Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@gmail.com)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

sabato 31 ottobre 2009

Facebook

Ormai da diverso tempo una fetta significativa della popolazione mondiale dedica giornalmente alcune ore alla navigazione delle pagine di Facebook. E' un male? E' un bene? Lungi da me dare giudizi, l'unico elemento certo è che quando ci troviamo ad avere a che fare con qualcosa di cui non conosciamo la natura ci esponiamo a potenziali truffe o fregature messe in atto da chi, invece, ha più informazioni di noi. Si tratta di un concetto economico molto semplice da comprendere che prende il nome di "asimmetria informativa".

L'esempio classico è quello del meccanico: l'ignoranza riguardo al funzionamento del motore di un'automobile fa si che il cliente del carrozziere si trovi automaticamente in una posizione di svantaggio. E' pur sempre possibile che il meccanico con cui si ha a che fare sia un esempio di onestà, ma se prendiamo in considerazione quella porzione del mercato costituita dall'insieme di tutti i meccanici non potremmo fare a meno di constatare che, nel complesso, la clientela viene fregata.

Per farla breve, nessun meccanico fa pagare meno del dovuto mentre alcuni (e voglio essere ottimista) sfruttano l'ignoranza del cliente per farlo pagare di più. La conclusione è che nel settore dei meccanici non viene mai raggiunto il tanto agognato equilibrio costituito dal perfetto incontro tra domanda ed offerta dato che il cliente non ha modo di capire se il prezzo che gli viene proposto è equo o meno. Tecnicamente parlando le asimmetrie informative sono per loro natura dei fallimenti del mercato.

E' chiaro che il problema non si porrebbe se l'eventuale cliente avesse delle conoscenze che gli permettessero di comprendere il lavoro che il meccanico andrà a svolgere, così come è più difficile (ma non impossibile) che un informatico venga fregato dal tecnico a cui si è rivolto per far riparare il PC guasto.

Attualmente chi gestisce e sfrutta Facebook ottiene grandi vantaggi grazie all'ignoranza dei suoi utenti. Capire come ciò avvenga permette di difendersi o, se non altro, di limitare i danni.

Facebook, come ogni social network, si basa sul principio della condivisione delle informazioni personali. Ovviamente per essere condivisa un'informazione deve preventivamente essere registrata sulla propria pagina in modo tale da permetterne l'accesso agli utenti autorizzati.

Diciamoci la verità, viviamo nella società dello spettacolo e ci piace sentirci protagonisti. La nostra vanità fa sì che spesso condividiamo informazioni assolutamente inutili o superflue, solo perché farlo ci sembra divertente o perché non resistiamo a mettere sotto ai riflettori qualcosa che consideriamo "nostro" o "personale". Il mio non è un giudizio ma la semplice osservazione della realtà. Questo fenomeno è vecchio come il mondo e viene costantemente messo in pratica anche al di fuori della rete.

E' per questo meccanismo mentale che madri a cui sono morti i figli concedono interviste strappalacrime a giornalisti che già pregustano l'impennata degli ascolti. La nostra voglia di mettere i panni sporchi in piazza è comparabile solo a quella di farci gli affari altrui. Si potrebbe quasi affermare che avere molta gente che vuole impicciarsi dei propri affari è attualmente considerato segno di prestigio. Se tanti guardano pochi che stanno sotto i riflettori è solo perché essi stessi vorrebbero trovarsi al loro posto. Da questo punto di vista Facebook rappresenta il palcoscenico ideale: è gratuito, alla portata di tutti e permette di raggiungere un pubblico molto ampio con uno sforzo minimo.

Risultato: partendo dalla pagina personale di Facebook è possibile quasi sempre costruire un profilo psicologico molto accurato dell'utente a cui essa fa riferimento.

Fate una prova. Quasi tutti abbiamo tra i nostri contatti una persona che non conosciamo fisicamente, qualcuno a cui siamo arrivati tramite altri contatti e di cui il nome non ci dice nulla. Aprite la pagina di questo contatto "sconosciuto", cliccate su "Info" e date un'occhiata.

Nella maggior parte dei casi sarà possibile sapere la città di appartenenza, la posizione politica e quella religiosa dell'utente, i film ed i libri preferiti, i contatti email, Skype ed Msn, in alcuni rari casi addirittura il numero di telefono. Le "Pagine" ed i "Gruppi" a cui l'utente è iscritto aggiungono molti dettagli mentre le foto ci permetteranno di conoscerne i lineamenti e, eventualmente, i posti dove ha passato le vacanze.

Se volessimo farci un'idea delle attività attuali dell'utente basterebbe andare sulla pagina principale del suo profilo. Qui, è possibile sapere quali filmati ha visto di recente, con quali persone ha stretto amicizia, se è felice della vittoria della sua squadra del cuore, cosa ne pensa dei link che altri utenti hanno condiviso con lui e via dicendo.

In meno di un quarto d'ora è possibile conoscere di una persona elementi che, con una frequentazione diretta, potrebbero emergere dopo molti mesi o, addirittura, mai.

Di quanti dei vostri amici conoscete l'attore preferito? E di quanti sapete quali programmi guardano abitualmente in televisione? E il gruppo del cuore? Magari quel collega che non considerate minimamente è un grande appassionato di filosofie orientali. Voi non lo sapete, il signor Feisbuck (amico intimo del signor Iutub) sì.

E' chiaro che fare ricerche di questo genere è solo un esercizio di stile, quello che è importante è rendersi conto di quante informazioni che ci riguardano vengano registrate dentro gli archivi di Facebook solo per soddisfare una nostra mania di protagonismo repressa.

Bene, sappiamo quindi che il signor Feisbuck ha l'accesso diretto a tutti questi dati ma ci riteniamo al sicuro da eventuali "sbirciatine" indesiderate grazie al fatto che possono accedervi solo gli utenti a cui concediamo l'amicizia, cioè solo coloro a cui avremo dato preventivamente il permesso di visualizzarle (in questo scritto voglio partire dal presupposto che il signor Feisbuck sia onesto e che, quindi, non avvengano accessi non autorizzati ai dati personali degli utenti. Quanto questa ipotesi sia verosimile sta a voi deciderlo).

Esiste una branca dell'economia detta marketing il cui scopo è quello di raccogliere e catalogare informazioni sul pubblico di modo da poter creare prodotti e campagne pubblicitarie che vadano incontro ai gusti del mercato. E' chiaro che l'enorme database di Facebook rappresenta per ogni società che si occupa di questo settore una sorta di El Dorado, ma come le è possibile recuperare i dati di, supponiamo, 10.000 utenti senza stringere altrettante amicizie?

Questo è il vero scopo delle applicazioni di Facebook. Ogni volta che ne utilizzate una, infatti, dovete preventivamente darle il permesso di accedere alle vostre informazioni personali. Grazie alla programmazione di insulsi giochetti o di quiz al limite del ridicolo chi è interessato ha la possibilità di recuperare ed archiviare un numero incredibile di dati. Attenzione, non di dati generici ma con nome e cognome, che è possibile attribuire a singoli individui, per dirla in gergo tecnico, "segmentati".

Pensate: grazie alla diffusione di un simulatore di fattoria o di guerriglia urbana ci sono persone che in pochi click possono interrogare il database del più grande social network del mondo con criteri del tipo: "quante ragazze liceali di Roma sono fan di almeno un film di Moccia?" (chi ha familiarità con il concetto di "query" sa di cosa sto parlando). Come se non bastasse le stesse persone avranno a disposizione anche tutti i dati necessari per contattare gli utenti interessati dalla ricerca e di mettere quindi in atto campagne marketing mirate.

Avete presente quella volta in cui vi è arrivata per posta la pubblicità del cibo per gatti in offerta presso il supermercato dietro casa vostra e vi siete chiesti come facessero a sapere che ne avete uno? E avete presente il momento di illuminazione in cui avete fatto 2+2 ed avete realizzato che siete titolari di una tessera sconto di quel supermercato e proprio lì il mese prima avete comprato un'abbondante scorta di cibo per il vostro felino domestico? Non è stato bello realizzare che il supermercato ha venduto i vostri dati personali, ma se non altro vi hanno fatto lo sconto.

In effetti non c'è da scandalizzarsi, la compravendita di dati personali (o delle opinioni sui prodotti di consumo) è un pratica comunissima e vecchia come il mercato. Io stesso all'epoca del liceo ho fatto parte di un gruppo di indagine messo in piedi per raccogliere le impressioni su di un succo di frutta che sarebbe stato commercializzato di lì a poco, ma per sapere come la penavo la società di marketing che mi aveva contattato mi pagò con alcuni buoni benzina.

Quanti dati sensibili avete gettato in pasto al signor Feisbuck ed alle sue applicazioni? E quanto vi hanno pagato per averle? Insomma, queste persone cosa vi hanno dato in cambio di una vita digitalizzata e compilata nella vostra pagina Facebook se non quattro stupidi giochini e la possibilità di sentirvi falsamente protagonisti?

Ecco l'asimmetria informativa: il meccanico si fa pagare molto per fare poco, il signor Feisbuck (o chi per lui) paga poco per avere molto. In poche parole ci stanno fregando, qualcuno si sta appropriando di informazioni per lui preziose ad un costo prossimo allo zero. E noi acconsentiamo per avere il privilegio di fare un test che ci dirà qual è la nostra posizione del kamasutra preferita.

Anche io uso Facebook, ma se non altro lo faccio solo ed esclusivamente per parlare di signoraggio (a proposito, lo sapevate che i soldi che pensate siano depositati sul vostro conto corrente in realtà non esistono? E che le banche commerciali creano moneta dal nulla tramite emissioni di credito non garantite da denaro reale? Forse è il caso di informarsi anche sulla natura del denaro...) e non presto il fianco a questi signori per cui lo spreco ed il profitto sono l'unico obiettivo.

Almeno ora sapete uno dei motivi per cui vi arrivano tante email di spam....

E' assurdo che uno strumento potente come Facebook venga utilizzato per scopi tanto triviali. Come al solito, purtroppo, la colpa è per la maggior parte degli stessi utenti.

Concludo con una provocazione: provate a fare il test dell'utente sconosciuto con la pagina del vostro account e guardate cosa viene fuori. Questa è l'immagine che date di voi. Ne siete soddisfatti?

A tutti un saluto,

Alessandro Bono

P.S. = Rivolto a tutti i meccanici: lo so che esistono anche degli esemplari di cui fidarsi ciecamente, il mio scopo non era quello di offendere la categoria. Se ve la siete presa forse non avete la coscienza pulitissima....

9 commenti:

menohopiusono ha detto...

Ciao Alessadro,

io c'ho pensato per un po', poi ho creato una pagina su facebook, ma con uno pseudonimo. E non c'ho mai messo niente. In realtà la uso per farmi i cacchi dei miei amici, insomma per sbirciare dalla serratura.

(Detto questo) condivido ciò che dici sulle asimmetrie informative come alcove di potere; ma se internet resta "libera" ancora per qualche anno, secondo me il mondo cambia completamente (ultimamente sono ottimista).

Volevo segnalarti questa playlist che ho trovato veramente ben fatta, chiarificatrice: http://www.youtube.com/view_play_list?p=4EAE930200FB62B6&search_query=understanding+money+and+banking.

Ciao, buon lavoro

Filippo

ErSandro ha detto...

L'ottimismo è il motore che ci spinge, altrimenti tanto varrebbe stagnare nell'immobilismo.

Grazie per la segnalazione e a presto,
Alessandro

menohopiusono ha detto...

Ciao Alessandro,

lo sapevi che ci sono RFID nelle banconote (non ne sono ancora certo, non ho provato personalmente, servirebbe un RFID detector per esserne certi)?

http://www.prisonplanet.com/022904rfidtagsexplode.html

E poi, sull'influenza suina io ho trovato questo veramente ben fatto (e credo che il problema sia tropp urgente per non occuparsene)

http://www.catalunyareligio.cat/documents/tforcades/italianoInfluenzaAForcades.pdf

C'è anche il video corrispondente su youtube (54 minuti!)

http://www.youtube.com/watch?v=A0JqQyl09zQ&feature=PlayList&p=6E8787F7AFFE4C0F&index=0&playnext=1

Scusa l'off topic. A presto.

Filippo

leo fabiani ha detto...

ciao , è da tempo che ti leggo e voglio qui scriverti la mia esperienza.
mi sono chiesto, perchè non usare facebook per uno scopo piu interessante rispetto a qualche cavolo di quiz tipo preferisci le tettone alle culone, e ho iniziato a postare note con articoli vari su signoraggio e altri temi del genere "informazione scorretta che nessun media ti dirà mai".
Il risultato?
Degli enne amici di feisbuk praticametne 4 o 5 leggono e si interessano e a volte commentano.
Gli altri.. fanno il quiz!

E poi nota interessante.. ultimamente posto le note.. e non compaiono piu in bacheca agli altri utenti... censura automatica preventiva???

ErSandro ha detto...

Filippo: la storia dei chip nelle banconote l'avevo sentita, ma non me la ricordavo. In effetti non si tratta di qualcosa di fantascientifico.

E' chiaro che lo scopo non sarebbe quello di tracciare i movimenti delle persone, le banconote passano di mano in mano continuamente e per quello bastano già carta di credito, bancomat e cellulare.

Quello che mi viene in mente è che possa trattarsi di una sperimentazione, un modo per testare la tecnologia RFID su di un oggetto che per sua natura si muove molto.

Per gistificare una cosa del genere basterebbe dire che si tratta di una misura per limitare il riciclaggio di denaro (e probabilmente grazie al chip si potrebbe fare anche qualche bella retata da dare in pasto ai tg).

Certo, siamo in ambito ipotetico, ma ripeto che non mi sembrerebbe così assurdo.

Interessante il documento sulla suina, soprattutto la parte sull'effettiva pericolosità del virus.

Anche in questo caso è vero che l'allarmismo viene divulgato dai media, ma io continuo a vedere nel pubblico il primo responsabile.

I tg, come tutti i prorammi televisivi, hanno l'unico scopo di fare ascolti per vendere a caro prezzo gli spazi pubblicitari. I servizi sono confezionati ad arte per tenere incollato il pubblico.

Ci piace la paranoia. Se non è il virus è il terrorista, resta il fatto che proviamo un piacere perverso nel sentirci "in pericolo".

Non è un caso che quando si sta a tavola a chiacchierare è sempre per servizi di questo genere che il nostro interlocutore interrompe la discussione dicendo: "aspetta, fammi sentire che dice..."

Il video non l'ho ancora visto, rimedierò al più presto.

Leo: 4 o 5 è già un risultato. Il solo divulgare su Facebook (evitando quindi le sue meccaniche perverse) ti mette al di sopra di tanta gente che, pur avendo conosciuto la tematica, non fa proprio un bel niente.

Come dico spesso per spostare una montagna basta raccogliere un sasso per uno.

Nell'articolo lo dico: Facebook è uno strumento potente, cerchiamo di usarlo per bene.

Grazie a entrambi e a presto,
Alessandro

Anonimo ha detto...

ciao Sandro anche io ho fatto un post su Facebook.
http://www.thereallife.it/wp/index.php/2009/11/07/la-logica-di-facebook/

Alessandro

ilfranz89 ha detto...

ciao alessandro ... mi trovo daccordo con te nell affermare che chiunque dovrebbe andare affondo alle questioni che lo interessano ... dal mio punto di vista tt quello che ti circonda ... al punto tale da pensare che se i 13 anni che vengono spesi da ogni persona nella istruzione scolastica venissero utilizzati per far si che ogniuno cresca con questa mentalità probabilmente nessuno in questo mondo fotterebbe nessun altro perche non ne avrebbe la possibilità ... ORA PERO PROPRIO SU QUESTO PUNTO HO DA FARTI UNA CRITICA PER 2 MOTIVI ...1) C è DIFFERENZA TRA MECCANICO E CARROZIERE ... 2) è VERO CHE FORTI DELL IGNORANZA DELLA GENTE IN MATERIA CI POTREMMO ARRICCHIRE IN MEN CHE NN SI DICA MA SPESSO E TE LO DICO PER ESPERIENZA PERSONALE IL PROBLEMA SI INVERTE ... OSSIA PROPRIO PER LA SFIDUCIA DELLA GENTE SIAMO COSTRETTI A LAVORARE QUASI A GRATIS IN QUANTO ESSENDO PAGATI AD ORE NN POSSIAMO CHIEDERE AD UNA PERSONA PIU DI UN TOT DI MANODOPERA ANCHE QUANDO IN REALTA IL TEMPO CHE SI IMPIEGA PER SVOLGERE UN LAVORO è BEN PIU LUNGO ... FACCIO UN ESEMPIO SE HAI UNO SCUTER PIAGGIO NN SORPRENDERTI SE VEDENDOTI ARRIVARE IL MECCANICO TI GUARDA UN PO PERPLESSO PERCHE TU NN SAPENDO LA DIFFERENZA DI COSTRUZIONE TRA UNA CASA E UN ALTRA GIUDICHI SULLA BASE DELLA BELLEZZA E DELLA POTENZA DI UN MEZZO ... LUI INVECE SAPENDO CHE PIAGGIO HA PER INGEGNIERI GENTE CHE NN HA IDEA DI CHE FORMA ABBIA UN CACCIAVITE SA BENE CHE QUALSIASI LAVORO DOVRA EFFETTUARE AVRA TANTE MADONNE DA TIRARE GIU .. OLTRE A PERDERE TEMPO CHE NN GLI VERRA RETRIBUITO ... QUESTO ERA PER DIRTI NN TANTO NN SI FA DI TT L ERBA UN FASCIO MA PIU CHE ALTRO CHE LE COSE BISOGNA CAPIRLE AFFONDO ... E PROPRIO PER QUESTO LA PROSSIMA VOLTA CHE VAI DA UN MECCANICO TI INVITO INVECE A NOTARE I PREZZI E I MATERIALI DEI COMPONENTI CHE TI VENGONO CAMBIATI SONO QUELLI I VERI PROBLEMI ... TI RENDERESTI CONTO CHE LI PIU CHE IN TANTI ALTRI POSTI SI SENTE LA PRESENZA PIU DIRETTA DELLA GRANDE TRUFFA DEL SIGNORAGGIO ... OSSIA IL CONSUMISMO ... QUELLO CHE è SBAGLIATO NN è SOLO IL SISTEMA MONETARIO MA DECISAMENTE L INTERO MODO DI VIVERE DI OGNIUNO DI NOI ... SIAMO UNA RAZZA SBAGLIATA ...E CREDIAMO PURE DI ESSERE SUPERIORIORE .... SI MA SUPERIORE A CHI ???? GLI ANIMALI NN PUNTANO AD AVERE CIO CHE ABBIAMO NOI ... NE FAREBBERO VOLENTIERI A MENO ... MOLTI DI LORO VIVONO PIU DI NOI SENZA NEMMENO SAPERE COSA SIGNIFICA LA PAROLA MEDICINA O DOTTORE .. ANZI MI CORREGGO ... GLI ANIMALI NN SANNO NEMMENO COSA SIA LA PAROLA ... MENTRE NOI SE CI PENSIAMO NN SIAMO IN GRADO DI COMUNICARE NEMMENO CON NOI STESSI SENZA DI ESSA (SE PENSI IN REALTA COMPONI FRASI E PAROLE NELLA TUA TESTA ) PERCIO CI VIENE DETTO CHE L ANOMALE NON PENSA ... EPPURE CREDO CHE CHIUNQUE COME ME CI VIVA A STRETTO CONTATTO SARA PIU CHE DACCORDO NEL RIFERIRE IL CONTRARIO ... COME è UNA CAZZATA CHE NN COMUNICHINO ... L UOMO è TROPPO PRESO DAL NIENTE PER CAPIRE IL QUALCOSA ... C è TROPPA MERDA INTORNO A NOI E SPERIAMO CHE, ANCHE SE NN TUTT SIAMO IN GRADO DI NOTARLA, ESSEND SEMPRE STATA LI , MOLTI NE INIZINO A SENTIRE IL TANFO ...ALMENO è QUELLO CHE SPERO IO .. SALUTI A TUTTI FRANCESCO (OVVIAMENTE UN MECCANICO )

Dr S ha detto...

Bell'articolo, condivido in pieno.
E' fantastico come le più nere prospettive della fantascienza si siano realizzate nella maniera più subdola. I complottisti orwelliani pensavano che i governi futuri per mantenere il controllo completo sulla popolazione avrebbero innestato a tutti un chip di riconoscimento per essere rintracciati ovunque e invece noi ci siamo messi in mano da soli un telefono cellulare. Ora è il turno delle nostre vite private, con una query mirata si possono sapere tante cose su chiunque e soprattutto chi frequenta.

carlo alberto ha detto...

ciao alessandro,

premesso che: sono d'accordo sulle tue analisi e osservazioni e che io non uso facebook e lo evito proprio per i motivi che tu citi, ritengo che si sia fatto leva su una consuetudine antica... il raccontarsi da cui poi nasce il pettegolezzo!
una volta, diciamo 60 anni fa, ti confidavi con il vicino che poi spesso era quello che ti aiutava nei campi e viceversa...quindi anche un amico, l'amico lo diceva in confidenza ad un altro etc..etc.. nei paesi è ancora così, quindi è la voglia di raccontarsi, amplificata dai media che vi hanno aggiunto e associato (nel nostro cervello) l'esibirsi raccontandosi... e il gioco è fatto!
ecco credo che alla radice c'è quel desiderio di confidarsi, di raccontarsi che in un mondo globalizzato diventa "abominevole" a mio avviso.. perchè in fondo ognuno di noi è il protagonista della propria vita, e se si sente bombardato da persone che parlano della loro vita in tv, e tutti se ne interessano, è chiaro che poi scatta il meccanismo del domandarsi ma come? la sua vita vale di più della mia? lui è pagato per raccontare la sua vita? ed è la fine eheheheheh :-)
ciao e grazie!