Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@gmail.com)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

venerdì 6 febbraio 2009

La Crisi

Tutti ne parlano. Esperti (?), politici, giornalisti, vallette, anche l'amico che di norma tratta solo di calcio. Pare che sia uno di quegli argomenti su cui ci si sente in dovere di dire la propria. Non importa che la maggior parte di quelli che sproloquiano sulla crisi non sappiano neanche di cosa stiano parlando. E' come con il debito pubblico: a forza di sentirne parlare al tg molti sono sicuri di aver capito di cosa si tratti e all'occorrenza si trasformano in economisti improvvisati pronti a dare la loro "personale" (le virgolette sono d'obbligo dato che spesso si limitano a ripetere a pappagallo ciò che è stato detto dal santone/politico/giornalista/comico di turno) soluzione al problema.

E' tipico dell'essere umano agire da pecora e fare qualcosa solo perché la si è vista fare agli altri. Ed ecco che per magia il lunedì l'Italia si riempie di provetti allenatori di calcio e di meccanici di formula uno pronti a sputare sentenze su questioni di cui, realmente, non capiscono nulla. E che liti nascono da argomenti così futili! Per difendere opinioni campate in aria, in certe occasioni, si arriva quasi alle mani.

Purtroppo l'economia non è il derby e la questione, di conseguenza, diventa decisamente più delicata. Prima di parlare bisognerebbe ponderare attentamente il proprio livello di comprensione del problema.

La domanda che a questo punto sorge spontanea è: cos'è, dunque, la crisi?

In economia, si sa, regolarmente dei settori vanno in crisi. Abbiamo sentito parlare della crisi dell'automobile, della crisi dell'industria siderurgica, della crisi dei trasporti pubblici e chi più ne ha più ne metta. Ogni volta queste espressioni indicano il fatto che in determinati settori del mercato non girano soldi a sufficienza. Questo comporta fallimenti, chiusure ed acquisizioni. Non è niente di scandaloso, in fondo nulla dura per sempre e a causare tali crisi possono contribuire molti fattori. Pensiamo, per esempio, all'inserimento nel sistema di un'innovazione tecnologica che rende obsoleto un prodotto od un servizio regolarmente in vendita. Il nuovo settore drenerà risorse dal vecchio mandandolo, per l'appunto, in crisi.

Possiamo dunque desumere dal ragionamento due semplici equazioni:

1) Segmento del mercato in cui girano soldi = Settore in salute

2) Segmento del mercato in cui non girano più soldi a sufficienza = Settore in crisi

Oggi sentiamo parlare di una crisi diffusa e globale quindi possiamo dire che è l'intero sistema a non avere abbastanza soldi. Ma come è possibile ciò? Come può il sistema essere insufficiente rispetto a se stesso? Chi sta drenando le sue risorse?

Rispondere a queste domande è possibile solo se consideriamo che il denaro viene creato tramite il debito. La quantità di circolante è, infatti, sistematicamente insufficiente a ripagare i debiti presenti nel mercato. Chi di voi si è documentato sulla questione signoraggio già saprà che nel malaugurato caso in cui tutti decidessero di pagare i loro debiti non rimarrebbe più nessuna banconota in circolazione e, nonostante ciò, resterebbero da saldare gli interessi. Si tratta del concetto di "anemia monetaria" di cui spesso parla il prof. Auriti.

Ecco perché il mondo, in realtà, preso nel suo complesso è sempre in crisi. Questa rappresenta, in effetti, lo stato naturale del mercato. In alcuni momenti si fa sentire di più per il semplice motivo che i rubinetti del credito, ciclicamente, vengono chiusi da chi ha il potere di farlo. Possiamo quindi estrapolare una terza equazione:

3) Crisi economica globale = Crisi del credito

La crisi di cui sentiamo parlare in tv e sui giornali non è altro che una parte del processo, nello specifico quella in cui chi detiene i crediti si rifà su coloro che hanno acquisito debiti. Visto che non esiste altro modo di avere denaro se non attraverso l'indebitamento ecco che possiamo vedere la chiusura del cerchio.

Cosa fanno i politici per risolvere il problema? E soprattutto, cosa possono fare? Prima di esprimere giudizi sul loro operato dobbiamo realizzare che hanno le mani legate. Gli unici strumenti su cui possono fare affidamento, infatti, sono quelli che ricorrono ad un ulteriore indebitamento, non importa se privato o pubblico. Anzi, possiamo notare che, in un curioso gioco speculare, chi ha un alto debito pubblico affronta la crisi incentivando l'indebitamento dei privati (vedi l'Italia e le campagne per l'utilizzo delle carte di credito/debito) e chi si trova nella situazione opposta (tipo l'Inghilterra) cerca di superare la congiuntura negativa con le iniezioni di liquidità e l'acquisizione delle banche da parte dello Stato e cioè con l'emissione di nuovi titoli di debito.

Ovviamente non si tratta di vere soluzioni ma solo di un tentativo di spalmare il problema sui soggetti che ne sono meno colpiti per renderlo più sopportabile. Unico risultato? Aumento del debito totale.

Finché non verrà proposta una discussione seria sul tema della sovranità monetaria non si potrà fare niente se non perpetrare il modello della crisi. Nessun politico lo farà mai, avrebbe troppo da perdere dato il suo ruolo di cane da guardia dello "status quo". Per avviare il cambiamento bisogna partire dal basso, ma per farlo è necessario comprendere i meccanismi del sistema.

Prima di parlare studiamo, cerchiamo di capire ed in seguito divulghiamo. La vera rivoluzione parte dalla consapevolezza.

ErSandro.

14 commenti:

Yumi ha detto...

Grazie Sandro per i tuoi post sempre interessanti...
usi un linguaggio molto chiaro..
Ti ho da poco inserito tra i miei feed RSS e mi interesserebbe ampliare il mio giornale personale .. Tu sei a conoscienza di blog da consigliarmi che magari non hanno ancora molta visibilita'?

Ti saluto e buon studio.

ErSandro ha detto...

Grazie a te per i complimenti ed il sostegno.

Per quanto riguarda i consigli ti segnalo i blog che ho inserito nella sezione "Link Vari". Sono gli stessi che seguo io. Quando trovo qualcosa di interessante, di solito, lo inserisco lì.

Un saluto a te, continuerò a studiare sperando di essere sempre all'altezza delle aspettative di chi mi segue.

ErSandro.

davide ha detto...

Una domanda atipica e certamente anche un po' grottesca: se ci fosse una diminuzione repentina della popolazione (es: a seguito di disastri naturali, carestie..) cosa succederebbe all'economia dell'indomani, in relazione anche al problema del signoraggio?

ErSandro ha detto...

Pensa a questo: oggi la quota pro capite del debito pubblico italiano si aggira sui 30.000 euro. Se domani, improvissamente la popolazione italiana si dimezzasse tale quota raddoppierebbe. Chiaro che son discorsi fatti così, tanto per fare ipotesi.

Comunque il problema non è a quanto ammonta il debito (potrebbe essere pure di 1.000 euro a testa), quanto il fatto che è inestinguibile per sua stessa natura.

Quanto detto non è in contrasto con il fatto che ritengo una decrescita (della produzione più che della popolazione) necessaria per una ripresa dell'economia. Che oggi venga prodotto troppo, tanto che quasi in ogni settore dobbiamo buttare via l'eccesso, è un dato di fatto. Più volte ho sottolineato che, secondo me, il modello attuale promuove lo spreco e che tale tendenza deve essere modificata in favore del principio di efficienza (massimo risultato possibile impiegando il minimo delle risorse).

Credo che a breve scriverò un altro post sull'argomento.

Saluti,
ErSandro.

Arzo ha detto...

trovo i tuoi post molti utili e interessanti, vorrei farti qualche domanda, anche se penso che sarà difficile sapere gli avvenimenti futuri più di me che sai sicuramente:
si puo prevedere quando "salterà" questo sistema malato? e cosa accadrà?
non so, tipo aumenti esponenziali dei prezzi dei beni primari,
e come possiamo tutelarci?
sarebbe meglio togliere i soldi dai c/c?

Saluti,
Arzo

ErSandro ha detto...

Grazie per i complimenti.

Andare oltre a delle previsioni generiche è molto difficile dato che parliamo di eventi di natura probabilistica. Cerco di spiegarmi meglio.

Sappiamo che al casinò il banco vince sempre nel complesso. Nonostante questa certezza non potremmo rispondere se ci chiedessero quale giocatore vincerà e quale perderà. Allo stesso modo è possibile dire che l'attuale sistema è fallimentare dato che ogni crisi è più forte della precedente e prima o poi si raggiungerà il limite. Dire da dove e quando partirà tale processo, però, è al di là delle nostre possibilità.

Certo è che ci saranno dei "segni premonitori". Al contrario di quanto si possa pensare uno di questi è proprio l'abbassamento del livello dei prezzi. Sebbene odiosa, infatti, l'inflazione è una parte integrante del delicato e perverso castello di carte in cui ci troviamo a vivere. Essa ci ha fino ad oggi permesso di non soccombere al debito svalutandolo nel tempo. E' il motivo per cui, ad esempio, se accendiamo un mutuo a tasso fisso e l'inflazione si mantiene nel tempo ad un livello superiore del tasso stesso significa che "ci abbiamo guadagnato" (espressione da prendere con le molle). Il valore reale del debito, infatti, è calato negli anni.

La deflazione, al contrario, rivaluta il debito andando contro gli interessi delle persone su cui esso grava, cioè noi.

Il problema sarà che, nonostante i prezzi più bassi, sarà meno anche il denaro in circolazione con una conseguente diminuzione del potere d'acquisto dei consumatori (sempre noi). Questo sarà dovuto dal fatto che:

deflazione = debito più pesante = minore capacità di indebitamento del sistema = minore quantità di denaro (moneta debito) in circolazione = minori investimenti = licenziamenti = ecc...

Ritengo che questo sarà il momento in cui qualcuno tenterà il colpo gobbo e l'instaurazione del New World Order facendolo passare come l'unica soluzione possibile.

Esiste anche la possibilità che il tutto avvenga gradualmente, attraverso più crisi pilotate in modo da occultare il processo e renderlo meno traumatico.

Penso che solo la consapevolezza di questi movimenti ci possa salvare.

ErSandro.

-=Tanner ha detto...

Sandro, volevo chiederti da tempo una domanda che a me pare fondamentale.
Se il principale problema del signoraggio è che non esiste la moneta per poter pagare gli interessi alle banche centrali, allora la soluzione piu lampante sembrerebbe quella di azzerare tale tasso d'interesse, no?

Allora perchè non lo fanno? Ho sentito dire che loro applicano questo tasso non perchè sono "cattivi" e vogliono fotterci, ma perchè in assenza di esso ci sarebbero delle instabilità e delle possibilità di speculazione.

Purtroppo queste argomentazioni a me che sono un informatico sembrano arabo, mi sai dare qualche dritta?

ErSandro ha detto...

Tanner, cerco di rispondere in un modo comprensibile. L'interesse non è il problema principale, serve solo a rendere perpetuo il sistema. La questione primaria è che qualcuno crea denaro dal nulla prestandolo al suo valore nominale.

Se una banca eroga un mutuo al 100%(per amore di semplicità)a mio nome e a tasso zero, una volta che ho restituito i soldi si è comunque appropriata di un valore monetario pari a quello della mia casa senza produrre nulla di reale.

L'applicazione dell'interesse fa sì che il debito, nella sua totalità, sia impagabile e che, quindi, chi emette denaro possa regolarmente rastrellare le proprietà di coloro che non riescono a sanare la quota di passività che gli compete.

Limitarsi ad azzerare questa grandezza tocca solo una parte del problema e non la sua radice.

ErSandro.

-=Tanner ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
-=Tanner ha detto...

Messa in questo modo sembra ne piu ne meno il classico "piano per la conquista del mondo" dei cartoni animati, in quanto teoricamente le banche vanno ad appropriarsi di beni tangibili e di rilevanza nel corso del tempo...

Un paio di domande:
- a che leggi (e di quale nazione) sottostanno le banche centrali? Da come appare nei documentari che visiono da tempo, pare siano istituzioni inattaccabili sospese nel tempo e nello spazio, come mai questa impressione?

- Riguardo la creazione di denaro dal nulla: ho capito la riserva frazionaria ma quando nel mio caso è stato concesso un mutuo di 10.000 euro per comprare la macchina, i beneficiari (ossia la concessionaria) i soldi li hanno avuti subito.. io li sto restituendo piano piano alla banca, no? Alla fine se i beneficiari li hanno *tangibilmente* avuti, la banca ha avuto un deficit colmato con la restituzione (+interessi), perlomeno è cosi che avevo compreso... e credo proprio sia la cosa che la stragrande maggioranza della popolazione crede. Perchè quindi la banca avrebbe creato dal nulla i 10.000 che mi ha prestato SE la concessionaria ha avuto un pagamento REALE e non fittizio?

Scusa se sono stato prolisso, alla prossima!

ErSandro ha detto...

Le leggi e le norme che regolamentano le banche cenrali cambiano da paese a paese, quello che resta sempre uguale è che si tratta (nei fatti) di enti autonomi ed autoreferenziali. A Tale proposito ti rimando al mio video "Di chi è la Banca d'Italia" che puoi trovare su youtube.

Cerco di rispondere alla seconda domanda. Mettiamo che, in un sistema con riserva fissata al 10%, la banca ha 10.000 in cassa e tu vai a chiedere un prestito di 9.000 (come sempre uso cifre tonde per amore di semplicità). Il prestito soddisfa la prescrizione legale quindi i soldi ti vengono accreditati sul conto e tu puoi comprarci quello che vuoi.

Dov'è l'inghippo?

In realtà quei soldi sono stati effettivamente creati dal nulla (e qui ti rimando ad un altro mio video: "Il libro di economia ed il Signoraggio") grazie al fatto che non c'è stato un vero passaggio di denaro. I 9.000 euro precedentemente non esistevano. Una volta creati, però, essi esistono eccome nella forma di denaro virtuale (o moneta scritturale/creditizia).

Il punto cruciale è: se alla banca crearli non è costato nulla (i 10.000 iniziali non sono scesi a 1.000, il circolante è effettivamente aumentato di 9.000 ed è arrivato a 19.000€) perché essa può vantare diritti sulla loro riscossione al punto da arrivare a rivalersi sui beni che hai acquistato?

Faccio un paragone semplificativo.

Mettiamo che un attore di teatro si rivolge ad un tipografo commissionandogli la stampa dei biglietti per il suo prossimo spettacolo. Su ogni biglietto deve esserci scritto il prezzo, mettiamo 10€. Ovviamente il costo unitario di stampa sarà molto più basso.

Quello che fa attualmente la banca è paragonabile al comportamento del tipografo che chiedesse come compenso 10€ più interessi a biglietto (non importa se a rate), come se a metter la differenza di valore tra il costo di stampa e quello di vendita non fosse lo spettacolo dell'attore, ma il semplice fatto di averli emessi.

Spero di essere stato utile, su internet troverari tanta gente più chiara e brava di me nello spiegare, primo tra tutti il prof Auriti. Trovi i suoi video nella mia sezionededicata ai link.

ErSandro

COACH ha detto...

Parto da una tua citazione: "Prima di parlare studiamo, cerchiamo di capire ed in seguito divulghiamo. La vera rivoluzione parte dalla consapevolezza."
Un ragionamento che non fa una piega e che cerco di applicare quotidianamente.
Ma la domanda che ci dobbiamo porre è: “Quanti hanno voglia di intraprendere la strada della consapevolezza?”
Purtroppo pochi.
Mediamente le persone hanno poca voglia di utilizzare le proprie energie in questa direzione e questo è un dato di fatto quasi inconfutabile.
Forse la crisi ci darà la possibilità di avere un popolo più ricettivo e meno annebbiato dal consumismo.
Però il popolo ha bisogno di messaggi semplici in cui non necessariamente ci deve essere una spiegazione “logica”… sto arrivando alla conclusione che forse sarebbe necessario utilizzare le stesse strategie di chi ci ha portato in questa situazione…

saluti a tutti

ErSandro ha detto...

Capisco il tuo scoramento, ma non condivido la tua conclusione.

Secondo me non è vero che il fine giustifica i mezzi. Accade sempre l'opposto e cioè che i mezzi modificano il fine.

Per me l'importante non è vincere, ma sentirmi moralmente corretto. Questo risultato cerco di ottenerlo facendo tutto ciò che nel mio piccolo mi è possibile. L'etica "commercializzata" o "pubblicizzata" non è più tale.

Se poi la gente non vuol capire me ne farò una ragione. Non voglio cambiare il mondo ma solo me stesso.

Alla fine dei giochi l'importante è fare sempre ciò che nel profondo riteniamo essere corretto.

Un saluto,
ErSandro.

COACH ha detto...

Il mio voleva essere uno spunto per aprire un varco. Sono il primo che si vuole alzare alla mattina e poter guardare lo specchio senza vergognarsi e condivido i tuoi stessi valori.
Tu dici: “se poi la gente non vuole capire me ne farò una ragione”. Quindi credi ancora nella possibilità che la gente possa capire? E soprattutto credi che la gente abbia voglia di capire?
Cambiare il mondo mi pare un obiettivo fuori dalla portata di qualsiasi uomo presente sulla faccia della terra e, giustamente, ognuno di noi deve perseguire l’obiettivo di cercare la sua strada nel rispetto degli altri cercando di migliorare se stesso.
Ma ho la piccola presunzione di credere che se una persona arriva a capire certe cose abbia il “dovere” morale di provare a trasmettere queste emozioni anche agli altri. Ed è un po’ quello che tu cerchi di fare con questo blog.
Quello che mi domando a volte è che è impensabile credere di poter combattere e vincere contro un esercito dotato delle armi tecnologicamente più avanzate solo con i “fiori” e la forza della ragione. Credo non si debba cadere nella logica che esistano solo cose buone o cattive in senso assoluto. nella storia esistono casi di persone che hanno agito a fin di bene utilizzando metodi non “ortodossi”
Un saluto
marco