Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@gmail.com)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

martedì 8 settembre 2009

Moneta

Visto che quando si parla di signoraggio si parla di moneta penso che possa essere utile comprendere cosa si intende con questa parola. Spesso infatti, cadendo in un errore formale molto comune, si identifica erronaemente il concetto di moneta con quello più riduttivo di moneta fisica intesa nella forma di monete metalliche e banconote.

Partiamo dalla definizione di "moneta" che è possibile reperire nel dizionario economico online della casa editrice "simone". Cito testualmente:

"Bene comunemente accettato come unità di misura del valore, mezzo di scambio e di pagamento.
In teoria, la funzione di intermediario degli scambi potrebbe essere svolta da una qualunque merce convenzionalmente accettata da tutti (la moneta è, appunto, accettata per convenzione da tutti gli operatori del sistema economico)."


Leggendo queste poche righe è già possibile trarre due considerazioni: (1) la moneta è accettata per convenzione e (2) il ruolo monetario può essere svolto, potenzialmente, da qualunque bene. Il secondo punto è particolarmente importante poiché nel sistema economico attuale esistono diversi "beni" che ricoprono la funzione di moneta.

Nei testi la massa monetaria è indicata dalla lettera maiuscola M. Tale valore non è costituito, come si potrebbe istintivamente pensare, dal conteggio delle banconote in circolazione (grandezza che ne costituisce solo una parte) ma viene ricavato sommando diverse grandezze dette "aggregati monetari". Vediamo cosa dice in proposito il dizionario economico:

"Insieme delle forme di attività finanziarie che hanno un certo grado di liquidità (v. Quasi-moneta) e che quindi possono assolvere le diverse funzioni normalmente attribuite alla moneta. Gli aggregati monetari sono generalmente indicati con i simboli M1, M2 ed M3."

E' possibile, quindi, individuare almeno tre sottocategorie di "attività finanziarie" che nel nostro sistema economico ricoprono il ruolo di moneta. Tale suddivisione segue il criterio della "liquidità", concetto che si riferisce alla facilità con cui è possibile "spendere" le varie tipologie di moneta. Continuando nella lettura M1 viene definito come l'aggregato monetario più liquido (più facilmente spendibile):

"Nel primo caso l'attenzione è posta sulla funzione di intermediaria negli scambi svolta dalla moneta; per questo motivo la sigla M1 comprenderà tutti i mezzi di pagamento che hanno la caratteristica di essere immediatamente spendibili (liquidità primaria).
Tali mezzi sono: i biglietti emessi dalla banca centrale (v. Banconota) e da depositi in conto corrente trasferibili a vista mediante assegno.
M2 (o liquidità secondaria) è ottenuto aggiungendo ad M1 tutte le altre attività altamente liquide con valore certo a qualsiasi data futura (ovvero i depositi a risparmio, bancari e postali, ed i buoni fruttiferi postali detenuti dal pubblico).
Quanto più si prendono in considerazione attività finanziarie che fruttano un interesse e che sono meno liquide, tanto più si pone l'accento sulla funzione di fondo di valore della moneta. Così se a M2 si aggiungono i buoni ordinari del tesoro (v. BOT) detenuti dal pubblico, si ottiene l'aggregato M3. "

L'aggregato M2 include quindi anche i conti correnti. I depositi bancari, quindi, svolgono a tutti gli effetti la funzione di moneta perché sono convenzionalmente accettati come mezzo di scambio.

Sempre dal Simone riporto la definizione di "deposito bancario":

"Deposito di denaro presso una banca regolamentato dagli artt. 1834 e segg. del codice civile.
È un deposito irregolare in quanto il denaro depositato passa in proprietà alla banca e questa si impegna a restituire al depositante la medesima somma nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto, ovvero a richiesta del depositante, con l'osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi (art. 1834 c.c.)."


L'estratto conto del signor X indica, quindi, la quantità di denaro che la banca promette di restituirgli nel momento in cui egli dovesse richiederla indietro e non quanto fisicamente essa tiene in cassa a suo nome. A ciò bisogna aggiungere che il denaro depositato diventa proprietà della banca (che ne può disporre come più le aggrada) fino a quando esso non viene prelevato. Già questo elemento dovrebbe sfatare l'idea comunemente accetta di banca come "salvadanaio" atto solo a conservare dei valori in nome del cliente. Nel momento in cui il signor X deposita del denaro sul suo conto corrente ne perde la proprietà e diventa titolare di un estratto conto, cioè di una promessa di restituzione della moneta depositata.

E' lecito domandarsi perché, a livello convenzionale, delle promesse di pagamento in denaro fisico vengano accettate come mezzo di scambio. La risposta, a dire il vero scontata, è che tali promesse sono comunemente considerate credibili. Per renderla più semplice: Il signor Y accetta in pagamento un bonifico bancario del signor X poiché ritiene che la sua banca, nel momento in cui andrà ad effettuare un prelievo, manterrà l'impegno a consegnargli il contante corrispondente.

Il punto è che la credibilità di queste promesse (i singoli conti) si basa unicamente sul fatto che il sistema bancario non viene mai chiamato a mantenerle tutte contemporaneamente. Come già accennato solo ad una piccola parte dei depositi corrispondono quantità di denaro fisico e le banche possono soddisfare la domanda di prelievi in virtù del fatto che i correntisti effettuano la maggior parte dei loro pagamenti senza movimentare banconote ma, semplicemente, passando di mano in mano le promesse di pagamento degli stessi istituti bancari.

Il nostro sistema economico non si basa su qualcosa di tangibile ma sulla fiducia che abbiamo nelle banche. Nel momento in cui questa dovesse venire meno il sistema crollerebbe come un castello di carte. Non è una novità, anzi, si tratta di qualcosa che accade regolarmente quando si verificano periodi di crisi.

In effetti basta molto poco a far saltare l'equilibrio. La quantità di contanti esistente è talmente esigua rispetto all'ammontare dei conti correnti bancari che un aumento di richieste dei prelievi nell'ordine del 10/15% potrebbe già essere in grado di dare il via ad una reazione a catena autodistruttiva.

Facciamo un esempio: per una congiuntura negativa del mercato il pubblico decide di prelevare più denaro del solito per "tenerlo sotto al materasso". Una pretesa forse poco saggia ma comunque più che leggittima se consideriamo che ogni correntista detiene una promessa di pagamento emessa dalla banca presso cui è titolare di un conto (saldo) e che questa è tenuta ad onorarla qualora le venisse richiesto di farlo. Poiché le banconote corrispondenti agli estratti conto non esistono se non in misura di 1 a 10 è lecito attendersi delle difficoltà da parte del sistema bancario. Ciò comporterebbe un abbassamento del livello di fiducia col conseguente aumento di richieste di prelievo. Chi vorrebbe lasciare i propri soldi in una banca che non ne garantisce la disponibilità? Il processo si ripeterebbe fino allo sfociare in una vera e propria "corsa agli sportelli".

Riassumendo: il nostro sistema economico si basa su delle promesse che sono ritenute credibili solo perché non viene richiesto di mantenerle. Nel momento in cui, per qualunque motivo, ciò dovesse accadere l'economia crollerebbe. Considerando che tutto questa massa monetaria è gravata di un debito generatore di interessi diventa semplice capire perché ciò accade ciclicamente.

E' proprio vero: nella società dello spettacolo l'apparenza è tutto.

A tutti voi un saluto,
Alessandro Bono

[Addendum]

Quanto scritto conferma che ogni volta che chiediamo un prestito e questo non viene erogato in contanti (praticamente sempre) la banca, in realtà, non ci sta prestando del denaro, ma delle promesse di pagamento. Poiché effettuiamo la quasi totalità dei pagamenti con mezzi quali carte di credito/assegni/bonifici/ecc. la banca non viene praticamente mai chiamata ad onorarle e, nonostante ciò, pretende il pagamento di un interesse su tali promesse. Si tratta del principio alla base della riserva frazionaria.

La prossima volta che accenderete un mutuo o otterrete un finanziamento provate a chiederli in contanti e guardate cosa succede.

Per citare un famoso film: "Benvenuti nel mondo reale."

10 commenti:

menohopiusono ha detto...

Ciao Alessandro.

Per prima cosa complimenti per alcune perle di verità e sintesi come questa: "il nostro sistema economico si basa su delle promesse che sono ritenute credibili solo perché non viene richiesto di mantenerle."

Anch'io posso fare sesso per ore con decine di donne portandole ad vertici di piacere inusitati. Basta che non nessuna mi chieda di dimostrarlo.

Ok, scusa per la digressione. Torno alla risposta nel post precedente che maieuticamente mi porta alla seguente domanda: che vuol dire fallimento?

"Nel caso assurdo in cui CA restituisse solo 50 dei 100 più interessi che deve a BA questa fallirebbe comunque nonostante il fatto che, all'atto pratico, ha guadagnato 50 (ricorda che partiva da 0)."

Una banca fallisce solo perché non è in grado di incassare tutti i crediti? La mia idea intuitiva di fallimento era legata al "non andare in rosso", che è una cosa diversa...(è un po' come dire che muori se non riesci a mangiare tutto il kilo di pasta che hai preparato, e non che muori perché non mangiando da giorni non hai più glucosio nel sangue!)

E un'altra domanda come corollario: che succede quando una banca fallisce? Nell'esempio sopra, i 50 a chi cacchio vanno? (ho quasi l'impressione che fallire possa essere un affare)


Poi una cosa ancora non mi è chiara, anche se dopo tutto è di minore importanza, credo.

"Attenzione, alla fine dell'esempio BA non ha nessuna obbligazione nei confronti di BB."

Da quanto mi pare di aver capito, in "Money as Debt II Promises Unleashed" viene detto che le banche si devono i soldi (nell'esempio BA deve 100 a BB) che creano monetizzando il bene acquistato a credito!

Grazie e buon lavoro.

Filippo

ErSandro ha detto...

Ricordi quando all'inizio della crisi il governo si era impegnato a garantire i conti correnti fino ad un tetto di centomila euro?

Lo scopo era chiaramente quello di evitare che la gente corresse in banca a ritirare i soldi. Praticamente un bluff, più le sparo grosse meno è probabile che mi si chieda di mantenere gli impegni.

Proprio come nel poker. Per lo stesso principio, però, arriva il momento in cui l'altro scommettitore (noi) vede il rilancio, e allora è crisi vera. Nel nostro caso le fiches basano il loro valore sul punto del giocatore che bluffa. Finché vince va tutto liscio, è quando scopre le carte che le cose precipitano.

Una banca fallisce quando non riesce più a coprire la richiesta di liquidità della clientela. Ciò può avvenire, a grandi linee, per due motivi: i clienti fanno la corsa agli sportelli, la banca non riesce ad incassare i crediti acquisiti (come nell'attuale crisi del credito: le banche non prestano più perché si sono esposte eccessivamente con soggetti poco solvibili). In effetti nell'esempio precedente sono stato troppo categorico.

Quando una banca fallisce, comunque, non viene rasa al suolo. Di norma la acquisisce un'altra banca che acchiappa gli spicci rimasta in cassa (meno, ovviamente, i premi dell'ex dirigenza) e ne rileva i crediti.

Nel mondo delle imprese (non solo in quello bancario) il fallimento è fin troppo spesso un affare.

Mi passi il link del documento di cui parli? Avrei piacere di leggerlo (non si finisce mai di studiare).

Saluti,
Alessandro

ErSandro ha detto...

P.S.=come sempre grazie per i complimenti.

menohopiusono ha detto...

Non sono sicuro ma credo che ti riferisca a questo (che è un video):

http://www.youtube.com/watch?v=cUou51iI4vw&videos=_HIqfk4cVg4&playnext_from=TL&playnext=1

è "il seguito" di "Money as debt". E devo dire che alcune cose sono state ritoccate rispetto al precedente, anche se il senso non cambia.

Questo anche dice la stessa cosa, sul fatto che una banca può dovere ad un'altra il credito elargito al suo cliente-acquirente e depositato sul conto, presso l'altra banca, del venditore, al paragrafo "1. No bank’s an island – they’re all in it together": http://www.monetary.org/moneyscenefive.html.

Grazie e a presto.

Filippo

ErSandro ha detto...

Credo di aver capito quello che intendi, ma si tratta di uno dei possibili casi.

Nell'esempio che facevi (X ottiene un prestito di 100 dalla banca A, compra qualcosa da B il quale deposita 100 presso la banca Y) non ci sono stati rapporti tra le due banche. In un caso di quel tipo (ovviamente supponendo che si sia partiti tutti da zero) X ha un credito verso A di 100 (i soldi presi in prestito) più interessi e Y ha un debito nei confronti di B (che ha depositato i soldi).

Poi, come sappiamo, Y giocherà sul fatto che B non chiederà mai di saldare tale debito perché preferisce usare la visa ecc. ecc.

Mi riservo di vedere il remake di "money as debt" quando avrò a disposizione una connessione migliore (tra un paio di settimane)

Il documento che citi parla della compensazione delle riserve che, di norma, viene effettuata dalle banche centrali presso cui le banche commerciali hanno i loro conti.

Esempio: X ha 10€ di riserva e (supponendo un coefficiente di riserva legale del 10%) presta 100€ ad A creando 90€ in promesse dal nulla. A compra qualcosa da B che deposita presso Y (che ha riserve pari a 0). Ora, in teoria, Y non potrebbe accettare tale deposito poiché non ha la riserva richiesta per legge. Quello che succede in realtà è che la banca centrale compenserà l'eccesso di riserva che ha X (possiede 10€ ma il suo unico cliente non ha più nulla sul conto corrente) e lo passerà ad Y (a cui mancavano 10€ di riserva per essere a posto).

Questo processo è spiegato anche nel Modern Money Mechanichs.

Spero di aver risolto il tuo dubbio.
Alessandro

Zret ha detto...

E' incredibile come il sistema economico sia basato sulla fede molto più che le religioni. Mi chiedo se la crisi bancaria non sia funzionale agli obiettivi del sistema.

Una dissertazione molto chiara e precisa, adatta anche ai profani.

Ciao

ErSandro ha detto...

Non è un caso se le banche moderne (soprattutto quelle americane) hanno adottato l'archittetura degli antichi templi: grandi spazi dagli alti soffitti decorati con abbondante uso di marmi e di colonne.

John Kenneth Galbraith:

"The study of money, above all other fields in economics, is one in which complexity is used to disguise truth or to evade truth, not to reveal it."

"Lo studio della moneta, sopra ogni altro campo dell'economia, è quello in cui la complessità è utilizzata per contraffare ed eludere la verità, non certo per rivelarla."

Questo è il compito che mi sono dato: cercare di far tornare semplice ciò che è stato volutamente reso complicato.

La Verità , in quanto tale, non richiede dimostrazioni complesse. Proprio perché vera basta prenderne atto.

Grazie Zret,
Alessandro

Anonimo ha detto...

Salve, ho visto l'ultimo tuo post sul forum di quel maleducato del pascucci ,in cui riporti la spiegazione di wikipedia sugli aspetti storici del signoraggio che vengono smontati come riportati dai signoraggisti e dagli autori di Euroschiavi.
Scrivo qui perchè nel sito del pascucci è impossibile entrare : ogni volta che vuoi fare qualche domanda sul signoraggio vieni bannato o insultato. E' una vergogna che gente simile (come anche Sandi col il quale pascucci non poteva fare altro che litigare perchè fatto della stessa pasta) si facciano portavoci di una tematica così complessa come il signoraggio.

Dal momento che hai scritto : "Ho appena finito di rileggere il tutto. Mi viene da vomitare..." ,significa che le cose riportate da wikipedia non sono esatte. Quindi dove sarebbero gli errori di wikipedia ? Tu puoi spiegare perchè dici che gli argomenti di wikipedia non sono giusti?

Sinceramente ne ho le palle piene di questi debunkers come "fotogian" ,Fossaceca & Co. che non fanno altro che creare una gran confusione sul signoraggio e non permettono di capire realmente il problema,soprattutto per gente come me che non sa nulla di economia e che quindi è facile da confondere...tutto sommato ,però, nemmeno dalla parte dei "signoraggisti" fin'ora ho MAI visto prove concrete sul signoraggio e,dal momento che il dibattito si svolge prevalentemente su internet ,mi piacerebbe vedere le risposte (se esistono) ai vari debunkers senza insultare o bannare...

ErSandro ha detto...

Non capisco cosa tu intenda quando parli di prove concrete.

Oggi la moneta (di qulsiasi tipo, fisica o virtuale che sia) non ha nessuna copertura e viene creata dal nulla (il principio economico si chiama "fiat money", "che moneta sia").

I banchieri si appropriano del valore di tale moneta dato che la emettono prestandola. E' chiaro che non si può prestare qualcosa che non si possiede.

Non è una mia opinione, si tratta di concetti regolarmente accettati dall'economia ortodossa. Se te la cavi con l'Inglese leggiti il "Modern Money Mechanichs" (lo trovi online cercandolo con google). Dai un'occhiata anche alla bibliografia essenziale che trovi linkata nell'introduzione della pagina principale.

Se vuoi un riassunto leggiti le F.a.q del blog.

Wikipedia mi fa ridere (se non piangere) per diversi motivi tra cui il fatto che cita tra le sue fonti (le trovi nelle note) anche il .pdf di Fotogian, un documento privo di qualunque valore visto che è scritto dal signor Nessuno (neanche si firma col proprio nome) di cui, tra le poche notizie, si sa solo che è un fotografo di professione. Più attendibile di così...

La voce di wikipedia "teoria del complotto sul signoraggio" è una presa in giro all'intelligenza. Si usa la stranota tecnica di fare di tutta l'erba un fascio (vengono chiamati in causa anche i rettiliani) per screditare quello che è un problema riconosciuto anche da economisti titolari ed insigniti di premio Nobel (guardati sempre la bibliografia del blog).

Si concentra sull'emissione monetaria della banca centrale sostenendo che essa non può spendere i soldi incassati riscuotendo i titoli del debito pubblico. Ora, dal punto di vista della popolazione questo è assolutamente irrilevante. Se lo strozzino decidesse di bruciare le banconote che gli restituisci per ripagare il debito da te contratto, cosa cambia per te? Forse per questo lo devi pagare di meno?

Il punto è: come farai a liberarti dal debito se la stessa moneta che usi per ripagarlo può nascere solo dall'indebitamento?

Tutto questo tacendo completamente sul fatto che la banca centrale, in realtà emette solo il 10% del circolante mentre tutto il resto viene creato dalle banche commerciali (compresa quella presso cui tu hai il c/c).

Dici di volere le prove ma qui stiamo parlando di cose notorie e facilmente verificabili (cerca i video "Dove sono i soldi? Il signoraggio all'opera" e "Il libro di economia ed il signoraggio" su youtube, li ho realizzati io stesso).

Poi se a te va bene che alle banche commerciali private sia permesso di fare qualcosa (creare denaro dal nulla) che per qualunque altro individuo sarebbe considerato un reato da codice penale è un altro discorso.

Vuoi vedermi a confronto con un ignorante (non vedo perché non chiamarli con il loro vero nome, "debunker" gli dà fin troppa dignità)? Anche a me piacerebbe averne uno di fronte, ma alle conferenze aperte al pubblico che tengo in giro per l'Italia non se ne vedono mai.

Segui il mio consiglio, non dare retta a me, a Pascucci o al Fotogian di turno. Studia in prima persona le fonti ufficiali e fatti la tua idea. Ti assicuro che non ci vuole una laurea.

Saluti,
Alessandro

paolo ha detto...

Carissimo Sandro Bono
ti invio questa e-mail per farti i complimenti per il tuo blog
che personalmente giudico molto professionale e chiaro pur trattando una materia come questa molto complessa e di non immediata comprensione.

Vengo comunque ha formularti una domanda sull’ argomento signoreggio:
Nel complesso l’ argomento mi è chiaro ma quello che ancora non riesco ha comprendere è perché lo Stato chiede alla banca centrale (Banca d’ It. o B.C.E.) di stampare nuove banconote?

La quantità di banconote che circolano in un paese non deve rimanere pressoché costante?
Se ad esempio lo stato ha bisogno di fondi per costruire nuove infrastrutture non puo’ emettere obbligazioni senza passare per la banca centrale?

Ti ringrazio anticipatamente Paolo