Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@autistici.org)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

martedì 21 ottobre 2008

L'emissione di moneta

La finalità di questo articolo è quella di mostrare come avviene contabilmente l'emissione di nuova moneta in un sistema economico basato sul modello della banca centrale e della riserva frazionaria.

Durante lo studio del signoraggio ho sentito dire diverse inesattezze che, seppure non influiscono sulla validità dell'argomento, fanno sì che chi le dice possa essere facilmente contrastato da persone che, anche se non hanno compreso il problema, hanno una maggiore conoscenza della parte tecnico/legale del sistema economico.

Quando si parla di questioni di questo calibro, per essere convincenti, bisogna essere inattaccabili. L'unico modo per ottenere tale risultato è di attenersi ai fatti. Spesso leggiamo che la Banca Centrale compra i titoli di nuova emissione in cambio del denaro appena creato. Questa è una semplificazione della realtà che, nonostante sia facile da capire e rappresenti in modo abbastanza preciso l'effetto finale della procedura attuale, non corrisponde a verità. Qualunque economista potrebbe smontare un'affermazione di questo tipo con poche battute. Per essere credibili bisogna essere precisi.

La Banca Centrale Nazionale (da ora in poi BCN) svolge la funzione di banca delle banche in un determinato paese. Nel nostro caso tutte le banche commerciali italiane hanno un conto corrente aperto presso la Banca d'Italia. Questi conti rappresentano la riserva obbligatoria che le banche devono tenere in funzione dei loro depositi.

La BCN agisce solo tramite le banche commerciali e non interviene mai direttamente nel mercato. Quando lo Stato ha bisogno di nuova liquidità ed emette titoli del debito pubblico la BCN non può, per legge, acquistarli alle aste. A comprare saranno quindi gli operatori privati abilitati. Avvenuta tale transazione il nuovo denaro non è ancora stato creato, ma si è verificata solo una ridistribuzione di parte della liquidità preesistente.

Mettiamo che lo Stato, avendo bisogno di 100€ di nuova liquidità, emetta un bot dal valore corrispondete e che questo titolo venga comprato da un privato. Vediamo come, partendo da questa situazione, avviene la creazione di nuova moneta.

Il primo passo è illustrato nella fig.1. Il privato, tramite la banca commerciale, nell'esempio chiamata banca A, vende il suo bot alla BCN (nel caso specifico nulla vieta che il privato sia un'altra banca o una società di investimenti). La BCN, quindi, segnerà una attività corrispondente al nuovo titolo.

Fig. 1


La BCN equilibrerà questa attività tramite la creazione di una passività equivalente aumentando di 100€ i depositi della banca A. Questo è il momento in cui la nuova moneta viene creata. La liquidità accreditata alla banca A, infatti, non esisteva precedentemente. La moneta di nuova emissione, quindi, nasce contabilmente come una passività. Da qui l'espressione moneta-debito tanto cara al prof. Auriti. Le banconote, infatti, sono la rappresentazione fisica di un debito contabile.

Fig. 2


La banca A registra questo procedimento tramite una scrittura nelle attività che rispecchia l'aumento del denaro depositato nel suo conto presso la BCN.

Fig. 3


L'ultimo passo consiste nel versamento che la banca A effettua a favore del cliente che ha venduto il titolo. Ovviamente per la banca questo rappresenta una passività.

Fig. 4


A questo punto il procedimento è concluso e la nuova moneta è stata messa in circolazione. La BCN percepirà gli interessi generati dal suo nuovo bot, la banca A si è vista aumentare il valore della riserva e potrà quindi emettere nuova moneta creditizia mentre il privato ha incassato i 100€.

Vi propongo un paio di video per farvi capire quali siano le conseguenze di quanto descritto.
Il primo video mostra come la BCN rastrelli ricchezza tramite il tasso di interesse costringendo la comunità ad uno stato di insolvenza cronica.



Il secondo video invece analizza il meccanismo attraverso cui la banca A moltiplica i 100€ dell'esempio grazie al concetto di riserva frazionaria.




L'idea per questo articolo mi è venuta visionando le prime parti del film "Zeitgeist Addendum" reperibile su youtube. Anche se non condivido per intero quello che viene detto in questo lungometraggio ne consiglio a tutti la visione. Mi sono procurato una copia del documento "Modern Money Mechanics" citato nei video (e reperibile qui) e l'ho utilizzato come base per i miei ragionamenti. Si tratta di un documento ufficiale della FED, la banca centrale americana.

Spero che questo materiale possa servire a qualcuno di voi al fine di dare forza alle tesi dei "signoraggisti" nel confronto con coloro che negano l'esistenza di tale fenomeno.

ErSandro

mercoledì 15 ottobre 2008

Manie di protagonismo

Una volta apparsi in video non se ne può proprio più fare a meno.

Buona visione.

Di chi è la banca d'Italia - Parte Prima



Di chi è la banca d'Italia - Parte Seconda

martedì 2 settembre 2008

L'ignoranza intelligente

"Nessuno nasce imparato". Questo detto romano me lo sono sentito ripetere più volte da bambino, come probabilmente molti di voi. Si tratta in realtà di uno stimolo all'auto-miglioramento, un modo per spronare i più piccoli ad impegnarsi e a non lasciarsi scoraggiare dalle prime sconfitte a cui li sottopone la vita. L'atteggiamento dell'amichetto o del genitore che si avvicina pronunciando questa frase è quello di chi vuole consolare qualcuno ma, allo stesso tempo, non vuole che demorda.

Ognuno di noi vive mille difficoltà nell'arco della propria esistenza, l'atteggiamento con cui verranno affrontate dipende dai singoli individui. E' facile lasciarsi andare allo scoramento soprattutto quando il superamento degli ostacoli richiede un cambiamento. Nella maggior parte dei casi le persone preferiscono chiudersi mentalmente a certi argomenti solo perché, inizialmente, non riescono a comprenderli.

Quante persone sopra i cinquanta (anche se ce ne sono di decisamente più giovani) conoscete che non toccano i computer barricandosi dietro la classica frase: "Io con queste cose sono negato"? Anche loro sanno che non si tratta di nulla di impossibile, semplicemente temono il periodo di apprendimento che sarà, inevitabilmente, costellato di tanti fallimenti. La paura di cadere di fronte all'ostacolo è un blocco molto forte. Quello che non comprendiamo è che si tratta di un limite che ci diamo da soli.

Cadere vuol dire perdere solo se decidiamo di restare a terra. E' nel rialzarsi che mette le radici il miglioramento.

Quanto detto è vero sia per le discipline fisiche che per quelle mentali, in entrambi i casi lo studioso/atleta si impegna in un lavoro metodico di auto-perfezionamento che gli permetterà di superare, di volta in volta, ostacoli sempre più alti. Questo stato mentale è caratterizzato da una particolare forma di intelligenza, grezza e senza strumenti, ma allo stesso tempo smaniosa di apprendere e fare propria la novità. Si tratta della capacità di rimanere in movimento, di non restare paralizzati di fronte a un muro ma di prenderlo come incentivo ad allenarsi per scavalcarlo.

Non tutti presentano questa caratteristica nelle stesse modalità. Dato che è applicabile alla quasi-totalità delle materie può apparire sotto diversi aspetti e nomi. E' importante mantenere viva questa parte di noi, ricordare che è quello che ci fa evolvere. Molti vivono nella convinzione che il raggiungimento del benessere sia lo scopo ultimo delle loro esistenze, ma nel tentativo disperato di difendere i pochi privilegi ottenuti evitano le strade che gli appaiono troppo difficili precludendosi la possibilità di evolvere. Non vuol dire che si tratta di cattiva gente. In realtà non me la sento di giudicare nessuno e sono sicuro che ognuno abbia diritto di pensarla come vuole.

Lo stato di "ignorante intelligente" l'ho sperimentato per la prima volta in modo trascinante affrontando il tema signoraggio. E' stato un piacere riconoscerlo negli occhi di alcune delle persone con cui ho parlato dell'argomento. A volte è successo con persone insospettabili, altre è mancato da parte di coloro su cui facevo maggiormente affidamento. Adesso comincio ad affinare i sensi e mi è sempre più facile riconoscere coloro con cui è possibile avere un momento di empatia, persone che mi porranno questioni nuove, che mi faranno osservare da angoli differenti i soliti panorami, ostacoli che mi permetteranno di salire un altro giro nella spirale evolutiva della mia vita.

La cosa interessante è che il rapporto è reciproco, non è possibile insegnare qualcosa senza conoscerlo sotto un nuovo aspetto. In questo modo io allievo, mi trasformo in maestro, fino a quando questa distinzione cessa di esistere.

Non abbiate paura, non siate pessimisti. La vita è troppo bella per essere vissuta stagnando.

giovedì 17 luglio 2008

Nicolò Bellia



Oggi vi propongo questo filmato preso direttamente da youtube. Si tratta dello stralcio di un'intervista rivolta a Nicolò Bellia, uno dei pochi personaggi che ha affrontato la questione del signoraggio con un taglio accademico. Sebbene non aggiunga niente di nuovo e si limiti a schierarsi implicitamente con la dottrina auritiana, quello che mi ha colpito di questa persona è l'atteggiamento ottimista.

Nel video postato Bellia riesce addirittura a vedere un lato positivo nel signoraggio bancario che, nel corso dei secoli, è stato una leva d'incentivazione allo sviluppo ed alla crescita della società umana. Allo stesso tempo, però, sottolinea come un tale modello sia destinato a fallire nel lungo periodo e debba, quindi, essere sostituito al più presto.

Sebbene questo ragionamento possa far storcere il naso a molti io trovo che abbia un suo fondamento. Il problema è che in un sistema economico malato le innovazioni tecnologiche vengono utilizzate in modo spesso nocivo. Una volta che ti ho dato la polvere da sparo sei tu che deciderai se impiegarla per i fuochi d'artificio o per le pistole. Se ti faccio vivere in uno stato di guerra costante la scelta ricadrà automaticamente sulle armi.

Da quando sono tornato ho iniziato ad usare facebook. Si tratta del classico esempio di tecnologia che viene traviata dagli interessi economici. Quello che era nato come un mezzo per comunicare con gli amici è diventato un bieco strumento di marketing grazie al quale non c'è più bisogno di intervistare le persone, dato che saranno loro direttamente a fornire le informazioni necessarie. La cosa non mi stupisce, vivendo in una società che incentiva il profitto è ovvio che strumenti così "forti" vengano piegati all'ottenimento di risultati economici.

Eppure facebook resta una piattaforma incredibile. E' possibile rimanere in contatto con persone sparse per il globo grazie a pochi semplici click. Qualche anno fa questa sarebbe stata fantascienza. E' lecito chiedersi se avremmo inventato i computer in un mondo senza signoraggio. E' inutile domandarsi se l'informatica è un bene o un male, ormai ce l'abbiamo, vediamo di farne un buon uso. Ad Hollywood direbbero che da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Noi ci stiamo comportando da grandi irresponsabili.

Quello che mi piace di Bellia è che il suo pensiero non è distruttivo, ma propositivo. E' inutile demonizzare ed abbattere tutto quello che è stato costruito fino ad oggi. La cosa più saggia da fare è chiedersi a che punto siamo e, capito questo, dove vogliamo andare.

Per voltare pagina non è necessario strappare le precedenti. Facciamo tesoro di quello che abbiamo imparato, anche per non scordare gli errori che abbiamo commesso, ed andiamo avanti.

Sempre ottimista,
ErSandro

giovedì 10 luglio 2008

A volte ritornano

Dopo più di una settimana da quando sono tornato mi accingo a scrivere qualcosa su queste pagine nella speranza che qualcuno di voi continui a visitarmi nonostante il lungo periodo di "assenza". Durante il mio viaggio ho avuto modo di riflettere su molte cose e sono riuscito raggiungere un certo grado di serenità che, spero, mi sarà utile nelle fasi future della mia vita. Avrò bisogno di una grande dose di positività, dato che, udite udite, ho intenzione di tornare in Australia. Stavolta, però, non per vacanza, ma con l'idea di stabilirmi da quelle parti per i prossimi anni.

La scelta è stata dura e frutto di lunghe riflessioni. Si tratta di qualcosa che sento di dover fare. Poche volte in vita mia ho sentito così forte la sensazione di intraprendere una strada che porterà qualcosa di buono nella mia vita.

Ovviamente continuerò a scrivere di signoraggio e del senso della vita (secondo me), soprattutto perché quello che è cominciato come un imperativo morale volto a diffondere un po' di consapevolezza è diventato, col tempo, un piacere ed una passione. Queste pagine sono state più volte il pretesto per mettere a nudo pezzi di me, non solo ai vostri occhi, ma anche ai miei. Attraverso il tentativo di far conoscere il mio pensiero lo comprendo meglio.

Per il momento vi lascio, ma sono pronto a riprendere la pubblicazione di post a pieno regime. Ho tante cose da dire.

A presto,
ErSandro

P.S.= ho visto che il post sulle monete complementari ha ricevuto molte attenzioni nel periodo in cui non ci sono stato. Come prima cosa ringrazio tutti gli autori dei commenti, sia quelli più cortesi che coloro che lo sono stati un po' meno, e colgo l'occasione per invitare chi mi vuole dire qualcosa a proposito dei miei post più vecchi a mandarmi un email. E' raro che vada a controllare ciò che ho scritto in passato, è più probabile che vi risponda se utilizzate l'indirizzo presente nel mio profilo completo.

venerdì 9 maggio 2008

Down Under

E' nato il nuovo blog.
Passate a trovarmi, se vi va. O se non avete nulla da fare. O se, nei prossimi giorni, volete farvi quattro risate guardando le foto di un pazzo dall'altra parte del mondo. Al limite solo per farmi un saluto.

Nel frattempo io saluto voi. Ci sentiamo presto on-line.

ErSandro

martedì 6 maggio 2008

Nuove Frontiere

La mia vita da studente è terminata da meno di un mese e le incertezze si moltiplicano. La testa è piena di mille pensieri e le decisioni cominciano ad avere un peso decisamente rilevante. Sono finiti i giorni in cui ci pensavano mamma e papà. Con la sua stretta di mano il presidente della commissione mi ha consegnato non solo una laurea magistrale, ma anche la responsabilità della mio avvenire.

Certo, il panorama non appare roseo. Guardo al futuro e quello che vedo sono crolli del mercato, sconvolgimenti politici, perdita delle libertà personali e conflitti a livello planetario.

Più volte ho detto che è importante essere ottimisti, che non bisogna perdere la speranza. Come rimanere coerente con il mio stesso pensiero? Come fare a non lasciarsi andare? E, soprattutto, come fare a non scendere a compromessi con una realtà così distante dal mio sentire?

In pochi mesi ho conosciuto tante persone, o meglio, tante "menti", con cui sento di condividere un'irrequietezza che non mi permette di stare a guardare passivamente, che mi costringe a cercare di fare qualcosa, per quanto piccolo possa essere. Come scrivere su un blog.

Credo che nulla accada per caso. Sono convinto che tutto ciò che succede ha un senso in un disegno che la mente umana non riesce a comprendere, un piano di cui cogliamo solo occasionalmente l'esistenza. Sono questi sprazzi di "consapevolezza" (una parola che ultimamente ricorre nelle mie riflessioni) che mi fanno stare sereno, che mi aiutano ad accettare tutto ciò che di negativo mi circonda.

Tutto ha senso, il bene, il male ed il conflitto che ne scaturisce. Ha senso il testimone di Geova, il cultista di Scientology, la suora di clausura, il terrorista islamico, Bush, Ratzinger, la massoneria, la famiglia Rothschild, il fascista, il comunista e lo studente di economia disilluso. Quale sia questo senso non lo saprei dire. E' come quando avete qualcuno alle spalle: non lo avete ancora visto ma "sentite" la sua presenza.

E' inutile cercare di scervellarsi per coglierlo a appieno, ciò che muove il mondo e la storia non risiede nel piano umano e le nostre menti (che qualcuno dice essere limitate geneticamente) non sono in grado di concepirlo nella sua interezza. A me basta sapere che una direzione esiste. I piccoli frammenti che ne riesco a cogliere mi dicono, anche, che si tratta di un movimento positivo, che porta ad un innalzamento dell'essere umano.

Da bravo economista mi hanno insegnato che le parole "prezioso" e "raro" sono praticamente sinonimi. Per apprezzare ad alti livelli la bontà bisogna essere circondati dalla malvagità. E' difficile da accettare, ed anche io preferirei che non fosse così, ma si tratta di una mera constatazione dei fatti. La rarità dei gesti dettati dall'amore, e quindi la loro preziosità, è l'elemento che ci porterà a rialzare la testa, a compiere quel passo evolutivo che sentiamo nell'aria ma che ancora non riusciamo a fare.

Ben vengano il signoraggio, le scie chimiche, i microchip, i falsi profeti e tutte le aberrazioni che la nostra mente riesce ad immaginare. Le prenderò di petto, denunciandole per quello che sono e cercando di farlo capire alle persone che mi vorranno ascoltare. Questa è la mia natura, questo è il motivo per cui esisto, questo è quello che la mia anima sente di fare.

Quante volte ci hanno posto retoricamente la domanda se sia preferibile essere o apparire? Quante volte abbiamo risposto, sicuri di fare "la scelta giusta", che è meglio essere? E' arrivato il momento di rendersi conto che si tratta di una domanda priva di ogni senso a cui rispondo che nella mia vita io voglio apparire ciò che sono. Basta giochetti, basta compromessi.

Capire la propria natura è la parte più difficile. Ritengo che un buon modo per farlo sia quello di fare esperienze nel mondo materiale e lavorare per analogia. E' un viaggio che dura tutta la vita e, nella mia modesta opinione, continua anche dopo la morte.

E' il momento di cambiare un po' l'aria. Il 15 maggio partirò per l'Australia, un viaggio che desideravo fare da tempo e che segnerà la conclusione di una fase della mia vita. Vado da solo, non ho voluto nessuno accanto.

Spero che possa essere l'occasione per marcare un punto sulla cartina della mia esistenza. Per costruire un percorso non basta sapere dove si vuole andare, è necessario capire anche da dove si parte.

Per adesso vi saluto, probabilmente aprirò un altro blog dedicato al viaggio dove chi vorrà potrà seguire le mie farneticazioni anche dall'altra parte del mondo. Pubblicherò l'indirizzo nei prossimi post.

Vi abbraccio tutti, e vi auguro, come auguro a me stesso, di capire chi siete in modo da poter diventare ciò che volete essere.

ErSandro