno a consegnargli il contante corrispondente.

Il punto è che la credibilità di queste promesse (i singoli conti) si basa unicamente sul fatto che il sistema bancario non viene mai chiamato a mantenerle tutte contemporaneamente. Come già accennato solo ad una piccola parte dei depositi corrispondono quantità di denaro fisico e le banche possono soddisfare la domanda di prelievi in virtù del fatto che i correntisti effettuano la maggior parte dei loro pagamenti senza movimentare banconote ma, semplicemente, passando di mano in mano le promesse di pagamento degli stessi istituti bancari.

Il nostro sistema economico non si basa su qualcosa di tangibile ma sulla fiducia che abbiamo nelle banche. Nel momento in cui questa dovesse venire meno il sistema crollerebbe come un castello di carte. Non è una novità, anzi, si tratta di qualcosa che accade regolarmente quando si verificano periodi di crisi.

In effetti basta molto poco a far saltare l'equilibrio. La quantità di contanti esistente è talmente esigua rispetto all'ammontare dei conti correnti bancari che un aumento di richieste dei prelievi nell'ordine del 10/15% potrebbe già essere in grado di dare il via ad una reazione a catena autodistruttiva.

Facciamo un esempio: per una congiuntura negativa del mercato il pubblico decide di prelevare più denaro del solito per "tenerlo sotto al materasso". Una pretesa forse poco saggia ma comunque più che leggittima se consideriamo che ogni correntista detiene una promessa di pagamento emessa dalla banca presso cui è titolare di un conto (saldo) e che questa è tenuta ad onorarla qualora le venisse richiesto di farlo. Poiché le banconote corrispondenti agli estratti conto non esistono se non in misura di 1 a 10 è lecito attendersi delle difficoltà da parte del sistema bancario. Ciò comporterebbe un abbassamento del livello di fiducia col conseguente aumento di richieste di prelievo. Chi vorrebbe lasciare i propri soldi in una banca che non ne garantisce la disponibilità? Il processo si ripeterebbe fino allo sfociare in una vera e propria "corsa agli sportelli".

Riassumendo: il nostro sistema economico si basa su delle promesse che sono ritenute credibili solo perché non viene richiesto di mantenerle. Nel momento in cui, per qualunque motivo, ciò dovesse accadere l'economia crollerebbe. Considerando che tutto questa massa monetaria è gravata di un debito generatore di interessi diventa semplice capire perché ciò accade ciclicamente.

E' proprio vero: nella società dello spettacolo l'apparenza è tutto.

A tutti voi un saluto,
Alessandro Bono

[Addendum]

Quanto scritto conferma che ogni volta che chiediamo un prestito e questo non viene erogato in contanti (praticamente sempre) la banca, in realtà, non ci sta prestando del denaro, ma delle promesse di pagamento. Poiché effettuiamo la quasi totalità dei pagamenti con mezzi quali carte di credito/assegni/bonifici/ecc. la banca non viene praticamente mai chiamata ad onorarle e, nonostante ciò, pretende il pagamento di un interesse su tali promesse. Si tratta del principio alla base della riserva frazionaria.

La prossima volta che accenderete un mutuo o otterrete un finanziamento provate a chiederli in contanti e guardate cosa succede.

Per citare un famoso film: "Benvenuti nel mondo reale."

giovedì 3 settembre 2009

Ripasso

Sono il primo a dirlo: quando scrivo spesso mi lascio andare a riflessioni filosofiche che, condivisibili o meno, si discostano dai dati oggettivi riguardanti la questione signoraggio. E' pur vero che questo non ha mai voluto essere un blog didattico, semmai l'idea era quella di mettere a disposizione di chi ha già un'infarinatura dell'argomento un luogo dove poterne discutere ed approfondirne gli aspetti meno palesi.

Come si dice a Roma, però, "Nessuno nasce imparato" e, alle volte, anche chi pensa di avere sviscerato tutte le sfaccettature di un problema può trarre beneficio dal ripassarne le premesse basilari. Ogni tanto è utile riportare i piedi per terra.

Settembre è ormai iniziato, le scuole stanno per riaprire e la fine dell'estate è prossima. Quale occasione migliore, quindi, per fare un piccolo riassunto della storia e dei concetti fondamentali riguardanti l'emissione monetaria?

L'etimologia del termine signoraggio fa chiaramente riferimento all'epoca feudale. L'espressione "aggio del Signore", infatti, evoca immediatamente l'immagine del borgo medioevale in cui a battere moneta metallica era proprio il suddetto signorotto che, in nome del popolo, esercitava la cosiddetta "Sovranità Monetaria". Facendo ciò il signore percepiva un reddito dovuto al fatto che esisteva una differenza tra il valore attribuito alle monete emesse e quello che effettivamente incorporavano. In economia, infatti, il termine "aggio" indica la differenza positiva che esiste tra la quotazione di mercato di un bene ed il suo valore reale.

Per capire meglio: il signore sapeva che per far valere una moneta 10 lire non era necessario incorporarvi 10 lire di metallo prezioso (oro, argento o rame) ma ne sarebbero bastate, supponiamo, 9. Scriverci sopra "moneta da 10 lire" apponendovi il proprio ritratto in qualità di rappresentate dello "Stato" (vista l'epoca di cui parliamo le virgolette sono d'obbligo) avrebbe fatto il resto. Questa differenza dava vita al sopra citato aggio che gli avrebbe, quindi, garantito l'equivalente reddito.

Per farla ancora più semplice: se investendo 9 lire di oro mi ritrovo in mano un bene (in questo caso la moneta metallica) che è spendibile sul mercato per 10 lire vuol dire che ho guadagnato 1 lira.

Il passaggio successivo fu la nascita delle banche e l'adozione della moneta convertibile. Tenendo l'oro come punto di riferimento il banchiere emetteva ricevute che (almeno teoricamente) davano diritto a ritirare quantità equivalenti del prezioso metallo. La convertibilità totale, in realtà, non è mai stata garantita. Fin da subito, infatti, il banchiere si rese conto che solo una piccola parte dell'oro depositato veniva effettivamente movimentata ed iniziò ad emettere più banconote di quanto i depositi aurei reali avrebbero permesso di fare. E' così che, in modo occulto e truffaldino, nacque il concetto di riserva frazionaria. Il banchiere, cioè, possedeva fisicamente solo una parte di quanto dichiarava. Roba da finire in galera e che ormai da secoli è perfettamente legale.

[Una piccola digressione: la legge non dovrebbe essere uguale per tutti? Perché per un banchiere (che è un cittadino privato proprio come te che stai leggendo) dovrebbe essere possibile fare impunemente qualcosa che porterebbe dritto dritto in cella l'ErSandro di turno?]

Questo concetto è valido ancora oggi. Sappiamo bene che in realtà i soldi dichiarati sui nostri conti correnti non esistono fisicamente.

Ma torniamo al borgo. A livello teorico, come ragionamento, nell'emettere moneta (ormai banconote) e prestarla sulla base del possesso di un bene fisico non c'è nulla di formalmente scorretto. Proviamo a ragionare dal lato del banchiere: se l'oro è il mio allora è mio anche il simbolo monetario che lo rappresenta, per cui è giusto che nel momento in cui questo esce dalle mie tasche lo debba fare sotto forma di prestito. Nel caso specifico se le banconote hanno un valore è grazie alla copertura aurea che io possiedo.

Che dire, allora, del denaro creato tramite il ricorso alla riserva frazionaria e che, quindi, non ha copertura? Sulla base di quale garanzia è stato emesso?

Qui le cose diventano paradossali: la moneta emessa in surplus (un tempo banconote, oggi numeretti sul computer) rispetto alle riserve viene da un indebitamento, cioè dalla capacità presunta della stessa persona che ottiene il prestito di restituirla. Praticamente esiste grazie alla credibilità di chi ha ottenuto il credito. E' lui a garantirla ma non la possiede, anzi, la deve restituire pagandoci anche gli interessi. Non posso fare a meno di rileggere quanto ho appena scritto ed osservare il monitor con lo sguardo ebete di chi cerca di scovare la logica dietro ad un fatto che trova assolutamente irrazionale. Eppure è proprio così che funziona il sistema. Anzi, oggi c'è anche un'aggravante. La riserva aurea è stata sostituita da quella cartacea, banconote che prendono formalmente valore dalla presunta solvibilità dello Stato. Alla fine dei giochi a garantire il valore dei soldi siamo sempre noi.

Come dicevo in un mio post, in realtà tutti gli economisti sanno benissimo che il denaro non prende valore dal debito o dalle garanzie, ma dalla convenzione. Lo stesso Auriti lo ha spiegato magistralmente quando parlava di valore indotto. Non condivido, quindi, i presupposti dei ragionamenti fatti fino a questo punto. Li ho riportati per mostrare che, anche seguendo la "logica" del sistema, si arriva a conclusioni assolutamente prive di senso.

Gli alchimisti cercavano la pietra filosofale per trasmutare il piombo in oro. Il banchiere ha prima trasformato in oro la carta e poi, con la moneta virtuale, ha iniziato a crearlo dal nulla.

E qualcuno ha il coraggio di dire che l'epoca dei maghi è finita con il medioevo....

A tutti un saluto,
Alessandro Bono

sabato 22 agosto 2009

Comunicazione di servizio (5)

22ma Fiera delle Verità (Sicilia).

Azioni Primit

Su Facebook

Siete tutti invitati a partecipare.

Saluti,
Alessandro Bono

mercoledì 29 luglio 2009

Consapevolezza zero...

L'articolo è visionabile nel forum del PRIMITall'indirizzo: http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?f=51&t=1114




giovedì 23 luglio 2009

Dovere di cronaca

Chi segue il blog sa che, quando posso, tengo conferenze organizzate dall'associazione di cui faccio parte. Si tratta del PRIMIT, probabilmente la sola realtà italiana che ha come unico scopo la divulgazione di informazioni sul signoraggio e sulla questione della Sovranità Monetaria.

Nessun secondo fine, tutto alla luce del sole, grazie ai nostri autofinanziamenti giriamo l'Italia organizzando eventi aperti al pubblico per spiegare alla gente quelle cose che i media vorrebero farle credere al di là della sua capacità di comprendere.

Sapevamo che prima o poi qualcuno ci avrebbe messo i bastoni tra le ruote, ma che a farlo sarebbero stati proprio quelli della protezione civile andava al di là della nostra immaginazione.

Oggi riporto un articolo del presidente del PRIMIT (Sandro Pascucci) per passarvi un resoconto di ciò che è successo, del modo vergognoso in cui ci hanno lasciati in sospeso per mesi nell'attesa di sapere se avremmo potuto organizzare qualcosa a L'Aquila, di come ci abbiano dato una risposta negativa solo ieri (cioè due giorni prima dell'evento stesso) motivando in modo ridicolo e causandoci non pochi disagi.

Questo è il mondo in cui viviamo, un luogo dove Harry Potter (la proiezione dell'ultimo film della saga è stata ritenuta più meritevole del nostro intervento) viene promosso a discapito di un'informazione "scomoda" basata solo sui testi e su fonti accertate.

La domanda che vi pongo è: voi come individui avete voglia di fare qualcosa per smuovere l'inerzia che vi circonda?

Cedo la parola e vi porgo i miei saluti,
Alessandro Bono


Quello che la Protezione Civile non vuole che gli Aquilani sappiano..
..o anche la Fiera dei luoghi comuni che alla fine..

“Senza gl’americani ora parleremmo tedesco!”

Gli americani.. i “Liberatori”.. questo è il termine, il simulacro che il popolo americano si è guadagnato dal ’45, no? Liberatori.. liberatori de che?! Han tolto un despota per mettercene un altro (essi stessi). Ma “..senza gl’americani ora parleremmo tedesco!” ..e invece parliamo inglese, guarda un po’ che botta de culo, eh?! Basi militari ovunque, soprusi legalmente imperseguibili e cultura di quart’ordine inoculata nelle menti di tutta la popolazione, dai piccini ai vecchi..

“Non si morde la mano che ti dà da mangiare”!

Anche questo un altro detto, un’altra puttanata da vigliacchi e succubi. Se vuoi farmi del bene te tu me lo fai disinteressatamente, hai capito? Non è che perché mi salvi la vita che ti debbo fornire le terga tutte le sere per tuo sollazzo. Da dimostrare, poi, che tu mi abbia veramente salvato la vita. E se veramente me l’hai salvata voglio studiarmi bene il caso che non sia stato tu a darmi, prima, la spinta.

In altre società chi salva la vita di una persona ne diviene responsabile, non padrone né PAPPONE (o “papino”).

“Meno male che era estate!”

Quello che è successo a L’Aquila nei primi di Aprile è noto a tutto il mondo.

Terremoto, case sfasciate, morti, famiglie senza un tetto [per lo meno sicuro] sulla testa. Ma “..meno male che era estate!”. Eh, già! Che gran culo ‘sti Aquilani.. tutte a loro le fortune..

"Chi ti dà la manina poi vòle la toccatina" [sandro pascucci, 2007]

Come è noto l’impegno puro e cristallino delle migliaia di volontari, di ragazze e ragazzi che quotidianamente si adoperano per la popolazione colpita dal sisma, al fine di fornire aiuto concreto, in maniera altruistica e professionale. E su questo niente da dire.

Ma IGB non è un FESSO e trova sempre il modo di manipolare, usare, testare, collaudare nuove situazioni per imparare egli stesso come.. “migliorarsi” in futuro e, soprattutto, come gettare le basi per miti e nuovi simulacri.

I simulacri..

Gli Americani-Liberatori sono un simulacro, beppE grill0 è un simulacro, la Protezione Civile un altro simulacro..

Chi andrebbe mai contro un simulacro.. chi morderebbe mai la mano che dà da mangiare/un aiuto/una carezza.. chi vorrebbe parlare tedesco?? Nessuno. Ecco perché chi manovra i simulacri manovra la società e l’opinione pubblica.

Una massa di 7 miliardi di persone non è manovrabile fisicamente. Non esistono soldati a sufficienza, né pallottole né bare. Non esiste filo spinato per rinchiuderle tutte. Occorre altro.. occorre “guidarle”, ‘ste 7 miliardi di pecore.. occorrono simulacri manovrabili, che facciano, a loro volta, da “buon pastori”..

Occorre burocrazia, occorre negligenza, occorrono invidia e stupidità e incapacità tecnica, occorre paura, come occorre noia.. occorre “fumo”.. per depistare, manovrare, mantenere lo “status-quo“ sociale, senza alterare le strutture ormai consolidate (alcune centenarie, come gli eserciti, altre più recenti, come il Volontariato).

Il FESSO.

Oggi IGB non ammazza più nessuno.. manco ti fa più seguire sotto casa per una bella e sana randellata dietro la schiena.. oggi IGB dorme beato perché ogni punto della struttura-Società è in mano a un FESSO (io direi IDIOTA ma FESSO puoi dirlo in faccia a un IDIOTA e quello non può neanche denunciarti.. vuoi che un giudice ti dia retta se vai a denunciare uno che ti ha dato del FESSO? Il giudice ti guarda per un tempo tale che tu capisci che sta pensando di te “questo è proprio un FESSO!”. Quindi la denuncia diventa imbarazzante, un paradosso giuridico..).

Un FESSO non ha bisogno di corsi da Rambo in una base militare nei boschi e nelle paludi della Virginia.. un FESSO ha il DNA perfetto, già equipaggiato per intralciare il GIUSTO, per rompere le palle al MERITEVOLE, per gambizzare, senza sparare un colpo, un VOLENTEROSO..

Il FESSO è il soldato perfetto per le armate di IGB.

Costa poco, è facilmente reperibile, è irriconoscibile in ascensore mentre va al suo posto di comando (in seguito: “posto di intasamento buone azioni”) insieme ad altri IDIOTI come lui..

Le GINASM

Quello che è successo a L’Aquila negli ultimi giorni è meno noto.

Tra le iniziative del PRIMIT è in essere anche la celebrazione goliardica del “compleanno” del signoraggio.

A occhio e croce pare che sul finire del luglio 1694 sia stata fondata la Banca d’Inghilterra e così, sempre a occhio e croce, in quel giorno si può identificare la data di nascita di quello che chiamiamo “signoraggio moderno”, ossia il riconoscimento, e l’autorizzazione, da parte dello “Stato” (rappresentato dal monarca inglese dell’epoca) verso dei banchieri privati per quanto riguarda l’emissione di moneta cartacea non coperta, né legata, all’oro.

E’ un nostro avvenimento goliardico (mica potemo sempre lavorà contro ‘sto IGB!). Lo chiamiamo GINASM e sta per Giornata Nazionale per la Sovranità Monetaria.
Molti si arrapano col solo titolo, pensando a una certa Gina SadoMaso, i più puritani si preoccupano invece per la sua salute..

In linea teorica sarebbe anche un’occasione per incontrare altre organizzazioni e enti e gruppi che combattono la stessa Battaglia ma, vuoi per quei dementi che aiutano IGB sostenendo la moneta-debito Euro con l’emissione-stampella degli SCEC, vuoi per quei privati professionisti che lucrano su libri-denuncia (denuncia de ché?! ah! ah! ah!), queste riunioni tra cervelli (brainstorm, grazie americà, che ci dai una parola per ogni cosa! Cretini i Latini, invece, eh?!) non si sono mai verificate e allora ne approfittiamo per vederci tra di noi soci PRIMIT (in seguito: PRIMITivi).

Infatti molti PRIMITivi neanche si conoscono. Dato che proveniamo da tutta Italia e l’occasione è ghiotta per incontrare gente che la pensa come te e con la quale scrivi nello stesso Forum da mesi senza neppure sapere che faccia abbia. La virtualità della Rete è buona per un verso ma occorre non abbracciarla in toto per il resto.

Già che ci siamo [queste GINASM] le facciamo aperte al pubblico che può così approfittare per viverle come una sorta di mega Fiere delle Verità.

Quante GINASM abbiamo fatto? Una. Lo so.. ne parlo come fossero cosa fatta anche le prossime 40. Intanto la seconda volevamo farla a L’Aquila.

Perché L’Aquila?

Semplicemente perché parlando di moneta non potevamo non considerare l’aspetto didattico della “situazione terremoto”: case distrutte e necessità di soldi per ricostruire.

Dato che i soldi, la moneta non è ricchezza ma solo “segno” di ricchezza e che la vera ricchezza è l’Essere Umano, il suo spirito, la sua intelligenza, la sua volontà e il suo lavoro allora gli ingredienti per ri-costruire una città c’erano tutti. C’è gente ancora viva? Allora non c’è problema a ri-costruire. Fossero morti allora il problema sarebbe stato diverso. Pensate a un aereo che cade su un’isola deserta e TUTTI si salvano: è positivo, no? Si puo’ costruire un capanna, SI o NO? Io direi di SI. Fossero tutti morti allora direi di NO ma essendo tutti vivi..

L’equazione è semplice:
VITA = VALORE = RICOSTRUZIONE
MORTE = FINE = LASCIA PERDERE.


Ecco perché sono contro i cimiteri (metri cubi per chi? Per della futura-polvere? Ma qui entrano in causa le manipolazioni della religione (TUTTE), gli interessi dei costruttori ecc..).

Dicevamo: occorreva solo rendere CONSAPEVOLI gli Aquilani di questo VALORE.

Avevamo quindi pensato alla data-simbolo del 10 luglio, la fine del G8. Come dire: dopo tante cazzate ecco un po’ di sana verità! Andati via i “potenti del mondo” (ma de che?! Altri liberatori?! N’andro simulacro??) noi potevamo semplicemente dire al nostra “solita” verità: la moneta attuale è un debito. Se si “chiede” altra moneta per le solite vie [banca] si incrementerà quel debito che alla fine si dovrà, in un modo o in un altro, pagare.

O si paga o si muore o si rimane schiavi per sempre. O si diventa PADRONI della moneta che si crea. Pagare non è possibile, dato che il denaro è “loro” e solo “loro” hanno il monopolio di creazione. Morire.. beh.. non mi pare il caso (anche se la cronaca quotidianamente riporta chi non ce l’ha fatta a resistere al debito). Schiavi? No, grazie!

Quindi rimaneva di spiegare agli Aquilani come diventare PADRONI della propria moneta. Ma la Protezione Civile.. la santissima e omnipresente e tentacolare Protezione Civile non ha voluto.

In che modo?

Il bastone, la carota e le ruote.

A fine maggio, con largo anticipo insomma, ci siamo recati a L’Aquila per un sopralluogo (cazzo.. ci andavano tutti in gita di piacere a vedere le case sfondate e i materassi in strada, noi, per una cosa seria, invece no?).

Abbiamo fatto un accertamento logistico a Coppito e ci è parso che facesse al caso nostro. Poi siamo andati in Piazza d’Armi per un secondo esame....

...Continua all'indirizzo http://signoraggio.forumfree.net/?t=41310594

venerdì 10 luglio 2009

F.a.q. - Parte Terza

Parlando di signoraggio è tipico ritrovarsi a discutere con persone che, pur dandoci ragione, vedono il sistema economico come impossibile da modificare. Semplicemente non riescono ad immaginare come risolvere il problema. Frasi come “Si va bene, ma tanto la situazione non potrà mai cambiare” o domande tipo “Ok, ma cosa si può fare?” sono destinate a diventare in breve tempo il pane quotidiano di chiunque cerchi di diffondere questi argomenti.

Una prima soluzione molto semplice e alla portata di tutti consiste nello studiare e divulgare. Non è possibile risolvere un problema che non si sa di avere. Aumentare il livello di consapevolezza della comunità è indubbiamente il primo passo da compiere lungo la strada che porta al cambiamento. Nonostante la centralità di questo punto è chiaro che la diffusione della conoscenza da sola non basta.

E' per questo motivo che può essere utile elencare quelli che, a grandi linee, dovrebbero essere i punti chiave di un'ipotetica riforma monetaria.


1. La Banca Centrale


Il fatto che le quote della Banca d'Italia siano per il 95% in mano a privati ha comportato che in molti si chiedessero se un eventuale nazionalizzazione di questo ente potesse bastare a risolvere il problema. E' sicuramente vero che la situazione italiana (come quella americana) rappresenta un paradosso, ma rendere statale la Banca Centrale sarebbe un provvedimento che, da solo, risulterebbe essere assolutamente insufficiente.


In effetti gli stati in cui la Banca Centrale è di proprietà pubblica sono la stragrande maggioranza. A parte l'Italia tutti gli altri paesi europei hanno nazionalizzato già da diverse decadi i loro istituti di emissione. La controversia riguardante l'assetto proprietario della Banca d'Italia è solo un'aggravante e non il punto centrale della questione che, in realtà, affonda le radici nei meccanismi alla base dell'emissione monetaria.


Anche la Banca di Francia o la Banca d'Inghilterra, infatti, acquistano titoli di debito in cambio di base monetaria (cartacea o elettronica) e godono di un'indipendenza decisionale pressoché totale nei confronti del potere politico. E' convinzione comune dell'economia ortodossa il fatto che il potere di emissione non debba essere affidato al governo e che sia preferibile affidarlo ad un ente di fatto autonomo.


La Banca Centrale, pubblica o meno che sia, resta sempre qualcosa di separato rispetto agli organi rappresentativi della collettività e, in Italia come in Francia o in Inghilterra, lo Stato è costretto ad indebitarsi per avere denaro. La sua nazionalizzazione resta, quindi, un elemento auspicabile e necessario, ma sarebbe solo uno dei punti da realizzare in vista di una riforma monetaria.

Inoltre quanto detto fino ad adesso non tiene conto del fatto che il 90% del denaro circolante non viene emesso dalle Banche Centrali, ma dalle banche commerciali. Comunque, per i motivi appena esposti, appare chiaro che, fino a quando l'unico modo per ottenere nuovo denaro resterà l'indebitamento, anche la nazionalizzazione dell'intero sistema bancario rimarrebbe una misura insufficiente.


2. Debito ed interesse


L'elemento peggiore della questione signoraggio, oltre all'appropriazione da parte di privati di un valore creato collettivamente, è l'applicazione al debito di un interesse che, per sua natura, non potrà mai essere restituito. Se gli enti che hanno il monopolio sull'emissione del denaro (capitale) richiedono un valore maggiore di quello che hanno creato (capitale + interesse) è conseguenziale che la comunità non sarà mai in grado di estinguere i propri debiti. Si tratta di un principio molto semplice ed è possibile trovarlo esposto in diversi video e documenti.


E' necessario trovare un nuovo modo per emettere il denaro, un sistema che permetta di avere moneta libera dal debito. Nei libri di testo l'interesse sul debito viene presentato come l'elemento necessario a regolare la richiesta di liquidità del mercato. In sua mancanza non ci sarebbe nulla a frenare la domanda di moneta e sarebbe impossibile evitare fenomeni di iperinflazione. Allo stesso tempo, però, l'applicazione di un tasso di interesse (non importa quanto basso) comporta l'impossibilità di estinguere il debito iniziale facendo sì che, nel tentativo di saldarlo, la domanda di moneta della comunità cresca comunque in modo incontrollato. Tale incremento della domanda è assolutamente slegato dalla crescita della produzione e, nella pratica, comporta comunque il verificarsi di fenomeni inflattivi fuori controllo.


Ecco perché è necessario eliminare il debito ad interesse come unica forma di garanzia per l'emissione di denaro e, contemporaneamente, bisogna trovare un altro modo per regolare le variazioni della massa monetaria.


3. Denaro e produzione


Il denaro svolge la funzione di misura del valore dei beni e dei servizi offerti dal mercato. Non è possibile pensare che l'ammontare della massa monetaria possa essere definito da scelte di politica economica prese discrezionalmente da un sistema bancario di natura privata senza che questo non faccia saltare il delicato equilibrio tra unità di misura ed oggetto misurato. Quando le variazioni della quantità di moneta non sono in linea con i movimenti della produzione economica si verificano fenomeni di inflazione o di deflazione. E' quindi necessario legare l'emissione ed il ritiro di denaro dal mercato alle variazioni del valore di beni e servizi effettivamente esistenti ed offerti dal sistema economico.


Si tratta di un passaggio più semplice di quanto non possa sembrare. Basterebbe individuare un indice che misuri la produzione del mercato, stabilire arbitrariamente una parità con la moneta presente in un dato momento e, in seguito, modificare la quantità di denaro seguendo le variazioni percentuali di tale indice. L'economia reale cresce o si contrae del 10%? La massa monetaria deve aumentare o diminuire della stessa percentuale.


Auriti suggeriva di utilizzare il PIL, ma nulla impedisce di trovare un nuovo indice più appropriato allo scopo.


4. Moneta statale


In uno scenario di questo tipo sarebbe lo Stato a gestire la moneta e la politica monetaria come la intendiamo oggi perderebbe di senso. La creazione o la distruzione di moneta, infatti, sarebbero semplici operazioni contabili dovute a movimenti effettivi della produzione.


In molti ritengono che concedere ai politici la possibilità di creare denaro sarebbe troppo rischioso, ma il timore sparisce se si comprende che il politico non avrebbe modo di sfruttare questo potere a suo vantaggio. L'esercizio di tale facoltà sarebbe, di fatto, pesantemente vincolato. Non solo, un sistema di questo genere sarebbe assolutamente trasparente. Fenomeni limitati di inflazione e di deflazione avverrebbero comunque con la differenza che tenderebbero a compensarsi nel lungo periodo (sarebbero dovuti alla “vischiosità” del mercato). Se si dovessero prolungare nel tempo sarebbe immediatamente esposta la cattiva gestione della moneta da parte del pubblico. In due parole: spazio praticamente nullo per manovre “illecite” e possibilità di individuarle subito e senza errore. Per capire meglio basta realizzare che in un sistema di questo genere inflazione e deflazione prolungate potrebbero essere dovute solo alla mala gestione del politico e non sarebbe possibile attribuirne l'origine a misteriose congiunture del mercato.


Il sistema attuale gestito da privati, al contrario, è talmente opaco nei suoi meccanismi che la comunità percepisce l'innalzamento costante dei prezzi (e quindi il suo continuo impoverimento) come un fenomeno “naturale”. Ovviamente fino al verificarsi dell'inevitabile crack.


5. Burocrazia


L'emissione da parte dello Stato presenta un ulteriore vantaggio: la possibilità di esercitare un prelievo fiscale “a monte” invece di ricorrere a quello “a valle” con cui abbiamo a che fare oggi. Non avrebbe senso, infatti, tassare il reddito quando sarebbe possibile tassare direttamente la moneta. Invece di chiedere denaro a chi lo ha ricevuto questo potrebbe essere trattenuto al momento stesso della sua creazione. Non si tratterebbe di guadagnare di più, il livello di remunerazione del singolo resterebbe invariato. La differenza sarebbe nel fatto che i pesanti apparati burocratici che gravano sulla società, e per i quali noi Italiani siamo tristemente famosi, diventerebbero improvvisamente inutili ed obsoleti.


Si potrebbe ipotizzare, ad esempio, che lo Stato trattenga una percentuale del denaro che emette (per chi è più dentro a certi argomenti qualcosa di molto simile al reddito da signoraggio del signore feudale). Teoricamente potrebbe bastare una quota molto bassa (attorno al 10%) dato che il venire meno di un debito inestinguibile gravante sulle spalle della comunità abbasserebbe in modo molto significativo le necessità economiche dello Stato finalmente libero di impiegare il denaro nella produzione di beni e servizi e non nella copertura degli interessi sul debito pubblico.


Parte di questi introiti potrebbero essere utilizzati per concedere ad ogni singola persona un reddito minimo da cittadinanza in grado di garantire la sussistenza ed il diritto alla vita. Questo tema merita uno studio a parte e gli dedicherò uno spazio maggiore in futuro.


Conclusioni

Scopo di questo articolo (che, chiaramente, non ha nessuna pretesa di completezza) è di dimostrare che le soluzioni esistono e, attualmente, sono al vaglio di personaggi molto più preparati di me. Certo, resta il problema riguardante il passaggio dal sistema attuale ad uno migliore. E' lecito aspettarsi forti opposizioni da parte delle lobbies esistenti. Sappiamo che chi ha provato a cambiare le cose in passato ha pagato carissime conseguenze. Nonostante ciò si tratta di miglioramenti fattibili ed auspicabili e la sola consapevolezza di questo fatto dovrebbe bastare a darci lo stimolo per impegnarci nella loro realizzazione. Il rischio, altrimenti, è di ritrovarci a pronunciare discorsi che non caratterizzano di certo gli uomini liberi.


Tra il dire ed il fare non c'è il mare, ma la volontà di agire. Credo che in questo caso valga la pena di rimboccarsi le maniche.


A tutti un saluto,

Alessandro Bono.

martedì 7 luglio 2009

Pour Parler

Alle volte è piacevole lasciarsi andare a voli pindarici. La riflessione speculativa può essere un buon modo per imparare a conoscere le vecchie questioni sotto nuovi punti di vista. Bisogna fare attenzione a non abusarne, giusto per evitare di correre il rischio di cadere nel puro esercizio di stile, ma il ragionamento e la voglia di capire poggiano le basi anche nella capacità di astrazione dell'essere umano.


Pochi giorni fa riflettevo sulla definizione canonica di signoraggio inteso come l'interesse percepito sulla moneta emessa. Tanto per capirci il famoso discorso per cui se una banca crea 1000€ e li presta al 10% di interesse quando si vede restituire 1100€ ha guadagnato 100€. Tale ragionamento non tiene conto del fatto che il denaro prestato sfruttando il meccanismo della riserva frazionaria viene creato nel momento stesso dell'emissione del credito e che, quindi, non viene sottratto alle disponibilità della banca. A tal proposito si veda anche il “Modern Money Mechanichs” che nel capitolo “
Bank Deposits – How they Expand and Contract” dice:


Of course, they do not really pay out loans from the money they receive as deposits. If they did this, no additional money would be created. What they do when they make loans is to accept promissory notes in exchange for credits to the borrowers' transaction accounts.”


Traduzione:


Ovviamente loro (le banche) non finanziano i prestiti con il denaro che ricevono in deposito. Se facessero così non verrebbe creato nuovo denaro. Quello che fanno quando concedono prestiti è accettare cambiali in cambio di accrediti sul conto dei beneficiari.


Ho provato ad immaginare come dovrebbe essere strutturato un sistema in cui, realmente, la banca guadagna 100€ per ogni emissione di 1000€ e sono arrivato ad immaginare un'ipotetica struttura, ovviamente fittizia, che soddisfa questo requisito. Notate bene, lungi da me pensare che si tratti di un sistema ideale o auspicabile. In fondo quando il professore di fisica spiega la legge di gravitazione universale ed ipotizza una perfetta mancanza di attrito non sta certo proponendo di mettere il pianeta sotto vuoto per rendere reale l'esempio. Prendete quello che scrivo per ciò che è: una riflessione personale, un gioco fatto così, tanto per capire.


Supponiamo che il sistema bancario sia basato su regole simili a quelle attuali, che esista una banca centrale con il compito di emettere la base monetaria (la moneta fisica) e, contemporaneamente, sia presente un sistema bancario di natura privata che, grazie alla riserva frazionaria, può moltiplicare tale base. Ci sarebbe solo una grande differenza: il denaro non verrebbe creato tramite la graduale concessione di crediti ma, al contrario, sarebbe emesso tutto insieme e, in seguito, distribuito equamente ai cittadini.


Mi spiego meglio.


Immaginiamo che, in un ipotetico paese di 100 anime, la banca centrale abbia emesso un quantitativo di moneta sufficiente a giustificare la creazione di 1000€ tramite lo sfruttamento del moltiplicatore dei depositi. A questo punto il sistema bancario si dovrebbe limitare ad emettere subito tutta questa moneta ed accreditarla in parti uguali ai cittadini. Nell'esempio i 1000€ dovrebbero essere trasferiti ai 100 cittadini che si ritroverebbero ad avere 10€ ognuno.


Manca ancora da calcolare la fetta delle banche. Per remunerarle, rimanendo nell'ipotesi di un un guadagno di 100€ per ogni 1000€ emessi (10%), il sistema bancario invece di accreditare 10€ a testa, ne concederà solo 9 e ne tratterrà 1.


Ricapitolando: 1000€ emessi, 900€ distribuiti e 100€ trattenuti per pagare il servizio. A questo punto i cittadini, muniti tutti delle medesime risorse, potrebbero iniziare ad investire il proprio denaro (non gravato da debito) per farne ciò che vogliono mentre la banca eserciterebbe la sola funzione di custode dei depositi che sarebbe lecito aspettarsi. Ovviamente in questo sistema solo i privati cittadini sarebbero autorizzati a concedere prestiti, attività assolutamente preclusa a chi il denaro lo crea. Qualcuno sarà più bravo e, fornendo beni e servizi di qualità, riuscirà a guadagnare. Altri affronteranno delle perdite ma, nel complesso, la situazione resterà in equilibrio.


Cosa perderebbero le banche i
n un sistema di questo tipo?


Secondo l'economista classico nulla. Invece di guadagnare 100€ incassando gli interessi sul prestito il sistema bancario li otterrebbe semplicemente trattenendoli all'atto dell'emissione.


In realtà le banche private perderebbero due cose: la proprietà del capitale e, più importante, la possibilità di indirizzare il sistema economico del paese. Già in passato ho avuto modo di riflettere su quanto
potere risieda nelle mani di chi ha la possibilità di emettere il denaro ed accaparrarsene la proprietà. Come ho scritto, la principale caratteristica del debito è la sua discrezionalità. Esercitando la sovranità monetaria il banchiere privato non decide solo quanto denaro circola ma anche chi vi ha accesso.


La verità è che quando ci si riferisce al signoraggio non si parla solo di soldi o di guadagni illeciti, ma, soprattutto, di potere nella sua forma più subdola e subliminale.


Ma che importa, in fondo si tratta solo di un ragionamento fatto così, come direbbero i francesi “pour parler”.


A tutti un saluto,

Alessandro Bono