Istruzioni per l'uso

Un buon modo per farsi un'idea dell'argomento trattato in questo blog è visionare il documentario "La Moneta come Debito". Per chi volesse approfondire ho stilato una breve lista di fonti sugli argomenti signoraggio/sovranità monetaria. La potete trovare nel post "Bibliografia Essenziale". L'elenco è in costante aggiornamento.

I commenti non sono moderati, siete liberi di esprimervi nel modo che ritenete più opportuno. Ognuno è responsabile del suo pensiero, io rispondo solo delle parole scritte di mio pugno.

Benvenuti,
(ersandro@gmail.com)

Prima di esprimere qualunque dubbio o giudizio vi consiglio di leggere i seguenti post. Potreste trovare le risposte alle vostre domande.

F.a.q.-Parte Prima (Le banche commerciali emettono moneta?)
F.a.q.-Parte Seconda (Da dove prende valore la moneta?)
F.a.q.-Parte Terza (Esiste una soluzione?)

giovedì 16 aprile 2009

Trasparenza Opaca

Ormai Internet è considerato il mezzo di informazione più attendibile in assoluto, una terra di libertà intellettuale rispetto alla quale la televisione e la carta stampata impallidiscono. Tutti possiamo scrivere, commentare e aggiungere materiale sulla rete e da un contraddittorio trasparente deve per forza di cose emergere la Verità con la V maiuscola. Questa è la battaglia che ormai in moltissimi sostengono: bando ai mezzi di informazione canonici e largo alla novità, l'unica in grado di difenderci dai vecchi raggiri. 

O forse no...?

Prima di proseguire con la lettura di questo post vi invito a cercare su youtube le parole "presentatore bastardo" (perdonate il turpiloquio) e, dopo aver visionato il video, a dare una rapida occhiata ai primi commenti visualizzati.

Vi ha fatto ridere? Vi siete indignati? Sono accadute entrambe le cose?

Qualunque sia stata la vostra reazione non ha importanza, volete sapere perché? Il video è un falso. Facendo una ricerca più approfondita è possibile scoprire che il filmato in questione è un estratto proveniente da un vecchio show televisivo intitolato "In De Gloria" (una sorta di "Premiata Teleditta") consistente in una serie di sketch comici che avevano come scopo quello di prendere in giro la televisione dei casi umani. Tanto per capirci parliamo di quel tipo di intrattenimento che in Italia trova la sua massima espressione nella coppia Costanzo/De Filippi.

Provate a rivedere il video adesso. Non fa più tanto ridere, vero? Anche l'indignazione scema e lo sketch appare per quello che è: una trovata comica neanche troppo originale e che, per gli animi più sensibili, sfocia nel cattivo gusto.

Inizialmente vi avevo invitato a dare un'occhiata ai commenti che gli utenti hanno postato su youtube ed ora vi chiedo: quanti hanno la consapevolezza di aver visto uno spettacolo, una fiction, una cosa che non è reale? Quanti, invece, pensano di aver visionato lo spezzone televisivo più controverso e involontariamente comico della storia del tubo catodico?  Niente di grave, per carità, si tratta solo di una comica televisiva e il prenderla per vera non è certo una tragedia. Quello che ci dovrebbe far preoccupare è la facilità con cui l'essere umano può scambiare l'illusione per realtà. E se qualcuno trovasse un vantaggio nello sfruttare tale meccanismo, cosa succederebbe? Mai sentito parlare del viral marketing?

Esperti del settore della comunicazione pubblicitaria hanno riscontrato che un soggetto è più portato a dare ascolto ad un messaggio se ritiene che non ci sia un interesse economico nella sua divulgazione. Facciamo un esempio: esce sul mercato un nuovo modello di telefonino. Su chi faremmo più affidamento, sulla pubblicità televisiva o sul nostro amico che avendolo appena comprato ce lo raccomanda in quanto prodotto di qualità? La risposta è ovvia e la motivazione sta nel fatto che nell'amico, al contrario dello spot, non percepiamo la prospettiva di un possibile vantaggio subordinato all'esaltazione del prodotto e quindi riteniamo il suo giudizio più disinteressato, ergo, più affidabile.

Da tempo i pubblicitari hanno imparato a sfruttare questo meccanismo nei modi più disparati.

Una signora va dal parrucchiere e nota che questo utilizza una determinata marca di prodotti. Pensando che l'interesse del titolare sia quello di fornire ai propri clienti il miglior servizio possibile sarà portata a credere che quello specifico brand sia una spanna sopra gli altri in quanto a qualità. In fondo il giudizio dell'esperto vale più del suo. Quello che la signora non sa è che, come spessissimo accade, il parrucchiere riceve quei prodotti gratuitamente dalla ditta che verrà ripagata non con il denaro, ma con una pubblicità infinitamente più convincente di quella trasmessa sulla tv o affissa sui manifesti stradali.

Far passare un messaggio pubblicitario come disinteressato e veritiero è da sempre il fine ultimo del marketing. Quale terreno migliore di internet per mettere in atto tale strategia? Un posto dove l'anonimato è garantito, ognuno può mettere il proprio materiale e soprattutto dove non è obbligatorio apporre in calce ad una pubblicità la scritta "messaggio promozionale". Alla resa dei conti un luogo dove la gente pensa che la longa mano dei poteri mediatici non possa arrivare.

Ma al mondo non esiste solo l'interesse economico/pubblicitario. Cosa succederebbe se a sfruttare tale meccanica della mente umana fosse un soggetto mosso da motivazioni politiche, sociali o di propaganda? E se a dargli man forte ci fossero personaggi che, sotto ai riflettori dello stesso medium, non fanno altro che spingere e sottolineare l'idea di un'assoluta libertà ed indipendenza della rete?

Quando un concetto come questo viene dato per scontato dal 99% della popolazione mondiale bisogna iniziare a preoccuparsi. Nel film "Prova a prendermi" (che consiglio a tutti di vedere) il personaggio interpretato da Leonardo di Caprio sostiene, a ragione, che nessuno indaga sulle cose che ritiene ovvie. Quante volte abbiamo sentito dire che quando vogliamo nascondere qualcosa dobbiamo metterla in piena vista? Se a questo aggiungiamo un atteggiamento da perfetto innocente possiamo stare tranquilli che nove persone su dieci non noteranno l'inganno e tanto basta a tutelarci in un regime democratico in cui a prendere decisioni è la maggioranza.

Non dobbiamo avere paura delle lobby e dei centri di potere, sono sempre esistiti. Lo sappiamo che un politico, un investitore nell'alta finanza o un uomo di chiesa parleranno sempre a favore dei loro interessi. Il solo appartenere ad una determinata casta/organizzazione è la prova della loro parzialità e, allo stesso tempo, il nostro mezzo di difesa dato che sappiamo che ogni loro parola deve essere vagliata attraverso il filtro dell'interesse personale. Dobbiamo preoccuparci quando tali meccanismi entrano in azione senza che la gente se ne renda conto.

Ne "I soliti sospetti" viene detto che il più grande inganno del Diavolo è stato di far credere al mondo che non esiste. Solo così, infatti, può agire indisturbato.

In un mondo in cui wikipedia è ritenuta più affidabile dell'Enciclopedia Britannica per il semplice fatto di essere considerata "aperta" e "libera" salvo poi scoprire che tutti gli interventi prima di essere pubblicati sono selezionati da una commissione interna...Si potrebbe quasi dire che l'uomo col forcone stia riuscendo nel suo intento.

Esiste un'unica soluzione, dubitare di tutto, soprattutto delle cose che diamo per scontate. Ogni singolo individuo è parziale nel suo giudizio e, per quanto non ci piaccia ammetterlo, lo siamo anche noi. Non c'è cospirazione, non c'è complotto, c'è solo l'uomo e la sua natura. Prendiamone atto e soppesiamo ogni fatto per ciò che è, solo così faremo il primo passo verso la vera libertà intellettuale.

Alessandro Bono.

P.S= In questo post ho nominato più o meno esplicitamente due film, diversi programmi televisivi ed alcuni siti internet. Di una pellicola ho addirittura consigliato esplicitamente la visione. Questo è viral marketing. Sta a voi decidere se le mie citazioni sono state fatte in modo disinteressato o perché me ne viene un vantaggio. Qualunque sia la vostra risposta il dubbio è sempre legittimo.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

E' molto vero quello che scrivi.
Molte, troppe volte, mediamo inconsciamente l'attendibilità di un determinato messaggio attraverso la credibilità di chi se ne fa latore.
In poche parole, il valore di una informazione è subordinato a chi ce l'ha detto.
E' altresì vero che tanti ragazzi della nostra generazione, giustamente disgustati dal livello dei media, ritengono invece la Rete un luogo di attendibilità .
Non è così. Il giornalismo è una professione che richiede organizzazione, capacità e risorse economiche.
Invece molti ritengono che una cera cosa sia così (e così e basta) perchè l'hanno trovata su youtube o su wikipedia.
L'unica opportunità che abbiamo di "crescere" è quella di sviluppare il nostro spirito critico, di non lasciare impigrirsi la nostra capacità di pensare e valutare e di chiederci sempre il perchè delle cose, anche di quelle che a prima vista ci sembrano le più banali.

un saluto

Daniele V.

ErSandro ha detto...

Gira che ti rigira il problema è sempre lo stesso: troppa gente non riesce a ragionare con la propria testa. E' inutile levarsi un guinzaglio (come quello con cui la televisione ci teneva legati) se è per sostituirlo con un altro (wikipedia, youtube e internet in generale).

Prima o poi saremo costretti a capire che la verità è nel messaggio e non nel mezzo utilizzato per divulgarlo.

Rendersene conto è il primo passo da compiere per migliorare.

A presto,
Alessandro.

Anonimo ha detto...

Internet è sicuramente un mezzo di comunicazione libero...almeno piu' libero e piu' accessibile di tanti altri(questo come tanti altri blog ne sono la prova).
Ognuno puo' dire la sua e puo' ricavarsi uno spazio per dirla.
Questo è un bene, ma anche un rischio : se tutti sono liberi di comunicare, lo sono anche
coloro che lo fanno in maniera poco trasparente o con dei fini poco condivisibili e poco "etici".
La liberta' ci rende responsabili delle nostre azioni,delle nostre opinioni e del nostro pensiero ; svela la nostra vera natura.
Sono d'accordo con te quando dici che il problema è insito nell'uomo : la persona che si fa abbindolare oggi dal viral marketing su internet è la stessa che si faceva abbindolare ieri dal parrucchiere.
Alla fine la questione è su come usiamo la nostra liberta',su quanto sappiamo essere consapevoli di quello che facciamo e pensiamo,su quanto siamo capaci di relativizzare e guardare al di la' del nostro naso o del nostro monitor.
Sicuramente il dubbio aiuta...

a presto
Giulia

ErSandro ha detto...

La pericolosità della rete non è nella mancanza di libertà (che non è certo un suo attributo) ma nella facilità con cui riesce a far passare la fiction per realtà.

Ciò avviene anche in virtù di una supposta imparzialità che nei siti di maggiore informazione non esiste viste le influenze a cui sono sottoposti.

Che la tv sia faziosa già lo sappiamo, sfido a trovare qualcuno con un minimo di sale in zucca che non se ne renda conto. Ma quanti (anche tra la gente che consideriamo sveglia) sono consapevoli che ad esserlo è anche la già citata wikipedia?

Quale tra i due, quindi, è più pericoloso? Il nemico manifesto o quello travestito da amico?

La ricerca di qualcuno che ragioni per sé è la vera piaga.

Nella sua disposizione a seguire il primo pifferaio che passa l'essere umano sembra essere più un ovino che un primate. Spero che di fronte alle porte del macello rinsavisca.

Un saluto,
Alessandro.

Anonimo ha detto...

Spero se ne accorgano, se continuiamo così i nostri simili brain-free non solo andranno al macello, ma sfoggeranno il loro miglior vestito e fischietteranno verso la morte.

Come hai già detto tu, il problema è che molte persone preferiscono pensare con la testa degli altri invece che con la propria. Per loro è la scelta più facile, la più comoda. E la più sponsorizzata. Da grillo al berlusca, tutti questi personaggi vogliono farti sentire piccolo ed insignificante.
Dobbiamo lottare contro un sistema che non ci vuole partecipi nè tantomeno pensanti. Credo che prima di parlare di signoraggio e sistema monetario dovremmo svegliare la gente su questo punto: ognuno di noi è unico e speciale ed ha dentro di sè tutto il potenziale per poter cambiare il mondo.
Dobbiamo voler bene a noi stessi e diffidare dai personaggi egocentrici e pieni di sè, perchè per quanto possano essere giuste alcune cose che dicono, con i loro atteggiamenti pomposi ci vogliono far credere implicitamente, subdolamente di esser meglio di noi, di saper molte più cose, vogliono esser messi su un piedistallo e adorati.
Togliendoci, così, le forze per reagire, perchè saremo demotivati e ci sentiremo solo un'insignificante gocciolina di un'immenso mare.
Disgusto.

"Fratello, se hai una virtù ed è la tua virtù, non ce l'hai in comune con nessuno.
E di certo vuoi chiamarla per nome e accarezzarla; vuoi vellicarle l'orecchio e spassartela con lei.
Invece , ecco! Ora hai il suo nome in comune col popolo e sei diventato popolo e gregge, con la tua virtù.
Faresti meglio a dire: 'è impronunciabile e senza nome ciò che fa il tormento e la dolcezza della mia anima ed è anche la fame delle mie viscere.'"
da "Così parlò Zarathustra" di Friedrich Wilhelm Nietzsche

Andiamo a vellicarci l'anima!
Silvia

emanuele ha detto...

si va be' ; ma il giochetto di far passare la finzione per la realtà su internet durera' poco perchè dopo le prime volte che saranno smascherati quelli che le fanno la gente comincera' a dargli lo stesso peso che da' alla pubblicita' della televisione.

Anonimo ha detto...

lo spirito critico. Bisogna sempre obiettare su cio' che si vede, e si sente.
Il risultato, sarà comunque l'eterna indecisione.
Il non sapere.
Perchè non potrai mai verificare tutte le tue teorie.
non potrai mai verificarne 10 su 10.
La vera conoscenza è lontana da noi.
Il 9-11 e la nano termite.
Il signoraggio.
La chemioterapia, che potrebbe essere la piu' grossa bufala di speculazione economico farmaceutica dei nostri tempi.
I vaccini subiti nelle ultime generazioni.
l'AIDS.
Tutto è verità, ma la verità è diventata appannaggio di chi la diffonde con i mezzi che ritiene opportuni.

Dove non potrai mai arrivare con la conoscenza e lo studio, allora, solo allora, arriva l'affidamento.
Ecco dove la fede si incontra con lo studio.
Saluti, bel blog.

ErSandro ha detto...

Silvia, sono d'accordo con te. Non possiamo sperare di cambiare il mondo senza prima cambiare noi stessi. Per me studiare il signoraggio è stato come guardarmi allo specchio, si è trattato dello spunto per mettere in discussione tutta una serie di valori che, fino a quel momento, avevo dato per scontati. Quando ne parlo non lo faccio in modo fine a se stesso ma sempre sperando che riflettere sull'argomento possa essere il primo passo per il cammino di un'altra persona.

Emanuele, spero che tu abbia ragione, anche se per adesso i segnali non sono positivi. Pensa solo, come sottolineavo in precedenza, a tutte le persone che consideriamo sveglie ed intelligenti che si fanno abbindolare e sposano acriticamente qualunque causa venga sostenuta dal loro blog preferito o in un video messo su youtube dal primo Mister X che passa. Questo accade perché per molti Internet è la realtà. Proprio come per altre persone era la televisione.

Anonimo, grazie per i complimenti. Non ho nulla da aggiungere, siamo sulla stessa lunghezza d'onda.

Un saluto a tutti,
Alessandro.

Anonimo ha detto...

La natura umana e' rimasta invariata nel corso di migliaia di anni di evoluzione.
Pochi individui capaci di ragionare, la quasi totalita' della popolazione che corre dietro alle illusioni (proprie o create ad hoc da altri) e pochi individui, i peggiori, capaci di sfruttare i meccanismi della mente umana a proprio uso e consumo.
Questi ultimi trascinano le masse, e' lo stesso meccanismo del branco e del capo-branco osservabile in altre specie.
Il disastro finale e' solo questione di tempo, la nostra specie non sara' nel futuro di questo pianeta.
Per quanto triste sia questo fatto, e' la realta', e a poco serve l' opera di divulgazione della verita', che, comunque, va portata avanti (se non altro per non dover dire di non averci provato).

Alessandro Pivetti ha detto...

Leggere certe cose scritte da certa gente mi fa scompisciare dal ridere :)

ErSandro ha detto...

Questa la capiamo solo io e Alessandro.