Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@gmail.com)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

lunedì 21 aprile 2008

Una vita contro

Sono un pacifista anche se non di quelli che mettono la bandiera alla finestra. Appartengo alla schiera di persone che evita direttamente il contrasto. Non mi piace discutere, figuriamoci litigare.

Gradisco il confronto in quanto tale, non quando la finalità è quella di convincere della validità della mia opinione l'interlocutore, ma quando mi aiuta a conoscere nuovi punti di vista, anche se non ho intenzione di aderirvi. In realtà è molto difficile che qualcuno riesca a farmi cambiare idea solo discutendo. E' molto più probabile che il cambiamento avvenga in seguito, quando ho ben riflettuto su quello che mi è stato detto ed ho avuto modo di interiorizzare il messaggio.

Rispetto le singole individualità e per questo motivo non cercherò mai di imporre il mio pensiero. Nel bene e nel male l'omologazione mi ripugna.

Cerco sempre di capire il mio interlocutore. Come è possibile comprendere un pensiero o un'affermazione se non ci si sforza di comprendere il percorso che ha seguito la mente che li ha elaborati? Ritengo che non sia possibile giudicare un'affermazione se non viene prima contestualizzata.

Facciamo un esempio. E' pensiero comune che colpire qualcuno sia un'azione cattiva. Posso essere d'accordo se il gesto viene compiuto con una finalità dettata dalla volontà di prevaricazione, e quindi lo scopo sia quello di ottenere un beneficio che non si riesce ad avere in altro modo. Ma se una ragazza venisse molestata di fronte a me, che sono un ragazzone grande e grosso e che pratico arti marziali fin da quando ero bambino, sarei cattivo o ingiusto nel momento in cui dovessi intervenire colpendo l'aggressore?

E' chiaro che voglio essere provocatorio, ma l'esempio serve solo a far capire che è impossibile catalogare le azioni ed i pensieri etichettandoli come giusti o sbagliati se li estrapoliamo dal contesto che gli ha dato vita.

E' questo il motivo per cui non giudico mai nessuno, o almeno ci provo. Farlo richiederebbe la capacità di comprendere nel profondo i processi mentali di un altro individuo, e dato che sono convinto che ogni essere umano è unico ed insostituibile, non penso di poterlo fare. Certo, la convivenza civile richiede di punire gli atteggiamenti più estremi per salvaguardare la comunità, ma spesso vedo la gente che troppo facilmente etichetta il prossimo credendo di poterlo giudicare secondo i propri parametri.

E' quello che capita spesso alle persone come me. La società in cui viviamo prevede solo un possibile esito per il confronto tra due persone: la vittoria di uno e la sconfitta dell'altro. Per questo motivo quando parlo con qualcuno di signoraggio o della mia visione della vita, chi ho di fronte pensa subito che la mia sia una critica indiretta nei suoi confronti e che il mio fine sia di convincerlo dell'infondatezza dei suoi valori per fargli abbracciare i miei. E' rarissimo che qualcuno cerchi di capire il mio punto di vista o il perché io dica certe cose. Se lo facesse comprenderebbe che io non desidero convincere nessuno, voglio solo condividere il mio pensiero.

Ecco perché, nonostante io non voglia mettermi contro nessuno, spesso le persone si mettono contro di me. Vivendo i miei discorsi come un attacco, coloro con cui parlo cercano di difendersi nell'unico modo che conoscono, cioè attaccandomi a loro volta. Ma cosa potrei ottenere dal diverbio? Nulla, convincere qualcuno dei miei argomenti con la forza è, per me, una sconfitta.

Sono sicuro delle mie opinioni, non ho bisogno degli apprezzamenti degli altri per sentirmi a mio agio, e per questo sono immune agli attacchi. Sorrido pensando che in fondo "la ragione è dei fessi".

E' questo il motivo per cui accetto con il sorriso la mia "vita contro".

3 commenti:

freenfo ha detto...

Caro Alessandro, nelle tue parole si cela una profonda verità. La verità di chi affronta la vita con umiltà, nel rispetto di ogni altro essere vivente. L’accettazione e il non giudizio permette di porsi sempre con grande apertura di fronte all’interlocutore, di fatto accogliendo le altrui opinioni senza contrastare o peggio insultare la diversità di pensiero. Durante un dialogo si scambiano idee, sensazioni, si instaura un contatto diretto. Altre volte invece è più superficiale se “a pelle” la persona non ci comunica nulla. Quello che si dice affinità fra persone, altro non è che lo scambio di vibrazioni simili, qualcosa che va oltre il semplice parlare. Molto spesso le persone attaccano gli altri perché non sono intimamente centrate con il proprio spirito. Uno spirito semplice e in armonia con tutto il resto, non cerca il conflitto, non cerca di imporre la propria idea, semplicemente esiste e prende atto di quello che succede. Osserva perché dal confronto nasce sempre qualcosa di buono, si finisce sempre per essere arricchiti. Ovviamente non giudicare è difficile, anche perché siamo costantemente sotto pressione, sempre e comunque dobbiamo giudicare e scegliere.

Anche se spesso avvertiamo la pesantezza di essere considerati “contro”, dobbiamo solo prendere atto che per noi è l’unica via, l’unica soluzione che ci appaga come esseri viventi. Ognuno sceglie la propria strada, nel rispetto di chi la pensa diversamente, a braccia aperte verso chi ci accoglie.

Un abbraccio

ErSandro ha detto...

Come non essere d'accordo?

Nonostante tutto il mondo resta un bel posto dove vivere.

Cerchiamo di goderne.

Davide ha detto...

Tu devi aver avuto un percorso formativo della mente simile al mio.
Tengo d'occhio quello che scrivi da mesi e non ho mai trovato una stonatura, insomma fatico a contraddirti e questo rincuora.
Siamo più o meno coetanei, finalmente posso dire "non siamo soli".
Trovo sempre più persone attive e "illuminate", siamo in una botte di ferro, non tutto è perduto.
10 e lode a Internet per averci dato modo di scambiare opinioni.