Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@gmail.com)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

venerdì 14 settembre 2012

lunedì 2 aprile 2012

Respiro

E' raro che mi fermi ad ascoltare il mio respiro.

Troppo spesso la mente vaga, impegnata a inseguire i mille pensieri che si affacciano nell'arco della giornata. Difficilmente si ferma ad ascoltare, a percepire, a sentire, a prendere atto di ciò che è senza modificarlo tramite i suoi filtri illusori.

Il chiacchiericcio continuo che nella nostra testa va avanti senza tregua è uno degli elementi che ci definiscono come esseri umani e, per tale ragione, oltre che a darci un'identità è per noi un limite difficile da superare.

Ogni tanto, però, si verificano dei momenti in cui il nostro agire non è più figlio del pensiero razionale, ma si esprime in modo naturale, automatico, senza bisogno di far passare l'istinto tramite la lente della ragione.

Tale stato d'animo, nella mia esperienza, può verificarsi nelle condizioni più disparate. Può succedere di raggiungerlo, ad esempio, scambiando colpi durante una sessione di allenamento, mentre si addestra il proprio corpo a riconoscere i moti e le intenzioni dell'avversario solo tramite l'uso del tatto e dell'istinto. In certe occasioni si verifica mentre dando ritmiche bracciate nell'acqua di una piscina il peso degli arti indolenziti improvvisamente sparisce e da che pensavi di essere arrivato al limite ti rendi conto di poter andare ancora avanti. A volte capita digitando su di un terminale codice che fissa nei cicli energetici di un processore informatico le regole della logica aristotelica. Per ognuno di noi esistono infinite situazioni che possono aprire la porta a tale stato di coscienza.

Difficile che me ne renda conto sul momento. Spesso mi accorgo di aver transitato per questo stato d'animo solo dopo che è passato. Improvvisamente la mente si ridesta, e il pensiero razionale, come se si fosse spaventato del suo momentaneo mutismo, riprende a fare discorsi infiniti e torna ad occupare in modo preponderante la sua posizione principe nella coscienza.

Eppure c'è un momento in cui il ricordo della sensazione è ancora vivido, come quando appena svegli il sogno abbandonato sembra ancora reale, salvo poi sparire rapidamente nell'oblio.

E' il respiro il tramite, l'ancora, quel qualcosa che mi ricorda che fino a pochi istanti prima mi trovavo in uno stato mentale differente.

Mentre i moti del cuore spesso sono difficili da percepire, le variazioni del respiro sono quasi sempre palesi e visibili anche dall'esterno. La nostra stessa voce con le sue infinite modulazioni, comprese le risate e le urla di paura, non è altro che un'espressione del ritmo dell'aria che entra ed esce dai nostri polmoni.

In quei momenti per pochi istanti, percepisco il ricordo di come il ritmico movimento del mio petto fosse stato in fase con il respiro del mondo.

Le parole incessanti figlie del lobo frontale del cervello non hanno il potere di distaccarci dalla realtà di cui facciamo parte, ma spesso occupano talmente tanto spazio da farci dimenticare della connessione.

Sono momenti sacri, epifanie transitorie, ricordi del presente che regalano tranquillità a chi ne fa esperienza.

Ciò non significa che il pensiero razionale sia un male, anzi, proprio perché si tratta di ciò che ci definisce come esseri umani, senza di esso non sarebbe possibile vivere momenti di questo genere con tanta intensità. E' la loro rarità a far sì che gli si possa attribuire un così grande valore.

Le paure, le angosce e le frustrazioni che proviamo nello stato di veglia spesso sono solo fantasmi illusori che cessano di esistere negli attimi in cui si raggiunge uno stato di coscienza differente.

E mentre espiro insieme al resto dell'universo sorrido con la consapevolezza di far parte di qualcosa che, pur essendo al di là della mia comprensione, mi aiuta ad affrontare a cuor leggero quella vita che per tanti rischia di essere una condanna.

Un saluto,
Alessandro


domenica 1 aprile 2012

ECONOMIA DEL DEBITO: COSA FARE PER USCIRNE? - Rossano Orlando 3/12/2011

Un po' in ritardo, ma comunque è arrivato l'ultimo video.




Un saluto,
Alessandro

giovedì 29 marzo 2012

Relativismo Assoluto

Ogni tanto vengo assalito dai dubbi.

E' facile apparire determinato, soprattutto quando chi hai di fronte cerca in te un punto fermo a cui appoggiarsi, ma la realtà è che gli esseri umani sono fragili e spesso dietro uno sguardo tranquillo si agita un animo tormentato.

L'impossibilità di cogliere appieno il senso della nostra esistenza rende l'incertezza parte integrante della vita.

Chissà, probabilmente un tempo, quando pensavamo che l'uomo fosse il centro dell'universo, prima di scoprire quanto il nostro pianeta fosse piccolo e insignificante rispetto alle immensità dello spazio, era più facile illudersi parlando di Dio e di assoluti come se fossero concetti alla nostra portata.

La verità è che il mondo se ne frega di ciò che riteniamo essere giusto o sbagliato.

La stessa Natura a cui tanti romantici si rifanno, se dovesse essere giudicata secondo la morale comune, sarebbe da considerarsi arcigna, perfida e perversa.

Ci piace pensare a regole immutabili, a una distinzione netta tra bene e male, vogliamo credere che esistano norme assolute scritte nella roccia secondo cui giudicare l'agire nostro e degli altri in modo da poter definire in ogni situazione e in modo univoco cosa sia meglio e cosa peggio.

Osservare il mondo e rendersi conto che tali principi non esistono può essere destabilizzante.

Se non è possibile definire in modo definitivo il Bene, cosa giustifica il nostro agire? Cosa può spingere una persona a percorre una strada difficile e piena di difficoltà se questa si è resa conto dell'inconsistenza delle categorie assolute e non può più quindi ripararsi dietro alla labile convinzione di essere nel Giusto?

Tutti facciamo il nostro percorso nella vita e quello di cui eravamo fermamente convinti in passato magari oggi ci strappa un sorriso e ci appare ingenuo. Con un articolo posso solo dare un'istantanea di ciò che penso oggi, una posizione che forse tra qualche mese avrò completamente rifiutato e messo da parte.

In questo momento ho smesso di cercare giustificazioni per il mio agire.

Niente più comparazioni, niente più giudizi di merito, niente più "lo faccio perché è giusto". A chi mi chiede perché faccio certe cose oggi do una risposta degna di quella che darebbe un bambino di 5 anni: "Perché sì."

E' il relativismo assoluto, una contraddizione in termini di cui la razionalità dell'essere umano non riesce a cogliere il senso. Come un otto che disegna l'infinito, come i lavori di Escher o i frattali di Mandelbrot, la vita ci si propone con una coerenza apparente che pensiamo di poter cogliere, ma un'osservazione ravvicinata ci costringe a fare un'esame di coscienza e a riconoscere le nostre limitazioni.

Non siamo in grado di capire.

Terribile ed estasiante al tempo stesso.

A volte la cosa più difficile è trovare il senso profondo in una frase apparentemente banale. Sul tempio dell'oracolo di Delfi c'è scritto "conosci te stesso". Te stesso, non la distinzione tra il bene e il male, non  un qualche concetto astratto. Rivolgi lo sguardo all'interno e, senza giudizio, impara a conoscere ciò che vedi.

Ed ecco che i dubbi iniziali cominciano a dissolversi. A cosa serve categorizzare il nostro agire secondo parametri che non hanno riscontro alcuno nel mondo reale?

Non agisco perché è giusto, lo faccio perché mi realizza. Nella stasi c'è la morte, nell'agire c'è la vita, nel comportarsi secondo la propria natura risiede il senso. 

Questo sono io e tanto basta.

Niente Dio per me, nessuna convinzione di Giustizia per dare senso alle mie azioni.

Eppure sono sereno come non lo ero da anni.

A tutti voi un saluto,
Alessandro

lunedì 30 gennaio 2012

Conferenza a Ozzano dell'Emilia (4/2/12)


Per chi vuole, per chi può. Ingresso gratuito.

Un saluto,
Alessandro