Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@gmail.com)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

mercoledì 20 maggio 2009

Potere

(Riassunto delle puntate precedenti: tutto il denaro viene emesso a debito dal sistema bancario, per ottenerlo il richiedente deve portare delle garanzie, le garanzie vengono accuratamente vagliate dalle banche che decideranno se considerare o meno il richiedente un potenziale "buon pagatore".)

Se decidiamo di chiedere un prestito per comprare la macchina nuova o un mutuo per acquistare casa, un posto di lavoro fisso ed una buona busta paga sono considerati, di norma, elementi sufficienti per giustificare l'erogazione del credito. Cosa succede, però, quando a presentare la domanda per un finanziamento è qualcuno che ha bisogno di centinaia di migliaia di euro per mettere in piedi una nuova società? E se a farlo fosse una grande azienda che necessita di decine di milioni di euro per espandersi verso nuovi mercati?

In casi di questo genere parte una sorta di contrattazione durante la quale il cliente cerca di convincere l'istituto di credito della validità del progetto che vuole realizzare e della sua futura capacità di onorare il debito contratto. Il denaro nasce di proprietà della banca ed è questa a decidere se fidarsi o meno. Essa può, in modo arbitrario, decidere di non concedere finanziamenti a chi non ritiene in grado di pagare. O a chi non è utile ai suoi scopi.

Una delle caratteristiche del credito è la discrezionalità. Nessuno mi costringe a prestare qualcosa ad un'altra persona se non voglio. Quante volte abbiamo visto nei film americani personaggi che cercano di convincere le banche ad investire su di una loro idea "vincente"? Per avere denaro bisogna in qualche modo guadagnarsi la fiducia del banchiere.

Le conseguenze che questo meccanismo comporta sono enormi: non solo le banche decidono quanto denaro circola, ma anche chi lo detiene. E' chiaro che finché parliamo di "piccoli" prestiti elargiti a singoli cittadini la cosa non ha grandi ripercussioni, ma quando la propensione al finanziamento può fare la differenza tra la vita e la morte di interi settori dell'economia è facile capire che le banche dispongono di un potere smisurato. Grazie al meccanismo con cui viene emesso il denaro esse possono esercitare enormi influenze sulla direzione intrapresa dallo sviluppo economico mondiale.

Quando qualcuno si ritrova ad avere un potere è naturale che lo utilizzi per i suoi scopi personali. Ricordiamo sempre che le banche commerciali (che emettono circa il 90% del denaro in circolazione) sono costituite da gruppi di privati che hanno degli specifici interessi. Questi, a meno di un inaspettato colpo di fortuna, non coincidono mai con quelli della collettività. I signori in questione hanno (come la maggior parte dei privati cittadini) lo scopo principale di massimizzare i loro profitti e, quindi, di promuovere le iniziative che assicurano maggiori ritorni economici. 

Purtroppo ciò è quasi sempre in contrasto con i bisogni della comunità. Già in passato ho avuto modo di sottolineare come l'attuale sistema economico promuova sempre le soluzioni più redditizie a scapito di quelle maggiormente efficienti. In un sistema così strutturato è naturale che ciò avvenga.

Vi pongo una domanda: se venissero presentati due brevetti nel campo della produzione di energia, uno che si basa su risorse abbondanti e che permette di rifornire gratuitamente il paese ed uno che utilizza fonti scarse (e quindi preziose) garantendo la possibilità di vendere il servizio a caro prezzo, secondo voi le banche quale promuoverebbero? Si fermerebbero a riflettere sulle conseguenze dei progetti a livello di impatto ambientale o sulla loro sostenibilità?

Come può un Governo impostare una politica economica quando non ha voce in capitolo sulla creazione e distribuzione della moneta? E' vero che può incentivare alcuni comportamenti virtuosi tramite il ricorso a sgravi fiscali (sobbarcandosi un costo) o tassare i comportamenti da scoraggiare (scaricando quindi il costo sul privato), ma l'ultima parola su chi avrà il denaro in mano sarà sempre e solo della banca.

E' così che nascono le multinazionali (vero e proprio braccio armato delle banche) che, non importa quanti soprusi possano perpetrare, riescono sempre ad avere accesso ai finanziamenti di cui hanno bisogno. Un po' come i gangster di Al Capone: il boss si premura di fargli avere accesso ai mezzi ed al denaro di cui hanno bisogno e, all'occorrenza, non si fa scrupoli a corrompere qualche giudice. Finché continuano ad agire nell'interesse del capo gli scagnozzi non hanno nulla da temere. Il vertice della piramide non si sporca le mani, non ne ha bisogno. Per ottenere ciò che vuole si limita a tirare i fili del potere di cui dispone.

Il più grande problema che l'economia in quanto "scienza" si propone di risolvere è quello della distribuzione dei redditi. In particolare essa dovrebbe essere equa e basata su principi meritocratici. Ma come si può ottenere questo risultato se la proprietà del denaro è squilibrata a partire dal momento stesso della sua emissione e se, di conseguenza, la sua distribuzione è affidata alla discrezionalità di privati cittadini?

Non è possibile vivere in un mondo equo e, allo stesso tempo, utilizzare una moneta la cui quantità e destinazione sono decise da lobbies costituite da persone provenienti da una ristretta elite finanziaria. Non si può ottenere un risultato comune attribuendo un potere a pochi. 

Come diceva Orwell: "Il potere è un fine, non un mezzo". 

Un saluto,
Alessandro Bono.

9 commenti:

Manuel ha detto...

Ciao, complimenti per il sito, lo trovo molto interessante per i contenuti e per il modo in cui vengono trattati. Perdona l'ignoranza, ma per risolvere il "problema" sarebbe sufficiente nazionalizzare le banche centrali e/o quelle commeriali?

ErSandro ha detto...

Purtroppo no. Quello che è necessario fare è emanciparsi dal debito e far sì che questo non sia più l'unico metodo per ottenere denaro. Esistono già paesi in cui la Banca Centrale è nazionalizzata (come Francia, Germania e Spagna) ma ciò non li esclude dalla spirale del debito. Anche per loro, infatti, l'ottenimento di denaro è subordinato ad un indebitamento.

Mi riprometto di approfondire meglio la questione in futuro, probabilmente questo sarà il tema della terza parte delle F.A.Q.

Grazie per i complimenti,
Alessandro.

Denis ha detto...

Di nuovo i miei complimenti per i suoi articoli. Credo che non sarà facile "liberarsi" dalla schiavitù monetaria. Proviamo con gli SCEC??

Un saluto e buona fortuna

Denis

ErSandro ha detto...

Denis, grazie per i complimenti.

Sugli SCEC sono abbastanza scettico, più che altro per il modo in cui sono gestiti e per la loro natura "complementare" e non "sostitutiva". Capisco comunque che possono essere utili per sbarcare il lunario.

Penso che al momento attuale l'unica cosa di cui abbiamo veramente bisogno sia l'informazione.

Un saluto,
Alessandro.

Denis ha detto...

Concordo con il fatto che sono complementari.
Gran parte delle Associazioni degli SCEC conoscono bene la vita del Sig. AURITI (Un mito????), forse c'è paura (o altro) perchè qualcuno parli di SCEC "sostitutivi"??
Con il tempo capiremo meglio.

Un saluto

Denis

Zret ha detto...

Come sempre un articolo pregnante e chiaro.

Ciao

ErSandro ha detto...

Grazie Zret, l'apprezzamento (non inflattivo) fa sempre piacere.

Alessandro.

chicco ha detto...

Ho appena finito di vedere questo video sulla fusione a freddo:

http://video.google.com/videoplay?docid=-5356420904938952524

Questo credo sia uno di qui progetti sui quali, ai grossi banchieri e alle multinazionali di energia, non conviene investire.

ErSandro ha detto...

Se sia vero o meno non saprei dirlo. Non ho le qualifiche necessarie per esprimere un giudizio e mi devo limitare ad osservare il dibattito da esterno.

Quello che so per certo è che un'ipotesi di questo genere calza alla perfezione con l'esempio fatto nel post.

Grazie per l'interessante segnalazione.

Alessandro.